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QUANTO COSTA UN PAVIMENTO IN RESINA INDUSTRIALE?

Rispondere a questa domanda in modo univoco è impossibile, dato che sul prezzo influiscono una serie di fattori. Il primo è il contesto in cui viene posato il pavimento: civile o industriale come i pavimenti in resina per industria alimentare (foto)? Le tecniche applicative e i materiali usati sono estremamente differenti, con risultati differenti. Usare materiali industriali in ambito civile e viceversa porta solamente a risultati insoddisfacenti per il cliente. 


Nell’ambito delle pavimentazioni in resina industriali vengono riconosciute alcune categorie specifiche:

  • Trattamenti antipolvere. Impregnanti trasparenti per calcestruzzo, nessuno spessore. 
  • Rivestimenti a film sottile, ovvero "verniciature" colorate con spessori ci circa 150/300 microns. 
  • Multistrato. Resine applicate a spatola e spolverate con sabbie di quarzo. Spessore minimo 1,5 mm 
  • Autolivellante. Rivestimenti in resina autolivellante, spessore circa 2 mm. 
  • Malta spatolata. Massetto epossidico di spessore compreso tra 5 e 12 mm. 

Dato che si parla di spessori diversi, il lavoro per la posa delle varie tipologie varia, con conseguente fluttuazione del prezzo. Allo stesso modo lo spessore influenza anche le caratteristiche del pavimento stesso, siano esse fisiche o chimiche. Affidandosi a esperti come SIVIT, azienda specializzata nella produzione e commercializzazione di pavimenti in resina, è possibile comprendere quali siano le tipologie più adatte alle proprie esigenze, senza rincorrere il prezzo più basso ad ogni costo. 

Un secondo aspetto che influisce sul prezzo di un pavimento in resina è il pavimento stesso. La sua dimensione, il suo stato di salute, la necessità di effettuare lavori preparatori o meno, alcune richieste specifiche come la conducibilità elettrica per lo smaltimento delle cariche elettrostatiche, possono influenzare i tempi di lavoro e, di conseguenza, i costi.


PAVIMENTI INDUSTRIALI IN RESINA 

Quando si valutano le possibilità disponibili per il rifacimento di un pavimento industriale, la resina è fra le opzioni con la maggiore duttilità, consentendo di progettare cicli di posa e soluzioni adatte a ogni scenario in modo da soddisfare le esigenze particolari di ogni cliente. Esistono però alcuni aspetti fondamentali che bisogna tenere in considerazione, e che possono vanificare ore di lavoro e i costi sostenuti, se non accuratamente soppesati.

Si tratta di: 

  • supporto su cui si intende applicare il nuovo pavimento; 
  • ambiente operativo; 
  • microclima presente. 

Il supporto è l’aspetto forse più intuibile, dato che, dato lo spessore di pochi millimetri delle pavimentazioni in resina, è il supporto stesso che deve essere in grado di resistere alle sollecitazioni meccaniche esercitate. Verificare e in caso realizzare un fondo adatto alla posa è il primo step fondamentale per posare un pavimento industriale in resina. Nel settore edilizio è possibile trovare numerose soluzioni in grado di sostenere un rivestimento resinoso: massetti in sabbia/cemento, calcestruzzo, piastrelle, pietre naturali, supporti metallici, e molti altri. Le caratteristiche principali di un fondo adatto alla posa di un pavimento industriale in resina sono la stabilità, in cui si registrano movimenti elastici di piccola entità, la coesione interna e la pulizia del fondo stesso, con la quale si evita di includere nella pavimentazione elementi che potrebbero causare danni al di sotto della resina. 

La valutazione dell’ambiente in cui si decide di posare un pavimento in resina è fondamentale, dato che influirà pesantemente sui tempi di posa e sulle necessità operative. La presenza di persone che possono passare durante la posa, le caratteristiche peculiari di ogni edificio, e molti altri piccoli fattori possono influenzare sull’organizzazione dell’intervento di posa, che andrà gestito in modo da poter fornire un risultato eccellente nei tempi previsti. Allo stesso tempo il microclima è un fattore fondamentale, dato che influisce sia sui tempi di solidificazione, sia sulla composizione della resina stessa. Una temperatura troppo bassa può costringere a dilatare le tempistiche, facendo solidificare lentamente il prodotto, mentre una troppo elevata può bloccare i lavori di posa, non concedendo ai posatori il tempo necessario prima dell’indurimento. 

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