lunedì 30 luglio 2012

IL GIOCO DEI COLORI COMPLEMENTARI



La ruota dei colori: wikipedia
Perché con pareti colore lilla è bene scegliere pavimenti o arredi colore ocra? 
Mentre i toni color sabbia sono da evitare con il rosa taupe mentre stanno molto bene con i toni azzurro, specie se desaturati?  

Perché se indosso una mise verde, propendere per accessori  rossi è cool, alla moda?  

Esisterà una spiegazione scientifica che ci fa percepire i colori come "gradevoli" a coppie?

Se guardiamo la ruota dei colori, notiamo come ad ogni colore ne corrisponda uno opposto: chiamato colore complementare.

Verde acido = rosso carminio, blu elettrico= arancio, e così via

La risposta? L'accostamento di colori complementari crea effetti armonici. La domanda è: perché? 

Un Premio a chi risponderà correttamente a una o a tutte e tre le seguenti domande.

LE DOMANDE
- Il colore è una proprietà dell'ambiente? Esiste realmente? Perché?
- Vediamo tutti gli stessi colori? Perché?
- Cosa accade quando accostiamo due colori complementari (opposti sul cerchio cromatico)? 


IL PREMIO
Il vincitore di questa prova potrà scegliere uno tra i  seguenti titoli: 

SCADENZA
C'è tempo fino alle 24 di mercoledì 8 Agosto 2012 per partecipare (termine scaduto)


IL VINCITORE
Bosonezeta si è avvicinato di più con le risposte 1 e 2, ma la risposta 3 è imprecisa. 
Anche lorenzo. c ha risposto correttamente a 2 domande, ma la risposta 2 è meno completa di quella di Bosonezeta. 
Altri si sono avvicinati molto alla soluzione senza però rispondere completamente alle domande.
Complimenti a tutti i partecipanti.

Il vincitore della prova è dunque Bozoneta, che può inviarci i suoi dati (indirizzo postale) e premio scelto via email a redazione@gravita-zero.org 


LE SOLUZIONI 

DOMANDA: Il colore è una proprietà dell'ambiente? Esiste realmente? 
RISPOSTA: Il sangue? Non è rosso, può sembrare strano ma il colore non è una proprietà fisica; piuttosto è una creazione della mente. Per usare le parole di Steven Shevell (2003) "non cè nessun colore rosso in una luce di 700 nm, così come non c'è paura negli zoccoli di un cavallo che sta scalciando" Proprio come la paura, il colore è il risultato dell'interazione tra uno stimolo fisico e un particolare sistema nervoso. [1]
La luce colpisce la nostra retina, in seguito a processi chimici viene immediatamente trasformata in segnale elettrico che scorre attraverso il nervo ottico e arriva ai neuroni della nostra corteccia occipitale. Questi sono cellule che vengono stimolate da segnali elettrici. Se stimolassimo con un segnale elettrico queste cellule noi "vedremmo" dei colori. 

DOMANDA: Vediamo tutti gli stessi colori? 
RISPOSTA: Si, no, forse. Se una persona dice di vedere due luci di colore identico, ovvero due metameri, le altre persone sono generalmente d'accordo, ma ci sono alcune variazioni tra individui. Ad esempio l'aggiustamento individuale del verde primario può variare da circa 459 a 539 nm. Alcune di queste differenze sono dovute a fattori come l'età, che fa ingiallire il cristallino. Approssimativamente comunque le prestazioni a compiti standard di visione sono molto simili 
C'è una importante eccezione alla risposta affermativa. L'8% della popolazione maschile e lo 0,5% di quella femminile soffre di una forma di carenza della visione croimatica comunemente conosciuta come "daltonismo" o "cecità dei colori", dovuta a malfunzionamento della codifica dei tre fotopigmenti dei coni M e L che si trovano sul cromosma X. Poiché i maschi posssiedono solamente una coppia del cromosoma X, se essa è difettosa il maschio in questione avrà qualche problema. Le femmine ne possiedono due coppie e possono avere una normale visione cromatica anche se una delle coppie è difettosa (in realtà queste donne possono fare affidamento a quattro diversi pigmenti dei coni) 
Infine esiste quello che viene definito relativismo culturale: la lingua e la cultura possono avere un'influenza sulla percezione dei colori? Per molti anni si è pensato che la risposta fosse no. Dopo gli studi in particolare della psicologa Debi Roberson (1999) non ne siamo così sicuri. [1] 

