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LA LEZIONE SEGMENTATA

Faccio l’insegnante da 20 anni e, di situazioni, ne ho viste tante. Scuole di recupero anni scolastici, scuole di supporto agli studenti universitari, enti di formazione, corsi per i dipendenti delle aziende e tanto altro. Per mia scelta non ho mai insegnato nella scuola pubblica, ma ho avuto a che fare con studenti con un’età da 13 a oltre 60 anni, talvolta con gravi lacune nelle basi e talaltra molto bravi, preparati, giudiziosi e finalizzati all’ottenimento di un lavoro. Mi sono spesso interrogato sui miei metodi didattici, non solo di recente quando ho compilato un lungo e dettagliato questionario di autovalutazione dei formatori. Naturalmente, come anzidetto, le situazioni sono così varie e differenziate, che non può esistere un metodo tipo “bacchetta magica” per l’insegnante. Però di nuovi spunti di insegnamento ce ne sono molti, basta essere disposti a cambiare, a sperimentare e – finalmente! - a far lavorare gli studenti. Come molti docenti anch’io ho spesso pensato: “nella lezione di domani cosa racconterò agli studenti?”. Dopo aver letto “La lezione segmentata” di Dany Maknouz, pubblicato da Zanichelli in prima edizione nel mese di marzo 2021, penso invece: “Domani cosa farò fare agli studenti?”.

La lezione segmentata è una modalità didattica che ha ricevuto diverse conferme in termini di efficacia e di efficienza. Si basa su una struttura divisa in brevi segmenti. In un tempo anche minimo, ad esempio di 50 minuti, si può fare più di un ciclo di “lezione – attività – restituzione”: si spiega, si assegna un compito e poi si fornisce un feedback sul lavoro degli studenti. 

All’inizio c’è la fase di preconoscenza, in cui si verificano le conoscenze che dovrebbero essere già possedute per poter affrontare la lezione, e alla fine c’è una fase di conclusione, in cui si forniscono spunti e consigli, oltre ad assegnare i tradizionali compiti per casa. Tra la fase di preconoscenza e quella di conclusione possono esserci più cicli di lezione – attività – restituzione: dipende dal tempo che si ha, dalla materia insegnata, talvolta anche dalle attrezzature informatiche. In ogni caso, se ci pensate, rispetto ad una classica lezione in cui – per un’ora intera! - si spiega soltanto e alla fine si assegnano i compiti c’è una gran bella differenza. Si spiega meno (e meglio), e comunque in piccole porzioni di tempo, si fanno lavorare gli studenti molto di più, e si forniscono maggiori indicazioni e feedback sul loro lavoro. 

Non posso affermare di aver applicato per intero tutti i principi della lezione segmentata, che troverete ben descritti nel libro, però qualcosa nel mio piccolo sono riuscito a fare, soprattutto in due occasioni. 

In un corso di web marketing per studenti adolescenti ho fatto lavorare molto più loro di quanto io abbia spiegato: sono gli studenti che hanno prodotto dei risultati sulla base di miei brevi input, che solitamente fornivo ad inizio lezione. Poi discutevamo dei lavori, di quali fossero venuti meglio e perché, di chi era riuscito molto bene e di chi non aveva neanche esattamente capito cosa doveva fare.

In un’altra occasione, in un corso (in forma di laboratorio) per addetti al magazzino, con studenti caratterizzati da diversi tipi di disabilità, sono riuscito ancora meglio ad applicare la lezione segmentata, in quanto fornivo brevi spiegazioni, poi assegnavo un compito di gestione del magazzino da risolvere con excel, poi effettuavo una vera e propria fase di restituzione e in seguito andavo avanti con un altro ciclo di lezione – attività – restituzione. 

Mi sono reso conto di essere stato più efficace: gli studenti hanno imparato come risolvere un problema di magazzino perché ne hanno risolti parecchi, hanno migliorato il loro livello di Excel e hanno trovato la lezione più “leggera”, ma anche più pratica ed applicativa.

Proprio ora che l’anno scolastico è finito, è importante riflettere prima di settembre, quindi cari colleghi docenti, insegnanti e formatori, anche sotto l’ombrellone oppure sdraiati a quota 1800 metri, potete leggere “La lezione segmentata” e trarne diversi vantaggi. Leggetelo con tranquillità, come fosse letteratura, e tenete a portata di mano un piccolo bloc-notes: lo riempirete di spunti che miglioreranno il vostro prossimo anno scolastico.

Walter Caputo

Formatore 

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