Header Ads

DIVULGARE LA SCIENZA A 15 ANNI

Qual è l'età giusta per iniziare a fare divulgazione scientifica?

Gabriele Giordano, 15 anni, ci racconta la sua prima esperienza e ci dimostra che non è questione di età, ma di competenza e passione.

Partendo dal presupposto che ognuno di noi, nella propria quotidianità, quando trasmette ad altri un tema scientifico fa, in un certo senso, divulgazione scientifica, Gabriele è passato oltre, e ha capito che per "raccontare la scienza" è importante conoscerla a fondo. Ha iniziato così: leggendo, annotando, scrivendo tutto sul suo blog personale, con molto impegno. Ecco quello che è accaduto in una scuola elementare della Lombardia.


Ci scrive Gabriele:
Incontro con la scuola elementare "Sandro Pertini" di Busto Arsizio, scuola della mia infanzia. Oggi ho realizzato qualcosa che quando avevo l'età dei ragazzini presenti in quell'aula, non mi sarei mai neppure sognato.

Ho iniziato con una presentazione: "sono Gabriele, ho 15 anni, di Busto, e frequento la ragioneria. E' da un anno che sono appassionato all'astronomia, all'astrofisica e alla fisica ed è iniziato tutto per caso".

Per svolgere l'incontro, ponevo le domande a 40 fanciulli di 10-11 anni e la persona che più si avvinava alla risposta esatta, otteneva piccoli simpatici premi: cioccolatini.

Al termine della giornata erano loro a pormi domande: per mancanza di tempo, sono riuscito a rispondere solo a due:
  • Cos'è un buco nero? (Vincitrice del cioccolato Milka*, per avermi messo in difficoltà ad esporre il concetto)
  • Qual è il telescopio più grande al mondo?

*= scelta perché la parola Milka ricorda "Milky Way".

Dopo un numero preciso di mie domande rivolte ai piccoli adolescenti, utilizzavo una "risposta visiva" pertinente alle domande, per mostrare loro le bellezze della scienza. Quel che più mi ha colpito, è il loro grande interesse tanto da pormi quesiti anche durante l'ascolto e la visione dei video .


Durante le proiezioni, mi hanno domandato:
  • Quant'è il valore della velocità della luce?
  • Perchè si muovono con le mani?
  • Perchè ci sono così tanti computer sull'ISS?
  • Quanto dista la Luna dalla Terra?
  • Come si è creato il Big Bang?
  • Dov'è lo Space Shuttle?
  • Perchè Cady Coleman sembra Caparezza?
  • Quando ci saranno i primi androidi sulla Terra?
  • Quanti astronauti ci sono sull'ISS?
  • Perchè fanno attività fisica?
  • Perchè si ricava energia da un atomo?
  • Esistono gli alieni?
  • Credi agli UFO?
  • Perchè c'è vento su Marte?
  • Perchè non è stata creata la gravità artificiale sull'ISS?
  • Che cosa succederà nel 2012?
  • Perchè Plutone non è un pianeta?
  • Perchè sembrano sovrappeso gli astronauti?
  • Quando ci sarà la fine del mondo?
  • Che cosa si è fatto nella missione STS-133?
  • Si avranno mai le macchine volanti?
  • Cos'è l'Uomo Cosmicus?

Non avrei mai immaginato quanto fossero così bene informati su alcune cose, e la curiosità che nasceva dalle domande.

L'obiettivo della giornata è stato quello di trasmettere quegli stimoli che io non avevo ricevuto in tenera età.
Sono stati coinvolti anche 2 insegnanti che, oltre ad aver concesso 1 ora e e 40 minuti di lezione, mi hanno chiesto qualche informazione riguardo i rischi degli astronauti.

L'esperienza sarà molto sicuramente qualcosa che ricorderò per tutta la vita. Ho apprezzato il vero gusto del divulgare e affrontato la difficoltà della trasmissione del sapere scientifico a ragazzi che hanno solo 4-5 anni in meno di me. Una cosa è certa: spero che sia una delle tante che intendo fare, perchè tutto sommato mi sono divertito molto e poi la soddisfazione personale che si prova in questi momenti, scrivendo come ho passato questo pomeriggio, è una cosa che si prova solo poche volte nella vita.

