Header Ads

IL DIRITTO DI CONTARE: PER LA MATEMATICA, PER LE DONNE E PER IL NOSTRO FUTURO

Ultima ora: il 24 febbraio 2020 - È morta Katherine Johnson, matematica, informatica e fisica statunitense, afroamericana e originaria della Virginia, che ha contribuito con i suoi calcoli a lanciare la corsa nello spaziolavorando per la Nasa. Aveva 101 anni.

Lo ha annunciato in un tweet la Nasa, l'agenzia spaziale Usa per la quale Johnson lavorò per 33 anni, fornendo un contributo fondamentale, tra l'altro, alla missione Apollo 11, che portò il primo uomo sulla Luna.

.........


Dal mese scorso gravità Zero invita al cinema gratis per visionare le anteprime di film che faranno la storia del cinema.  DA GENNAIO OLTRE 600 BIGLIETTI IN 40 SALE CINEMATOGRAFICHE ITALIANE 

QUESTO MESE ABBIAMO PRESENTATO IL FILM IN ANTEPRIMA NAZIONALE IN 40 SALE "IL DIRITTO DI CONTARE)  
LINK  www.screenweek.it/anteprime/il-diritto-di-contare/partner/gravita-zero

L'incredibile storia mai raccontata di Katherine Johnson (Taraji P. Henson), Dorothy Vaughn (Octavia Spencer) e Mary Jackson (Janelle Monae), tre brillanti donne afroamericane che – alla NASA – lavorarono ad una delle più grandi operazioni della storia: la spedizione in orbita dell'astronauta John Glenn, un obiettivo importante che non solo riportò fiducia nella nazione, ma che ribaltò la Corsa allo Spazio, galvanizzando il mondo intero. 


Il film racconta la storia vera della matematica, scienziata e fisica afroamericana Katherine Johnson, che collaborò con la NASA tracciando le traiettorie per il Programma Mercury e la missione Apollo 11. Protagonista della pellicola è Taraji P. Henson, affiancata da Octavia Spencer, Janelle Monáe, Kevin Costner, Kirsten Dunst e Jim Parsons.

_._



il commento di Walter Caputo

Ricordo, tanti anni fa, uno spot della Bicocca di Milano, che diceva: "Statistica, se vuoi contare". Mi è rimasto così impresso in mente ancora oggi, e allora non sapevo che mi sarei laureato in Scienze Statistiche (però a Torino).

Lo spot conteneva un doppio senso: "se vuoi contare" nel senso di diventare importante, ma "se vuoi contare" è anche l'essenza della Statistica che - in ogni caso - implica molte operazioni di conteggio. Sì, si tratta proprio di contare, ovvero di ciò che imparano i bambini fin da piccoli.

La Statistica è - in qualche modo - figlia della Matematica e quindi non è facile far capire alla gente a cosa possa servire. Molte aziende - durante vari colloqui di lavoro - mi hanno esplicitamente chiesto perché mi fossi voluto laureare in Scienze Statistiche. Mi hanno forse considerato un po' eccentrico, se non addirittura strano e hanno sempre aggiunto: "Mi scusi, ma Economia non le bastava?".


È questo che mi viene da pensare oggi, in merito al film "Il diritto di contare", primo al box office U.S.A. e in attesa di uscita in Italia. Distribuito dalla 20th Century Fox, con la regia di Theodore Melfi, è basato sul libro "Hidden Figures: the story of the african-american women who helped win the space race" di Margot Lee Shetterly. La matematica è troppo spesso relegata dietro le quinte oppure nascosta sotto il tappeto come se fosse polvere. Ma arriva il giorno in cui diventa una materia essenziale, perché bisogna calcolare le traiettorie e la corsa allo spazio può essere vinta dall'Unione Sovietica. E' quello il momento in cui ci si rende conto che occorre superare ogni pregiudizio: non importa se sia uomo o donna, né se sia di colore oppure no, dobbiamo dare a tutti la possibilità di esprimere il proprio talento.


E tre donne abili con i numeri tracciano segni su una lavagna che altri fissano a bocca aperta. Il talento per la matematica è qualcosa di esplosivo. Le soluzioni vengono fuori da una combinazione di duro lavoro ed intuito inatteso. Ecco perché si tratta di un film da vedere: perché il nostro futuro dipende dalla matematica e dai calcoli. Ed è venuto finalmente il momento - per tutti - di riconoscerlo esplicitamente. 




L'articolo uscito mercoledì 1 febbraio 2017 su LA STAMPA TUTTOSCIENZE a firma Antonio Lo Campo, con l'intervista di pochi giorni fa a una delle tre afroamericane ancora in vita protagoniste della storia raccontata dal film.

Nessun commento