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DMITRIJ MENDELEEV: L'UOMO DELLA TAVOLA PERIODICA

In occasione del 182° anniversario della nascita di Dmitrij Mendeleev, Google ha voluto ricordarlo con un prezioso doodle. Alzi la mano chi, soprattutto se studente di chimica, non conosce la tavola che porta il suo nome.


Mendeleev ideò la sua tavola quando erano conosciuti appena 63 elementi, dall'idrogeno all'uranio, L’ordine fu stabilito in base al peso atomico, e la diversa lunghezza delle righe fu decisa per avere, in ogni colonna, elementi con comportamenti chimici simili. Oggi gli elementi noti sono 118, dopo il recente riconoscimento della scoperta di 4 nuovi elementi (leggi l'articolo).

Come spesso accade nella storia della scienza Mendeleev non fu il solo a pensare a una catalogazione degli elementi: insieme a lui l’inglese John Newlands aveva proposto una tabella, in cui elementi simili si presentavano a intervalli regolari come le note di una scala musicale. Tuttavia la Chemical Society rifiutò inorridita la tavola che definì “chimica da avanspettacolo”. Fu invece il tedesco Julius Lothar Meyer a elaborare in maniera indipendente una tavola simile a quella di Mendeleev.

Quella che usiamo oggi è la tavola periodica ottenuta dall'integrazione delle ricerche di entrambi questi ultimi studiosi. Inizialmente molti chimici e fisici erano dubbiosi circa la legge della periodicità di Mendeleev, ma Meyer dimostrò che quanto aveva decritto il chimico russo poteva essere spiegato nei dettagli e la cosa divenne chiara quando si scoprirono nuovi elementi 

La tavola divenne persino predittiva: ad esempio si poteva tramite essa anticipare l’esistenza e le proprietà di metalli e gas ancora sconosciuti. Le caselle vuote vennero così occupate dalle scoperte del gallio (1875), dello scandio (1879)e del germanio (1886). I nomi erano tratti dai nomi latini delle nazioni presso cui erano stati scoperti. Dunque l'ipotesi di Mendeleev era vera: in natura esistevano un numero di elementi almeno pari alle caselle lasciate vuote. 

Mendeleev fu a lungo osteggiato dall’impero zarista per le sue idee riformiste e nel 1890 lasciò, amareggiato, l’università. Tre anni dopo ebbe la direzione della Camera dei pesi e delle misure, dove rinnovò il sistema russo delle unità di misura. Morì nel 1907, dieci anni prima della rivoluzione che avrebbe cambiato completamente la società russa.

L'importanza della tavola ideata da Mendeleev e Meyer fu tale da rivoluzionare ogni conoscenza del mondo chimico e fisico, tanto che nel 1975 il poeta e chimico Primo Levi la definì «una poesia». 

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