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La Teoria del "Dead Internet": Internet è veramente morto?


Secondo una teoria proposta da due ingegneri informatici australiani delle Università di Sydney e Melbourne, internet sarebbe "morto". Questa ipotesi, conosciuta come "Dead Internet Theory", sostiene che più del 50% dei contenuti online, inclusi quelli sui social network, siano creati da bot e intelligenze artificiali (IA). Questi contenuti automatici hanno lo scopo di manipolare l'opinione pubblica e diffondere disinformazione.

L'Allarme dell'Intelligenza Artificiale

L'IA può generare contenuti scritti e immagini in pochi secondi, inondando il web con materiali prodotti automaticamente. Questo supera di gran lunga la velocità con cui gli esseri umani possono creare contenuti. Gli algoritmi delle IA sono progettati per massimizzare le interazioni positive degli utenti, incrementando così la visibilità e la diffusione dei contenuti stessi.

Prove Empiriche della Teoria

Gli autori dello studio hanno condotto esperimenti per sostenere la loro tesi. Hanno cercato immagini sui social network che combinassero l'iconografia religiosa di Gesù con l'aspetto di un gamberetto. Questa ricerca ha rivelato decine di risultati surreali, molti dei quali con migliaia di "like" e chiaramente gestiti da bot. Questo circolo vizioso di contenuti creati dall'IA alimenta ulteriormente la viralità di tali fenomeni.

Implicazioni e Pericoli

Il ciclo di creazione di contenuti da parte delle IA è utilizzato per generare "like" e introiti pubblicitari, aumentando la legittimità degli account gestiti da bot agli occhi degli utenti reali. Questo meccanismo può essere pericolosamente sfruttato in politica per diffondere fake news e propaganda contro gli oppositori, in particolare su piattaforme dove molti giovani si informano.

Le Possibili Soluzioni

Nel 2023, su X.com (precedentemente Twitter), sono stati rilevati oltre 10.000 account gestiti dall'IA che diffondevano disinformazione sulla Guerra in Ucraina. Elon Musk ha suggerito l'introduzione di un costo di iscrizione per frenare la proliferazione dei bot, ma questo non risolverebbe completamente il problema. La vera soluzione risiede nel pensiero critico e nell'educazione degli utenti per riconoscere e distinguere i contenuti fuorvianti, un compito tutt'altro che semplice.

La "Dead Internet Theory" solleva importanti interrogativi sulla natura e la qualità dei contenuti che consumiamo online. Mentre la tecnologia avanza, è cruciale sviluppare strumenti e strategie per garantire che l'informazione rimanga affidabile e autentica, proteggendo così l'integrità del nostro panorama digitale.

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