venerdì 28 giugno 2013

IL MUSEO REGIONALE DI SCIENZE NATURALI DI TORINO COMPIE 35 ANNI

29 giugno 1978 – 29 giugno 2013
Sabato 29 giugno grande festa nella sede di Via Giolitti 36 con Caccia al Tesoro a premi e visite guidate
Dalle ore 15 alle 19 con ingresso gratuito per tutti i visitatori

Il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino compie 35 anni. Per l’occasione Sabato 29 giugno dalle 15 alle 19 il Museo organizza una grande festa aperta a tutti i cittadini per celebrare insieme il compleanno di un’istituzione culturale sempre più amata dai piemontesi e non solo.

E così dalle 15 in poi i visitatori potranno accedere con ingresso gratuito, prendere parte alle visite guidate e partecipare alla grande Caccia al Tesoro a premi rivolta a pubblici di tutte le età.

Per Michele Coppola, Assessore alla Cultura della Regione Piemonte: “Il Museo Regionale di Scienze Naturali festeggia 35 anni nel momento di maggior vitalità della sua storia, come confermano gli oltre 150.000 visitatori del 2012. Grazie anche al nuovo percorso espositivo Lo Spettacolo della Natura, inaugurato proprio quest’anno, il Museo si sta affermando come uno dei poli scientifici-culturali più noti in Italia e come luogo sempre più frequentato da turisti, famiglie e studenti. La sua capacità di offrire contenuti ed eventi unici conferma il Museo Regionale di Scienze Naturali come luogo da scoprire e da vivere”.

Il Museo Regionale di Scienze Naturali venne istituito il 29 giugno del 1978. I suoi 35 anni sono il risultato di un percorso articolato e di storie affascinanti, a partire da quella delle collezioni scientifiche e dello splendido palazzo seicentesco in cui ha sede.
Nel 1680 ha inizio la storia dell’edificio ad opera di Amedeo di Castellamonte, l’illustre architetto piemontese già famoso per la realizzazione del Palazzo Reale di Torino e della Reggia di Venaria.

Nel corso dei secoli l’evolversi della scienza medica rende obsoleta la struttura con i grandi spazi delle “crociere” e la lunga sequenza di pazienti uno vicino all’altro. Ma se da una parte l’ospedale viene progressivamente abbandonato fino alla sua definitiva chiusura, nella seconda metà degli anni Settanta si aprono nuove prospettive per i saloni ormai inutilizzati.

In un clima di maggiore attenzione per le tematiche ambientali e di rinnovato interesse per la natura, la Regione Piemonte avvia un ambizioso programma di recupero dell’edificio e nel 1978 istituisce il Museo Regionale di Scienze Naturali, al quale viene affidata la gestione delle raccolte universitarie. Inizia così il riordino, la sistemazione e la catalogazione di tali collezioni a fini conservativi, espositivi e didattici.

Nel 2000 la riapertura dello storico Museo di Zoologia, nelle cui sale a fine Ottocento lo scrittore Emilio Salgari amava osservare gli animali poi descritti nei suoi romanzi, e il successivo allestimento dell’Arca e di Mineralia 2 rendono finalmente fruibili una parte delle splendide collezioni zoologiche e mineralogiche, migliaia di reperti, molti giunti dai viaggi ottocenteschi compiuti in quell’epoca di grandi viaggiatori nell’America Latina, nel mare Artico e sulla catena del Ruwenzori.
Estremamente significativi tra quelli conservati sono gli esemplari di animali ormai estinti come l’Alca impenne, il Tilacino, l’Huia, l’Emù nero, il Parrocchetto della Carolina, il Leone dell’Atlante, la Colomba migratrice dell’America settentrionale, il Quagga e altri esemplari a rischio di estinzione come il Celacanto. Tra gli oltre 548.000 reperti zoologici trovano posto anche 8.356 uova e 413 nidi di uccelli nidificati in Italia.
Infine un bisonte americano, un elefante indiano, Fritz, dono del viceré d’Egitto Mohamed Alì al Re di Sardegna Carlo Felice, e un imponente scheletro di balenottera spiaggiata nel 1844, il mammifero più grande in esposizione, arricchiscono ulteriormente il Museo di Zoologia.