DOMANDA: Cosa accade quando accostiamo due colori complementari (opposti sul cerchio cromatico)? 
RISPOSTA:  Recenti scoperte in campo fisiologico hanno dimostrato l'esistenza di vari tipi di cellule di opponenza cromatica, dotate di campi recettivi centro-periferia eccitatori-inibitori nel sistema rosso verde e nel giallo (coni rossi e verdi)/blu.
In parole semplici, le stesse cellule che vengono eccitate da un colore rosso, quando vengono diseccitate (si spegne la luce di quel colore) percepiscono una immagine postuma di colore complementare. 
Lo stesso accade con luci gialle/blu-viola. Tali neuroni sono per così dire sensibili a coppie di colori opponenti e complementari. C'è da presumere che esistano cellule sensibili al contrasto cromatico.
L'accordo a due colori più semplice è rappresentato dai colori complementari saturi: rosso-verde, giallo-viola, ecc. La retta che lega questi due colori ha il suo perno nel grigio centrale del solido cromatico. 
Quindi se l'armonia cromatica ha origine dall'equilibrio, possiamo anche approdare a: giallo pallido - viola annerito, oppure lilla - giallo scuro. Tutti i colori complementari formano un'armonia a due colori. [3]



FONTI BIBLIOGRAFICHE 

[1] AA.VV. - SENSAZIONE E PERCEZIONE - ZANICHELLI - ISBN 978-88-08-06745-6 - pagg. 96 e segg. 

[3] Jorrit Tornquist - COLORE E LUCE - Istituto del colore ISBN 88-89628-01-04 pagina 169 

9 commenti:

pier andrea corda ha detto...

Perche' i colori complementari si rafforzano a vicenda esaltano la luminosita'

Infatti notiamo che i complementari sono colori opposti fa loro.

I colori complementari quindi si armonizzano e trovano il giusto accostamento proprio nella differenza.

Sara ha detto...

1. No, non esiste realmente
2. No
3. accostando due colori complementari si ottiene il massimo contrasto possibile, quindi si esalta la tonalità

Gio Crippa ha detto...

La prima domanda è abbastanza ambigua perché il colore è una componente della luce bianca visibile all'interno di certe frequenze d'onda, pertanto esiste realmente pur non essendo una proprietà degli oggetti (che possiamo vedere solo se sono illuminati! pertanto il colore di un oggetto è dato dalla componente riflessa vs quella assorbita).

Non vediamo tutti gli stessi colori (ci sono anche parecchie infografiche simpatiche sulla percezione del colore tra uomo e donna ; ) perché l'organo deputato alla ricezione dei colori (l'occhio) è "unico", come è unica ogni persona. Basti pensare che nell'occhio non abbiamo tutti lo stesso numero e la stessa "qualità" di coni e bastoncelli (che si sviluppano nel tempo, e nel tempo possono deperire).

A livello di percezione visiva, coppie di colori complementari hanno il massimo contrasto possibile –e quindi si esaltano a vicenda– perché non condividono nessun colore primario. Ad esempio, magenta e verde sono complementari, perché il verde è composto da ciano e giallo. Però tra percezione e "armonia" c'è un bel gap, si pensi al viola e al giallo che "stridono" parecchio quando accostati (anche se sono comunemente ritenuti abbinabili).

Gio Crippa ha detto...

Aggiungo un nota bene: una coppia di complementari ad alta intensità (uso i 3 pigmenti e le 3 luci > magenta-verde, giallo-blu, ciano-rosso) sono collocati fianco a fianco, vibrano e quindi richiamano l'attenzione. Non tutte le combinazioni di colori complementari sono forti: se i colori sono di bassa intensità il contrasto non è troppo duro (come i primi esempi che avete citato). L'intensità puo’ essere modificata solo mescolando un colore con il suo complemento, che ha l'effetto di "neutralizzare" visivamente il colore = equilibrio!

lorenzo.c ha detto...

Rispondo alle prime due domande:

1)
Con il termine "luce visibile" si identifica quella parte dello spettro elettromagnetico, ossia di tutte le possibili frequenze di onde elettromagnetiche, che è rilevabile dall'occhio umano. Esso reagisce quando viene investito da una radiazioni di frequenza adatta, facendo percepire al cervello diversi segnali; quelli che si definiscono colori sono un modo comodo per distinguere i diversi tipi di segnali inviati dall'occhio, corrispondenti a diverse frequenze della luce.
La luce che arriva dal Sole è bianca perché composta da tutte le frequenze comprese nell'intervallo in cui è sensibile il nostro occhio, come è possibile rilevare ad esempio facendo passare la luce dentro un prisma di vetro.
Quando questa luce colpisce un oggetto, questo assorbe una certa parte di radiazione, e ne riflette un'altra che viene appunto rilevata dall'occhio e a seconda del segnale relativo alla frequenza (o alle frequenze) rilevate si parla del colore dell'oggetto.