E' stato come mettere una solidissima base per un futuro pieno di auspici, di speranze e soprattutto di sogni. Si sa, è solo la passione che alimenta un progetto. Posso dire che uno dei miei progetti della mia vita è stato portato a termine con successo.

Colgo l'occasione per ringraziare, dovunque egli sia, Carl Sagan per i suoi insegnamenti. Ringrazio caldamente Claudio Pasqua: senza le sue idee non sarei riuscito a coinvolgere a tal punto il mio pubblico giovanissimo, mi ha trasmesso un "pezzo" della sua esperienza. Chissà se.. qualcuno che oggi ha assistito al Progetto potrà un giorno trasmettere altro alle nuove generazioni.




DA LEGGERE: "SENZA FUTURO" di Gabriele Giordano


3 commenti

Alessandro Beria ha detto...

Ecco quella che, senza dubbio, si può definire una 'best practice' nel settore della divulgazione scientifica, nata da passione, impegno, solidarietà, interscambio e supporto tra persone curiose e, cosa essenziale, consapevoli dell'importanza della scienza e sensibili al ruolo della cono-scenza, della condivisione dei saperi che, come l'esempio mostra, non avviene solo tra generazioni, ma anche entro range di età molto più brevi (4-5 anni), la qual cosa si rivela, ancora di più, elemento chiave per una comunione del sapere. La cui premessa "non è questione di età, ma di competenza e passione". Gabriele Giordano lo ha dimostrato sul campo: preparazione materiali, nterscambio in rete e non, coinvolgimento diretto, faccia a faccia, dia-logo, non mono-logo, apprendimento circolare tra insegnanti, divulgatori, ragazzi e una guida per vivere una avventura scientifica. Che, come ogni avventura, insegna qualcosa, già solo se vi si partecipa.
Bravo Gabriele, bravo Claudio, bravi gli insegnanti della scuola elementare "Sandro Pertini" di Busto Arsizio e, last but not least, bravi i fanciulli di 10-11 anni che hanno saputo cogliere un'opportunità che -è mia speranza- possa essere offerta sempre di più, sempre meglio, con sempre maggiore passione e partecipazione. Bravi!

sara.ciapparelli@fastwebnet.it ha detto...

Gabriele, sono FIERA di te!
Con affetto,
la tua Prof. di Scienza della Materia, Sara Ciapparelli.

Marco ha detto...

I miei complimenti a Gabriele che con la passione che lo alimenta, non può non essere un ottimo divulgatore. Perchè per divulgare bisogna prima di tutto "sentire" e poi trasmettere agli altri. Si può divulgare a diversi livelli, in base alle proprie competenze ed al target a cui ci si rivolge, ma comunque sempre condividendo. Sono sicuro che i ragazzi avranno molto apprezzato e magari avranno anche patecipato con più "attenzione" e quindi appreso meglio. Sono sicuro che lo stesso Gabriele, in quei frangenti, abbia imparato qualcosa che magari non è strettamente legato a tecnicismi scietifico-didattici, ma che sicuramente ha a che fare con la crescita personale sia scientifica che umana.
Fa bene la prof ad essere orgogliosa e ha fatto bene la redazione a dare spazio ad una forma di divulgazione scientifica tra quasi-pari, che mi auguro avvenga sempre più spesso. Ognuno di noi può e dovrebbe condividere con gli altri il suo seppur breve percoso di crescita; c'è tutto da guadagnare nella condivisione delle proprie conoscenze.
Voglio fare i complimenti anche ai responsabili della scuola elementare che hanno voluto Gabriele come "relatore compartecipante", non tutti hanno tale e tanta "intelligenza didattica" da mettere un microfono in mano ad un 15enne; lungimiranti.
E ancora tantissimi complimenti a Gabriele.
Un salutone
Marco