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"GRAVITY": GUIDA AGLI EFFETTI VISIVI AL VIEW CONFERENCE

Un Talk da non perdere quello di martedì 15 ottobre alle 18,30, a Torino, sugli effetti spaziali di "Gravity" organizzato nell'ambito di VIEW Conference: dallo storyboard all’opera finita, con un focus su previz e animazione.
Max Solomon di Framestore parlerà del making of di Gravity.

Gravità Zero è (non potevamo esimerci) media partner dell'evento. 



“Gravity”, film diretto da Alfonso Cuarón, molto apprezzato dalla critica e prodotto dalla Warner Bros, è un teso thriller di fantascienza che si basa su effetti speciali e grafica digitale per creare l’intera ambientazione. Sandra Bullock interpreta la dottoressa Ryan Stone, un brillante ingegnere medico alla sua prima missione sullo Shuttle, mentre Matt Kowalsky (George Clooney) è un astronauta veterano al comando della sua ultima missione prima del ritiro. Durante quella che sembra una passeggiata nello spazio di routine, ecco che accade il terribile incidente. Lo Shuttle viene distrutto e Stone e Kovalsky rimangono a volteggiare nella più totale oscurità completamente soli e attaccati l’uno all’altra. Il silenzio assordante è la conferma della perdita definitiva di ogni contatto con la Terra e, con esso, ogni speranza di essere salvati. La paura si trasforma in panico e ogni boccata d’aria consuma il poco ossigeno rimasto. Ma l’unica strada verso casa potrebbe essere quella di spingersi ancora più lontano, nella terrificante distesa dello spazio.





Max Solomon è stato direttore dell’animazione per “Gravity” presso Framestore, e ha curato la previsualizzazione, svolgendo un ruolo particolarmente critico nel filmare i due astronauti in pericolo. Salomon è stato supervisore dell’animazione e animatore in diversi film di “Harry Potter”, e artista digitale in “Il Cavaliere Oscuro”. “Gravity” è nelle sale cinematografica dal 3 ottobre in Italia.


3 commenti

Marco ha detto...

Sul film potrebbe interessare leggere questo articolo di Amedeo Balbi sul Post. Ci sta un punto di vista "diverso"; non fa male!

Redazione Gravità Zero ha detto...

Grazie, Marco, per la segnalazione.

Avevamo già letto anche articoli precedenti a questo, come quelli di Neil deGrasse Tyson, fisico americano e soprattutto divulgatore scientifico di primissimo piano, da sempre appassionato di cultura pop e di social network che ha “smontato” pezzo a pezzo il film, dimostrando quanto il potere della finzione e della sospensione dell’incredulità sia di fatto centrale nel raccontare la storia dei due astronauti sopravvissuti a un incidente su un satellite.
Resta inteso che l’astrofisico ha molto apprezzato Gravity.


Siamo sicuri che troverai anche molto stimolante, come lo abbiamo trovato noi, il punto di vista ancora diverso di Alessandro Martorana dal titolo "Gravity: le giustificate inesattesse tecniche del film evento del 2013"

Mariangela ha detto...

"Vai al cinema con il sapientone". Vi segnalo le condivisibili riflessioni di Mariarosa Mancuso su Il Foglio.

E dire che lo stesso astrofisico Amedeo Balbi, alcuni mesi fa, postò su Facebook proprio il seguente meme
"Parlo mai di astrofisica io?" da un film di Nanni Moretti

Contraddicendo così se stesso: ecco il pezzo di Nanni Moretti che se volete potete rivedere su YouTube. :-)