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LA TRINITITE: UN MATERIALE STRAORDINARIO NATO IL 16 LUGLIO 1945

Il fungo atomico è impresso nella mente di ciascuno di noi, a tal punto che non riusciamo a pensare ad altro se non agli effetti negativi dell'energia nucleare. L'immagine più resistente è quella delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, e la paura più duratura è quella che tutti hanno provato durante la Guerra Fredda. A maggior ragione, a cosa potremmo pensare se rievocassimo il 16 luglio 1945, quando - nel New Mexico - venne effettuato il primo test atomico della storia? 

Eppure non c'è solo distruzione, sofferenza e morte. Non c'è solo una sorta di nebbia che ci impedisce di vedere la grandezza scientifica di Enrico Fermi, proprio per il suo coinvolgimento nel progetto Manhattan. C'è anche l'energia nucleare, direte voi, che consente a tante persone di disporre di elettricità, ma ci sono anche le scorie nucleari, che rappresentano un problema difficilmente risolvibile. Eppure c'è qualcos'altro a cui nessuno di noi probabilmente aveva ancora pensato, si tratta di materiali che si sono formati in seguito al Trinity Test e che hanno delle caratteristiche letteralmente stupefacenti. 

Luca Bindi, professore ordinario di mineralogia e cristallografia presso l'Università di Firenze, in breve l'Indiana Jones dei quasi cristalli, ha scritto un libro intitolato "Le ceneri di Trinity - La nascita di nuovi materiali dall'apocalisse atomica" (Tab Edizioni). Se è vero che il Trinity Test ridefinì il rapporto dell'uomo con l'energia e con la guerra e segnò l'inizio dell'Era Atomica, è anche vero che fu un laboratorio con condizioni mai sperimentate in precedenza. E da quel laboratorio, attraverso fenomeni fisici e chimici inediti, nacquero materiali che non si erano mai visti prima. 

Senza dover raggiungere il centro della Terra o andare nello spazio, si raggiunsero più di 4000 gradi centigradi e la sabbia del deserto si fuse trasformandosi in un vetro verde-rossastro. Quel materiale venne chiamato Trinitite: prevalentemente amorfo, ma con inclusioni di microcristalli di quarzo e feldspato, è un quasicristallo. In ogni caso, è unico, come uniche sono le sue proprietà riflettenti e gli isotopi radioattivi contenuti al suo interno (isotopi introvabili sulla Terra). Se la Trinitite ha conservato la memoria della catastrofe, lo ha fatto trasformando il futuro, influenzando la ricerca e lo sviluppo di materiali che poi sono stati usati non solo in condizioni più o meno estreme (come nelle centrali nucleari e nello spazio), ma anche in medicina. 

Il nuovo libro di Luca Bindi è senz'altro divulgativo e breve, però richiede quella concentrazione necessaria per guardare - da un lato nuovo - gli avvenimenti che hanno lasciato una traccia indelebile nella Storia. 

Le ceneri di Trinity - La nascita di nuovi materiali dall'apocalisse atomica

scritto da Luca Bindi

e pubblicato da Tab Edizioni nel mese di settembre 2025


Walter Caputo

Divulgatore specializzato in Scienze Statistiche