sabato 4 maggio 2013

SCIENZA UNDER 18 - LA SCIENZA SI IMPARA GIOCANDO

2-3-4 Maggio. Aria di primavera? Nooooo! Aria di scienza. 

Dal 2010 a Monfalcone in Provincia di Gorizia in questo periodo si respira nell'aria profumo di Scienza. La cittadina si riempie di migliaia di studenti di ogni ordine e grado con i loro relativi insegnanti per presentare a tutti i propri esperimenti scientifici e matematici con spettacoli, conferenze e giochi. 

La manifestazione si chiama "Scienza under 18" ed è promossa dalla medesima associazione, dal Comune di Monfalcone con la collaborazione di LaRea dell'Arpa, del WWF e dall'Osservatorio rifiuti della Provincia di Gorizia.

Ieri pomeriggio sono stata alla Galleria comunale d'arte contemporanea di Piazza Cavour, sede di tutti i laboratori scientifici, invitata dalla mia amica M. Mazzara, che ha portato con la 3A elementare della Scuola "Battisti" di Monfalcone, un progetto sulla salute alimentare intitolato "NUTRIZIONIAMOCI...per non diventare bambini imbottiti".

Questi ragazzini che avevo già conosciuto in un precedente incontro, nel quale  ho spiegato loro la storia del dinosauro Antonio, mi hanno mostrato con entusiasmo il loro percorso scientifico sull'alimentazione, presentando i loro risultati con exibit coloratissimi molto esplicativi, cartelloni ed un gioco sulle regole di comportamento che bisogna adottare a tavola. Regole delle quali, di questi tempi difettano parecchie persone, mal...educate!

Subito dopo, sono stata trascinata da mio figlio di quasi 6 anni in un laboratorio in cui si giocava con i Lego. Ho appreso che con questi piccoli mattoncini colorati, tanto amati dai ragazzini, si possono costruire dei modelli di molecole chimiche semplici rispettando alcune regole di costruzione. 
Uaohhhh, facile chimica! Appreso il sistema, lo metterò subito in pratica nella mia classe alla Scuola media. 

Di corsa, come fanno tutti i bambini curiosi, poi ci siamo fiondati di fronte ad un ragazzone in camice bianco che ci ha mostrato una magia: ha trasformato il latte da bianco in rosa. Per gli esperti e dotti era una titolazione, ma per i più piccoli è stata una magia portentosa. Mio figlio, per niente intimorito da questo mago della chimica gli ha chiesto "Posso fare io?" e lui gli ha risposto " No, mi dispiace, è pericoloso, ma puoi sempre farti prendere il gioco del "Piccolo chimico", io ho iniziato così". Ho capito bene? La tua passione per la chimica è nata con un gioco? Straordinario gioco di chimica! Glielo prenderò. 

Poco distante un microscopio ottico. Mio figlio mi spinge lì chiedendomi cosa sia. La ragazza gli spiega l'uso del microscopio e gli fa osservare un vetrino chiedendogli " Cosa vedi?" "Vedo dei puntini neri."" Bravo, sono i batteri che mangi con lo yogurth e che ti fanno tanto bene alla pancia". In pochi secondi gli ha spiegato questo piccolo mondo invisibile!

Abilità, competenza, disponibilità, entusiasmo, sorrisi, allegria, eccitazione. Ingredienti che raramente si riscontrano in una conferenza scientifica con gli esperti. Ho assistito ad una bellissima manifestazione di educazione scientifica che ha avuto come obiettivo la diffusione di nuovi metodi di insegnamento di questa fantastica, ma talvolta complicata disciplina che è la Scienza.
Qual è il pregio di questo progetto? Mettere al centro di tutto gli studenti nel loro percorso di apprendimento, gli studenti come insegnanti, con il loro modo di essere e di comunicare il loro vissuto esperienziale ad altri studenti.

Quindi la Scienza spiegata in una cooperazione tra pari. Metodologia di apprendimento che non ha mai fallito. Infatti, mio figlio a cena ci spiegava, a modo suo, quello che aveva compreso,....semplicemente tutto.



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