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BREVE STORIA DELLA TECNOLOGIA

Videoregistratore Aiwa e "Breve storia della tecnologia"
Una lampada rossa, un vecchio videoregistratore Aiwa ed un libro in cui viene illustrato – tra le altre cose – il funzionamento del tubo catodico, tipico dei televisori ai quali spesso era abbinato quel genere di videoregistratore.

Erano altri tempi. Tempi in cui possedevo una videocamera Sony che oggi verrebbe definita preistorica. Eppure all'epoca mi sembrava lo stato dell'arte della tecnologia, perché non registrava sulle grosse videocassette VHS, ma su quelle più piccole, le cosiddette 8 millimetri.

Nel 1988 i miei genitori mi regalarono un piccolo televisore (naturalmente a tubo catodico) e un videoregistratore Panasonic. Mi divertivo a filmare, fare montaggi con una centralina, utilizzando un impianto hi-fi del 1986. All'epoca non potevo sapere quali sorprese mi avrebbe riservato l'evoluzione della tecnologia. Un'evoluzione così rapida che oggi – superati i 40 anni – ci si può anche sentire precocemente anziani.
Radioregistratore Irradio e "Breve storia della tecnologia"

Oggi i film sono file e il televisore ha lo schermo piatto. Esistono le videocamere digitali, straordinariamente piccole ed efficienti, ma spesso non vengono nemmeno usate. E' più comodo lo smartphone: lì dentro c'è quasi tutto e ce l'hai sempre a portata di mano.

Le centraline di montaggio sono state sostituite da programmi appositi che si utilizzano su normali PC. E l'impianto hi-fi dei bei tempi è sparito: o è miniaturizzato oppure è stato sostituito dal lettore MP3 o dallo smartphone al quale, eventualmente, vengono abbinate casse da pochi soldi. D'altronde il formato MP3, nato nel 1992, rende la musica facilmente trasportabile e pazienza se il suono compresso è di qualità inferiore.

Non esiste più il radioregistratore Irradio, made in Korea, dietro il quale c'è scritto: “conforme al D.M. 25 giugno 1985” (D.M. = Decreto Ministeriale, ovvero quello che una volta si chiamava Ministero delle Poste e Telecomunicazioni). E nemmeno il walkman: eppure tanti anni fa mi bastava portarlo in giro insieme ad un'audiocassetta (che comprendeva non più di una quindicina di canzoni). 

Philips GC036
E chi può dimenticare il suono caldo del disco a 33 giri e quel caratteristico fruscìo, che a me – peraltro – non ha mai dato fastidio? Purtroppo il piatto Philips GC 036 è diventato introvabile e le radio (come la Nordmende) si trovano solo più a casa della nonna.

Soprattutto ai giovani, cioè a coloro che non hanno vissuto i tempi che ho sopra rievocato, serve “Breve storia della tecnologia”, scritto da Paul Beaupère e Anne-Sophie Cayrey e pubblicato da Editoriale Scienza. Si tratta di un libro che consente di conoscere il passato e il presente della tecnologia (con un occhio, peraltro, rivolto al futuro). Tutti i mezzi che ci permettono, ad esempio, di trasmettere la voce, riprodurre i suoni, catturare le immagini e calcolare velocemente vengono descritti nella versione di “ieri” e in quella di “oggi”. La tecnologia viene “aperta” e il meccanismo di funzionamento è svelato al lettore.

Se non siete più giovani, e magari avete 60 o 70 anni, vi troverete a rispolverare quella tecnologia fatta di legno e di immagini bianco e nero e potrete meglio comprendere come oggi quei mezzi sono diventati incredibilmente piccoli, multifunzione, efficienti ed utili in qualunque situazione.

Nordmende anni '50
Se avete la mia età, probabilmente siete cresciuti con i “videogiochi” del Commodore 64, aspettando ogni volta mezz'ora per caricare il programma tramite una sorta di registratore a cassette. Le immagini a fosfori verdi non erano il massimo, ma ci si divertiva lo stesso

A scuola magari avete utilizzato uno Sharp Pocket Computer, che non era nient'altro che una calcolatrice programmabile (con il linguaggio Basic (!), da non crederci, considerando che oggi siamo giunti al CasioClasspad...).

orse nel 1990 anche voi usavate i floppy disk da 5 pollici e ¼ (inventati nel 1967) e ancora non avete accettato la loro estinzione...





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