Header Ads


Sicurezza alimentare, qual è la situazione sul mercato italiano

Purtroppo, nell’ambito del settore alimentare, ancora una volta ci troviamo a dover registrare dei dati preoccupanti. Se da un lato la colpa è indubbiamente anche dell’incapacità di gestire in maniera efficiente ed efficace la sicurezza dei vari alimenti, evitando di adottare soluzioni innovative come led uv in grado di sterilizzare interi ambienti in maniera estremamente precisa, d’altro canto il problema è anche connesso all’enorme aumento connesso alla domanda di prodotti a basso prezzo. 


Si chiamano anche prodotti low-cost e, nella maggior parte dei casi, vengono importanti in Italia dall’estero. E rappresentano davvero un bel problema, che necessita di una soluzione rapida e immediata, ne va della salute dell’intero sistema alimentare italiano. Il motivo? Semplice, dal momento che l’importazione di tutti questi prodotti low-cost dall’estero comporta un incremento proporzionale di rischi e pericoli legati ai residui chimici, ma anche alle micotossine, così come alla diffusione dei metalli pesanti e di vari elementi inquinanti.

La colpa è anche dell’inflazione


È chiaro che c’è da mettere in conto anche la forte spinta e pressione dell’inflazione, che non fa altro che rosicchiare man mano il potere d’acquisto delle famiglie. E, di conseguenza, queste ultime si rivolgono sempre più di frequente al mercato di prodotti low-cost di importazione. Purtroppo, l’ulteriore effetto creato da questa catena è che pure l’insicurezza alimentare tende ad aumentare.

L’unica soluzione per risolvere questo problema è quella di fare fin da subito un salto di qualità importante dal punto di vista delle regole sanitarie da seguire, soprattutto quelle che sono già contenute in vari accordi stretti a livello internazionale. Si tratta di un allarme che è stato diffuso da parte della Coldiretti, sfruttando anche un convegno a Roma di cui si è parlato a lungo di agricoltura, salute e alimentazione.


Aumentano gli allarmi per rischi alimentari


Un rapporto realizzato dalla Commissione Europea sul Sistema di allerta rapido denominato Rasff, nel 2022 è stato impegnato e non poco. Infatti, è stato registrato un processo continuo in aumento a livello di riscontro di allarmi per rischi alimentari. Le motivazioni, come dicevamo in precedenza, sono correlate all’uso massiccio di sostanze chimiche, diossine e inquinanti microbiologici, ma anche metalli pesanti.

L’incremento di notifiche legate ad allarmi alimentari ha subito un balzo del 31% in confronto al 2021. Dati senz’altro preoccupanti, come è stato messo in evidenza anche dalla Coldiretti. Quest’ultima associazione ha voluto stilare una vera e propria black list che riguarda gli alimenti di maggior pericolo che si trovano sugli scaffali dei supermercati. E che qualcuno, in maniera del tutto inconsapevole, per risparmiare sulla spesa finale, potrebbe decidere di acquistare.

Al primo posto di questa classifica dei cibi più pericolosi sul mercato stilata dalla Coldiretti troviamo la carne di pollo low cost che arriva dalla Polonia. Non solo, dal momento che nelle prime posizioni troviamo anche i peperoni e gli agrumi che arrivano dalla Turchia, così come il pepe nero del Brasile, ma anche i semi di sesamo che provengono dall’India e pure le arance che arrivano dall’Egitto.

Il problema, quindi, riguarderebbe soprattutto queste nazioni. In modo particolari, tantissime segnalazioni si sono concentrate sulla Turchia, con una quota pari al 13% sul numero complessivo degli allarmi che sono stati registrati in ambito alimentare. Subito dopo troviamo India e Polonia, che hanno una quota pari all’8% ciascuno delle notifiche legate agli allarmi alimentari. Tanti dubbi e preoccupazioni sono in continua crescita anche in riferimento ai prodotti che arrivano dalla Cina. Infatti, questi ultimi hanno fatto rilevare la percentuale maggiore nell’uso di sostanze che non sono autorizzate, come ad esempio la plastica fino ad arrivare al bambù, che ancora una volta è dimostrato come possano tranquillamente finire anche in tanti prodotti alimentari.