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ORA LEGALE? DOBBIAMO "RINGRAZIARE" BENJAMIN FRANKLIN SE DORMIREMO UN'ORA IN MENO

Tra sabato 26 e domenica 27 marzo ritorna l’ora legale, ricordatevi di spostare un’ora in avanti le lancette di tutti gli orologi.


Torna l'ora legale - Shutterstock


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Con la primavera è arrivato il momento di impostare l'ora legale che dilaterà ulteriormente le ore di luce serali. 

Nella notte tra sabato 26 e domenica 27 marzo gli italiani dovranno spostare di un’ora in avanti le lancette di tutti gli orologi tra le 2 e le 3 di notte.

PERCHÉ L'ORA LEGALE 

L’ora legale, introdotta per risparmiare sull’energia sfruttando un minore uso dell’illuminazione elettrica, esiste in Italia dal 1916 e fu adottata mentre l’Italia era impegnata nella Prima guerra mondiale. Terna, gestore della rete elettrica italiana, stima in 95 milioni (PDF) di euro il risparmio che garantirà l’ora legale nei prossimi sette mesi.

Spostando in avanti le lancette di un’ora, infatti, si ritarda l’utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento. Nei mesi estivi, da giugno ad agosto, invece, poiché le giornate sono già più lunghe i risultati sono meno evidenti in termini di risparmio di elettricità.




QUALCUNO DICE CHE FA MALE 

Negli Stati Uniti, come in Italia e negli altri paesi che adottano questo sistema, ogni anno si discute sul fatto se l’ora legale sia davvero necessaria e se la sua adozione porti effettivamente a uno stato di stress temporaneo causato dal dormire un’ora di meno e dallo spostare i propri orari biologici. L’Atlantic un anno fa definiva il passaggio all’ora legale “dispendioso, inutile e persino pericoloso” con toni molto polemici. 


L'IDEA FU DI  BENJAMIN FRANKLIN 

Già nel 1784, Benjamin Franklin, l'inventore del parafulmine, pubblicò un'idea sul quotidiano francese Journal de Paris sotto consiglio del collega inventore francese Jacques Légal.

Benjamin Franklin sulla banconota da 100 dollari - Shutterstock


Le riflessioni di Franklin si basavano sul principio di risparmiare energia ma non trovarono seguito. Oltre un secolo dopo, nel 1907, l'idea venne ripresa dal costruttore inglese William Willet, e questa volta trovò terreno fertile nel quadro delle esigenze economiche provocate dalla Prima guerra mondiale: nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra diede il via libera al British Summer Time, che implicava lo spostamento delle lancette un'ora in avanti durante l'estate. Molti paesi imitarono la Gran Bretagna in quanto in tempo di guerra il risparmio energetico era una priorità.

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