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SODA E FOTONI

Cosa hanno in comune la semplice soda da cucina e la teoria dei quanti? Molto più di quanto possiate pensare. E tutto comincia con un nome: Solvay!

Molti di voi ricorderanno di aver visto almeno una volta la classica confezione di carbonato di sodio Solvay ed altri ancora di aver sentito parlare a proposito della meccanica quantistica delle conferenze di Solvay, ma quanti si saranno chiesti il perché di questa coincidenza.

Ernest Solvay è stato un chimico, imprenditore, nonché filantropo, vissuto in Belgio tra il 1838 ed il 1922. Fin da giovane si appassionò alla chimica, tuttavia una forte pleurite lo costrinse a rinunciare all’idea di frequentare l’Università. Per tale motivo all’età di 21, anni insieme al fratello Alfred, iniziò a lavorare presso l’industria chimica dello zio.

Il giovane Ernest ideò, tra le altre cose, vari metodi per la purificazione dei gas ma ciò che lo rese noto fu lo sviluppo del metodo per la produzione industriale di carbonato sodico. Il cosiddetto “processo Solvay” consente la produzione di carbonato di sodio a partire da carbonato di calcio, cloruro di sodio e ammoniaca e proprio nell'ammoniaca sta l'eccezionalità del processo, infatti quest’ultima viene completamente riciclata durante la reazione, il cloruro di sodio ed il carbonato di calcio sono consumati ed il solo prodotto di scarto è il cloruro di calcio. Tale processo rappresentò un notevole avanzamento dal punto di vista ambientale rispetto al metodo di produzione Leblanc che era stato usato fino ad allora. Infatti la reazione di Leblanc porta alla generazione di sottoprodotti altamente tossici ed inquinanti, quali acido cloridrico e solfuro di calcio.

Fu così che i numerosi brevetti nel campo della chimica resero Solvay un uomo ricco e noto fin oltre oceano. Ma Solvay non dimenticò mai la sua profonda passione per le scienze e dopo essere diventato un importante industriale decise di rivolgere il suo impegno e la sua ricchezza all’organizzazione di fondazioni scientifiche, attività filantropiche e di beneficenza.

Il suo più grande merito è sicuramente l’istituzione delle conferenze Solvay che nel corso degli anni sono diventate le piu famose conferenze sulla chimica e sulla fisica. Il primo “Conseil Solvay” si tenne a Bruxelles nel 1911 e rappresentò la prima conferenza internazionale mai realizzata. A partire da allora le conferenze si riunirono a scadenza triennale e cosi è tutt’oggi: l’ultimo consiglio Solvay sulla chimica si è tenuto lo scorso Settembre 2010.

Purtroppo Solvay non visse abbastanza per poter assistere a quella che è stata definita la più famosa delle Conferenze Solvay, organizzata a Bruxelles nel 1927. In quella sede si riunirono intorno al tema “Neutroni e Fotoni” coloro che sarebbero diventati i padri della fisica quantistica. A distanza di 84 anni e riflettendo sull’impatto rivoluzionario che le idee di questi scienziati hanno avuto sullo sviluppo della fisica moderna e contemporanea, non è assolutamente fuori luogo affermare che l'istituzione della conferenza di Solvay è stata la più grande opportunità della storia di riunire sotto un unico tetto i maggiori scienziati del mondo. Dei 29 partecipanti ben 17 avevano vinto o avrebbero successivamente vinto il premio Nobel. Tra questi da sola Marie Curie ne vinse due: uno per la fisica nel 1903 e un per la chimica nel 1911.

Di questa riunione di menti geniali rimane ora quella che è per molti la fotografia più famosa della storia della scienza.



Scattata dal fotografo francese Benjamin Couprie, guardare questa foto è come sfogliare un trattato di fisica!

E non solo. Per nostra fortuna tra gli scienziati presenti alla conferenza c’era Irving Langmuir (Premio Nobel per la chimica nel 1932) che registrò alcune immagini nelle quali è possibile riconoscere Albert Einstein che, insieme a Bohr, proprio in quell'occasione divenne protagonista di un famoso aneddoto.

Discutendo sul principio di indeterminazione di Heisenberg (anch’esso presente al convegno) Einstein disse: “Dio non gioca a dadi!” e Bohr replicò “Einstein! Smetti di dire a Dio quello che deve fare!”.


6 commenti

Marco Silva ha detto...

C'è un errore, non piccolo..... In cucina non si usa il Carbonato di Sodio (la soda Solvay, Na2CO3), ma il Bicarbonato di Sodio (NaHCO3). La differenza non è solo nella formula chimica: il bicarbonato ha pH neutro, non è pericoloso ed è un composto alimentare. Il carbonato ha
pH alcalino (8-9), ed è pericoloso, essendo un irritante ad uso industriale. Se uno legge l'articolo, può pensare di usare l'uno per l'altro e finirebbe all'ospedale per una bella lavanda gastrica! ;-))
Ciao!!! M.

Anonimo ha detto...

veramente bello ed interessante questo articolo... Non avevo proprio idea di cosa fossero le conferenze "Solvay", si parla tanto di convegni scientifici e non sapevo che fossero "nati" in questo modo...

aspetto con ansia i tuoi promissimi... complimenti Laura...

il dentista di provincia ha detto...

A proposito di mecenati, mi piacerebbe fosse ricordata ed illustrata la vita e l'opera del sig. J.C. Jacobsen. Fondatore del birrificio CARLSBERG (con una impostazione scientifica che comportò la scoperta di un particolare lievito), fu collezionista d'arte e mecenate. Niels Bohr visse nella dimora che Jacobsen si era costruito a Copenhagen:
"Molti anni fa il fondatore della Carlsberg lasciò in testamento alla Reale Accademia Danese delle Scienze il reddito della società perché venisse usato per lo sviluppo della scienza: nel suo testamento veniva specificato che la splendida dimora...fosse adibita a residenza del più famoso scienziato danese...L'Istituto di Bohr diventò ben presto il centro del mondo della fisica quantistica..." G.Gamov, Trent'anni che sconvolsero la fisica.(pag.56)
.
Grazie Mr.Jacobsen, (e grazie Laura!)

Laura ha detto...

Gentile Marco, ti ringrazio per il commento.
Con l’espressione “soda da cucina”ci si riferisce in modo generale al prodotto comunemente usato in casa come detergente e quindi a scopi non alimentari (gli usi della soda Solvay in cucina come detergente sono molteplici). Come hai ben specificato si tratta di un prodotto industriale incompatibile con l’uso alimentare.
Non deve nascere confusione in quanto nell’articolo non si menziona in nessun momento il bicarbonato di sodio (NaHCO3), composto lievemente basico adatto a scopi alimentari. Del resto la stessa casa produttrice ha depositato due marchi diversi per le due sostanze: Bicarbonato Solvay® e SODASOLVAY®. Quindi in riferimento a ciò che indica la casa produttrice si è sempre parlato di SODA e non di Bicarbonato .
Inoltre colgo l’occasione per chiarire che la soda Solvay (Na2CO3) non va assolutamente confusa con la soda caustica, più correttamente Idrossido di Sodio (NaOH) , un composto chimico di natura distinta .
Spero di aver chiarito la tua obiezione.

Marco Silva ha detto...

Ottima la tua precisazione Laura! io quasi quasi la metterei nel post rimaneggiata indicandola come Precisazione.

Anonimo ha detto...

Articolo veramente interessante :)