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ROMA DRONE CONFERENCE: L'AFFASCINANTE MONDO DEI DRONI

Se avete trovato sotto l'albero un drone non professionale, o se i vostri figli l'hanno messo nella letterina a Babbo Natale, sappiate che siete in buona compagnia.

Questo tipo di droni, infatti, è tra i regali più richiesti di quest'anno

Un drone radiocomandato - Shutterstock

Il 19 dicembre scorso siamo stati alla Roma Drone Conference, tenutasi nell'Atahotel Villa Pamphili. Una conferenza sul settore degli APR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto) in Italia, e sulle sue prospettive visto che è passato un anno dalla pubblicazione del regolamento dell'ENAC (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile).

Nel 2014 il settore dei cosiddetti dronimodelli ha ricavato più di 6,5 milioni di euro. 

Le varie tipologie vanno dai 300 ai 1500 euro, ma fate attenzione: fateli volare lontano dalla città, dove non c'è nessuno, altrimenti potreste rischiare qualcosa di più di una multa.

Durante la conferenza si è parlato anche di questo aspetto. Come spesso accade, la legislazione si sta affrettando per tenere il passo con la tecnologia. Una delle sfide più complesse è riuscire a coniugare la sicurezza e il rispetto della privacy con le regole di mercato.

Roma Drone ConferenceTra i relatori c'erano il presidente della Roma Drone Conference, Luciano Castro, il sottosegretario allo sviluppo economico, Antonello Giacomelli, il direttore centrale Regolazione Tecnica dell'ENAC, Alessandro Cardi, e poi Costantino Senatore, dello Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare e Maurizio Madiai, coordinatore del settore aerospaziale dell'AIAD.

Inoltre, erano presenti le associazioni di categoria, imprese e start-up, le scuole di volo e le testate specializzate, quali DronEzine, Annuario del Drone e Drone Magazine.

Il settore degli APR professionali ha davanti a sé un grande futuro. Parliamo di oggetti che variano da meno di 2 Kg a più di 500 Kg.

Le applicazioni di questi strumenti sono molteplici, e in tantissimi campi: agricoltura, ambiente, controllo del territorio, edilizia, urbanistica, informazione, servizi. E questo solo in ambito civile. Gli APR vengono usati dall'Aeronautica Militare già da 10 anni.

Basti pensare, ad esempio, al disastro di Fukushima avvenuto nel marzo 2011. 
Subito dopo l'incidente, il controllo della situazione è stato possibile solo grazie a droni che hanno sorvolato l'area, fornendo informazioni sullo stato di salute degli impianti e monitorando il livello di radiazioni.

Tuttavia, ci sono alcuni elementi che ancora frenano lo sviluppo degli APR. Primo fra tutti, la diffidenza con cui il grande pubblico guarda a questa tecnologia

Poi i problemi riguardanti la sicurezza, la privacy, l'assenza del pilota a bordo e l'integrazione con le tecnologie esistenti. 

Per questi motivi, avete ancora un po' di tempo per abituarvi all'idea di un drone che vi consegna la posta: probabilmente il boom per gli APR avverrà dopo il 2020.




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