mercoledì 24 giugno 2015

5 OGGETTI DI USO COMUNE NATI GRAZIE ALL'ESPLORAZIONE SPAZIALE

17,5 miliardi di dollari. È la cifra che la NASA ha richiesto per finanziare i principali programmi spaziali per il 2015.

Nonostante il budget sia l'un per cento in meno rispetto al 2014, le critiche non sono mancate.
Che senso ha investire una quantità si soldi così elevata per le missioni spaziali? Non sarebbe più sensato usarli per risolvere i già numerosi problemi che abbiamo sulla Terra?

Si potrebbe rispondere che la conquista dello spazio ha sempre rappresentato uno dei desideri più profondi dell'animo umano sin dall'antichità. E ancora, che le missioni hanno dato e daranno in futuro un notevole contributo alla conoscenza delle origini dell'Universo e dello stesso pianeta Terra.

Tuttavia, tali risposte potrebbero non sembrare sufficienti ai più.

Eppure, una giustificazione molto più concreta  c'è: da quando l'uomo ha cominciato a conquistare lo spazio, la spinta al progresso tecnologico è stata talmente rapida\da non avere precedenti nella storia. Quasi ogni aspetto della tecnologia ha tratto benefici dalla ricerca nel settore aerospaziale:dalla medicina, al design, alle biotecnologie, all'elettronica.

Forse non tutti sanno che molti oggetti che usiamo ogni giorno sono nati proprio grazie alle invenzioni applicate al settore aerospaziale.

Qualche esempio? Di seguito se ne riportano cinque.


L'ASPIRAPOLVERE PORTATILE


Ebbene si. L'oggetto leggero e grazioso che spazza via briciole e capelli in un attimo, il gioiello che ha facilitato la vita a migliaia di casalinghe -e non- viene inventato a nel 1975 da Black and Decker. Il primo modello si chiama Mod4. In realtà, l'intenzione iniziale non è quella di avere un oggetto per pulizie nello spazio. I ricercatori della Black and Decker stavano lavorando ad un trapano elettrico senza fili da utilizzare per la missione Apollo del periodo 1963-1972. Gli ingegneri riescono a mettere a punto un programma in grado di regolare le prestazioni del trapano a batteria in modo che potesse dare una buona resa consumando di meno. L'applicazione di questa tecnologia alle aspira-polveri senza fili qualche hanno più tardi ha permesso di mettere in commercio l'attuale DustBuster.

SCARPE DA CORSA "AD ARIA" 


Sempre negli anni '70 un processo noto come 'soffiaggio di gomma' viene usato per i caschi degli astronauti. L'ingegnere della NASA Frank Rudy copia l'idea per realizzare delle scarpe in grado di garantire una migliore protezione da traumi per gli atleti. Realizza così dei cuscinetti fatti di cellette di aria interconnessa da posizionare nella suola delle scarpe. Nasce la famosa Nike Air.





CIBO PER I BEBÉ

Nei primi anni '80 nasce il progetto di ricerca CELSS con l'obiettivo di utilizzare le alghe come fonte di ossigeno durante le missioni spaziali. La ricerca sulle microalghe porta alla scoperta di due acidi grassi polinsaturi contenuti nel latte materno fondamentali per il corretto sviluppo visivo e mentale dell'embrione umano. Nasce cosi' Formulaid, uno speciale supplemento alimentare del latte per neonati. La Nutricia, azienda leader in Europa nel settore dei supplementi nutrizionali, introduce il brevetto in Europa. Ad oggi un ingrediente di sintesi che contiene i due acidi grassi citati viene utilizzato nel cibo per neonati in più di 66 Paesi.


OCCHIALI DA SOLE 

Negli anni '80 si stavano studiando gli effetti dannosi della radiazione ultravioletta sulla vista degli astronauti durante i lavori di saldatura dello spazio.

Due scienziati, James Stephens e Charles Miller, creano un filtro speciale capace di assorbire, filtrare e disperdere la luce ultravioletta. L'invenzione deriva dalla scoperta della speciale composizione dell'olio che protegge gli occhi degli uccelli predatori.

L'azienda Eagle Eyes utilizza poi la stessa tecnologia per migliorare il livello di protezione delle lenti da sole.



KIT PER MISURARE LA PRESSIONE 

Questo oggetto si può trovare di norma nelle nostre case per controllare la pressione. La sua invenzione è secondaria alle ricerche messe a punto dagli studiosi della NASA per misurare gli effetti della pressione sul lancio dell'astronauta Alan Shepard, il primo americano a volare nello spazio. 


Si potrebbe continuare all'infinito.

Questa breve a curiosa lista riduttiva però, ci fa capire come il finanziamento nella ricerca applicata all'esplorazione spaziale ha da sempre dato un impulso fondamentale alla tecnologia, migliorando notevolmente il tenore di vita dell'uomo.


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