La collezione di petrografia e mineralogia del MRSN è una delle raccolte più prestigiose d’Europa, tra i minerali è presente un cristallo di dolomite dall’eccezionale lucentezza porcellanacea, un reperto unico al mondo di altissimo valore mineralogico. Spetta ancora alla mineralogia il primato del pezzo di maggior valore commerciale: si tratta della meteorite “Motta di Conti” del peso di 6,3 chilogrammi, caduta presso Villanova Monferrato in provincia di Alessandria.

Ma l’animale simbolo, quello che tutti identificano con il Museo stesso e che entusiasma i bambini in visita, è Dino, il Gigantosaurus carolinii, dinosauro carnivoro vissuto circa 90 milioni di anni fa in Argentina. La perfetta riproduzione in resina del suo scheletro, 14 metri di lunghezza e 4 di altezza, acquistata in occasione della mostra “Dinosaurios Argentinos”, si trova attualmente nell’area partenze dell’aeroporto Sandro Pertini di Caselle.

Con le mostre "Il Celacanto", "La Collezione Spinola" e "I cristalli di quarzo" realizzate nel 1980 e "Lepidoptera" del 1981, il MRSN apre le prime grandi esposizioni, qualche anno dopo, a marzo del 1992, si inaugura "Mamenchi e Tsintao" dedicata al ritrovamento di dinosauri cinesi, e ottiene un enorme successo con oltre 90.000 visitatori.
"Amphibia e Licheni" (ottobre 1995), "Dinosaurios Argentinos" (novembre 2004) e "Inuit e popoli del ghiaccio" (dicembre 2005), segnano solo l’inizio di un intenso periodo espositivo che fa registrare un aumento di pubblico adulto e scolastico: dalle 32.000 visite del 2002 alle 150.000 del 2012, un incremento costante che denota la capacità del museo di interloquire e coinvolgere fasce di visitatori sempre più ampie e diversificate.

Le numerose mostre temporanee hanno consentito di esporre altre raccolte attraverso cui raccontare la storia della natura, la sua evoluzione e, nel contempo, affrontare argomenti emergenti e attuali come i cambiamenti climatici e la difesa della biodiversità. Ne sono testimonianza “I tempi stanno cambiando” del 2008 e “Un futuro diverso”, quest’ultima proposta nel 2010 in occasione dell’Anno Internazionale della Biodiversità, due mostre di grandissimo impatto e accolte dal pubblico con grande interesse.

Su queste tematiche si inserisce “Lo spettacolo della natura. Storie di scienza e di mondi da conservare” il nuovo e ultimo allestimento permanente che nasce da un’idea di Giorgio Celli, il noto etologo e divulgatore scientifico italiano scomparso nel giugno del 2011. Inaugurato l’otto marzo scorso, “Lo spettacolo della Natura” si snoda in tre macro-aree: una moderna Wunderkammer la prima, la seconda è dedicata ai meccanismi che danno origine alla diversità della vita e, infine, le relazioni tra gli organismi viventi e l’ambiente nella foresta pluviale del Madagascar. Rari reperti museali, exhibit interattivi e multimediali, ricostruzioni scenografiche di ambienti, forniscono le chiavi per comprendere il mondo naturale. Dall’apertura del nuovo allestimento (8 marzo 2013) ad oggi, in poco più di tre mesi, i visitatori del museo sono stati oltre 47.000.

Sono partner dell’iniziativa: Abbonamento Musei Torino Piemonte, Barney’s, Il Circolo dei lettori, Rivareno, Zoom.

MRSN Museo Regionale di Scienze Naturali | via Giolitti, 36 – Torino
INFO: tel. +39 011 4326354 | www.mrsntorino.it

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