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FINANCIAL TIMES: ANCHE DUE ITALIANE TRA LE DONNE SCELTE PER RAPPRESENTARE IL 2015

Ci sono la first lady americana Michelle Obama e la presidente della Federal Reserve Janet Yellen tra le donne scelte dal Financial Times per rappresentare il 2015.  Ma anche due italiane che negli ultimi 12 mesi hanno dato particolare lustro al nostro Paese: la scrittrice napoletana Elena Ferrante e l’astronauta di origini trentine Samantha Cristoforetti.

Senza aver mai svelato la propria identità, Elena Ferrante è lo  pseudonimo scelto dalla  scrittrice  che viene apprezzata in Italia e all'estero (in particolare in America, dove quattro suoi romanzi hanno trovato il favore del pubblico sotto la traduzione di Ann Goldstein, grazie alla casa editrice Europa Editions). Ha venduto oltre 750 mila copie in USA, 250 mila in Inghilterra e le sue opere vengono tradotte in 37 lingue.  Alla Ferrante il FT dedica una intervista:  "Troppi legami soffocano i desideri e le ambizioni di noi donne", dichiara la Ferrante, parlando dei personaggi femminili presenti nei suoi romanzi, "il mondo moderno ci sottopone a pressioni che a volte non siamo in grado di sopportare".

Il quotidiano britannico dedica però la copertina alla first lady americana Michelle Obama: la first lady parla della sua missione per permettere alle ragazze meno fortunate di andare a scuola.

Nata nel 1964 in una Chicago che ancora conosceva le segregazioni razziali, la signora Obama ha imparato fin da piccola a credere nella propria forza e nel potere che può avere un'istruzione solida. Cresciuta in una famiglia umile, si è poi laureata a Princeton e Harvard: "A volte mi capitava d'incontrare persone che pensavano che una ragazza di origine proletaria come me non sarebbe mai stata ammessa a un'università prestigiosa, e che quindi non avrei nemmeno dovuto perder tempo a fare domanda", racconta. "I miei genitori però mi hanno sempre detto che non dovevo ascoltare chi dubitava di me, ma lavorare ancor più duramente per poter dire un giorno: ecco, avevate torto". 
"La mia famiglia non aveva molti soldi e nessuno dei miei genitori aveva una laurea ma loro erano determinati nel vedermi ottenere la migliore istruzione possibile" ricorda la first lady americana.

A "Flotus" (abbreviazione che sta per 'First Lady of the United States') è un argomento che sta particolarmente a cuore, tanto da lanciare nel 2015 l'iniziativa "Let Girls Learn", per portare sui banchi di scuola i 62 milioni di ragazze nel mondo che non avevano possibilità di farlo. 

Il progetto prenderà inizio principalmente in 13 nazioni: Albania, Benin, Burkina Faso, Cambogia, Etiopia, Georgia, Ghana, Moldavia, Mongolia, Mozambico, Thailandia, Togo e Uganda. Proprio per portare avanti la sua causa dallo scorso marzo la first lady ha visitato numerosi Paesi tra cui Gran Bretagna, Giappone, Cambogia e Qatar. "Girando il mondo ho incontrato molte ragazze che lavorano duro per poter studiare", dice la first lady. "Sono così brave e desiderose d'imparare. Percorrono chilometri a piedi ogni giorno solo per raggiungere la scuola e studiano per ore la sera. Avere accesso a un'istruzione può cambiare non solo le loro vite, ma anche quelle delle loro famiglie e dei loro Paesi".

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