2)
Poiché gli occhi non sono tutti perfettamente uguali, anche la sensibilità alla luce è differente, pertanto non vediamo tutti gli stessi colori. O meglio, non reagiamo tutti allo stesso modo quando il nostro occhio è investito da un fascio di luce di determinata frequenza.
Ciò può essere aggravato anche da malattie come il daltonismo, come ben sapeva il povero Dalton che indossò calze rosso acceso pensando che fossero marroni!

Matteo Pascal ha detto...

Mi piacerebbe rispondere ma purtroppo non sono d'accordo con la tesi, trovo gli abbinamenti tra colori complementari semplicemente orribili.

8008 ha detto...

Un colore primario es Rosso associato al complementare Verde e' intonato perché il verde e' fatto dalla somma degli altri due colori primari (giallo e blu) e il "cerchio si chiude" armonicamente

bosonezeta ha detto...

1)Il colore è una proprietà dell'oggetto ed è determinato dalla somma delle lunghezze d'onda che l'oggetto riflette quando illuminato (caso di oggetto opaco, in ogni caso emesso dall'oggetto). Un oggetto rosso se colpito da luce bianca, ovvero luce che contiene l'insieme di lunghezze d'onda a cui reagisce il nostro organo visivo, riflette verso la nostra retina solo le componenti rosse e assorbe le altre, dandoci la sensazione di colore. Quando un oggetto riflette tutte le lunghezze d'onda appare bianco, e al contrario se le assorbe tutte ci appare nero e lo vediamo solo per contrasto con ciò che lo circonda.Il nero è un "non colore". Il colore inoltre dipende dalla luce che colpisce l'oggetto. Se la luce che colpisce l'oggetto non contiene nessuna delle lunghezze d'onda che l'oggetto riflette, lo spettro emesso sarà nullo e l'oggetto apparirà quindi nero. Ecco perchè un'auto azzurro-ciano sotto una luce stradale al sodio risulta nera: nello spettro d'emissione del sodio non ci sono le lunghezze d'onda corrispondenti al blu che possano essere riflesse. Se mangiate in un pub che ha la bella idea di usare luci verdi sui tavolini (come è successo a me) troverete gli hamburger disgustosi a vedersi con l'insalata bianca, il ketchup nero e la carne grigio scuro.
PS il verde pare sia usato in camera operatoria perchè smorza il rosso vivo del sangue essendo il suo complementare quindi incapace di riflettere radiazioni rosse.

2)Non possiamo essere sicuri di vedere gli stessi colori, anzi probabilmente li vediamo in maniera lievemente differente. Gli unici dati certi di un colore sono la somma e la percentuale delle lunghezze d'onda che lo caratterizza. Dopodichè entrano in gioco i fattori fisiologici altamente variabili, come la sensibilità individuale degli organi visivi alle varie lunghezze d'onda e l'interpretazione del cervello agli stimoli dei suddetti organi, che ci costringono a usare convenzioni per definire il colore per analogia, con risultati a volte ambigui, come succede spesso tra gli azzurri/verdi.

3) Penso che gli abbinamenti di colori siano un fatto squisitamente culturale visto che l'allegro abbinamento dei colori delle donne balinesi sarebbe considerato stridente e fuori luogo in un uggiosa giornata d'inverno a Torino.

pierop ha detto...

La frase 'accostando due colori complementari si ottiene il massimo contrasto possibile, quindi si esalta la tonalità' si trova in tutti i manuali di istruzione artistica, ma in effetti non spiega perchè ciò avvenga.
Da un' esperienza personale di fotocoagulazione sulla retina con un laser ad argo (verde) che mi fece vedere tutto rosso per molti minuti successivi all' intervento, posso ipotizzare due meccanismi:
1) il sovraccarico dei recettori sensibili a un colore determina una riduzione della risposta (in questo caso al verde) e un' apparente esaltazione del segnale complementare. In questa interpretazione i meccanismi mentali della visione non avrebbero un ruolo diverso dal solito.
2)la mente tende a costruire una immagine con uno spettro di colori bilanciato tra le componenti, quindi le aree di colore complementare contapposte, ognuna mancante del tutto di una parte dello spettro, vengono in parte 'arricchite' dei colori mancanti, facendole apparire più luminose rispetto al resto.