lunedì 21 gennaio 2013

UE: "GLI STUDENTI EUROPEI DEVONO POTER VOTARE"

La legislazione europea è contraria alla discriminazione di uomini e donne, per qualunque ragione. «Gli studenti all'estero sono uomini e donne e non devono essere discriminati. Nel XXI secolo, così facile far votare i cittadini all'estero, gli studenti dovrebbero essere trattati esattamente come i soldati in missione e gli insegnanti all'estero».

Eppure nelle Elezioni 2013, nonostante le possibilità telematiche, internet e quant'altro in termini di tecnologie,  gli studenti in Erasmus che sono all'estero al momento non possono votare per i propri candidati:  sono circa 25 000 ragazzi che grazie a questo programma stanno facendo un'esperienza di studio fuori dall'Italia: e  per questo ne sarebbero discriminati.

Inoltre, come ci fa notare una lettrice, il fatto coinvolge non soltanto gli studenti in Erasmus, ma anche quelli che frequentano i corsi laurea completi all'estero, e magari sono fuori da qualche anno. Anche loro sono considerati ''turisti'' se non sono iscritti all'associazione italiani all'estero. Iscrizione che comporta, tra l'altro, la rinuncia all'assistenza sanitaria quando si trovano in italia, pur restando cittadini italiani con regolare passaporto della repubblica italiana.
Il Governo starebbe già lavorando a un decreto. Cancellieri e Terzi riferiranno sulla questione in occasione del consiglio dei ministri che si terrà domani.

La commissaria europea all'Istruzione e cultura, Androulla Vassiliou, «sostiene fortemente gli sforzi in corso in Italia per assicurare che gli studenti che seguono corsi all'estero nel quadro del programma Erasmus non siano discriminati nell'esercizio del voto» alle prossime elezioni politiche in Italia.

Lo ha ricordato il portavoce della commissaria, Dennis Abbott, yorker university parlando con alcuni cronisti oggi a Bruxelles. «Non vogliamo criticare le regole italiane», ha aggiunto Abbott, riconoscendo che le leggi elettorali sono di competenza nazionale degli Stati membri ma, ha sottolineato «gli studenti all'estero non dovrebbero essere svantaggiati e la loro mobilità non deve essere disincentivata».Le regole per votare all'estero

I tempi a disposizione per intervenire sono   stretti. Per poter votare nelle ambasciate e nei consolati italiani all'estero, infatti, i ragazzi dovrebbero essere iscritti all'Aire, l'anagrafe degli italiani residenti all'estero. Attualmente è iscritto chi trasferisce la residenza all'estero per più di un anno.

Il problema è che le esperienze di studio all'estero vanno dai tre ai 12 mesi.

Il provvedimento del governo potrebbe ricalcare nella sostanza quello adottato (e convertito in legge) a fine 2012, e che ha consentito di far votare all'estero i militari in missione in un altro paese o i ricercatori. Anche se anche in queste ipotesi ci sono paletti ben definiti.




Nessun commento: