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A BARI IL FESTIVAL DELLO SPAZIO 2011




Si svolgerà presso il Conference Center dello Sheraton Nicolaus Hotel di Bari (Via Ciasca Cardinale Agostino, 9), domenica 3 aprile 2011 dalle ore 9:00 alle 21:00, la sesta edizione del “Festival dello Spazio - La Convention Italiana di Astronomia, Astrofisica, Astronautica”.

L’ingresso alla convention è assolutamente gratuito.

Evento principe di questa edizione sarà l’esposizione del Rover Lunare (Moon Rover), in scala reale e funzionante, usato nelle missioni lunari Apollo che videro l’uomo andare sulla Luna. Si tratta di una riproduzione fedele del famosissimo mezzo usato nelle missioni Apollo 15, 16 e 17. Il Rover lunare era un veicolo costruito e guidato dall'uomo, destinato al trasporto di campioni di terreno e degli astronauti.

Permission: PD-USGOV-NASA

Fu portato sulla Luna dal Modulo Lunare della navicella Apollo e utilizzato per la prima volta il 31 luglio 1971 nell'ambito della missione Apollo 15 ed, in seguito, di nuovo ampiamente dalle missioni Apollo 16 e Apollo 17.

Espanse di molto la capacità degli astronauti di esplorare la superficie lunare. Le prime missioni (sprovviste del rover) infatti si limitarono a compiere qualche balzo a piccola distanza dal Modulo Lunare, dato che l'ingombrante tuta spaziale non permetteva agli astronauti molto altro. Il rover lunare viaggiava fino a 13 km/h, ma per via della elevata pericolosità (con un sesto della gravità terrestre), difficilmente superava i 4-5 km/h. Dopo aver svolto il suo dovere, il Rover fu abbandonato sulla Luna, dove si trova tuttora.

Il Rover aveva le dimensioni di una “Fiat 500”. Costruito dalla Boeing e dalla General Motors, non aveva un volante, ma una cloche simile a quella degli aeroplani, con la quale si comandava la marcia in avanti e indietro, e la sterzata (con una variazione del differenziale delle ruote, come per i carri armati). Inoltre, dovendo operare in un mondo senza aria e quindi senza ossigeno, non poteva logicamente disporre di un normale motore a combustione, che bruci benzina. Il motore quindi era elettrico, alimentato da batterie chimiche (36-volt argento-zinco non ricaricabili) con autonomia di cento chilometri percorsi a piena potenza. Ogni ruota era autonomamente motrice con un piccolo motore da un quarto di cavallo di spinta.

I sedili erano in nylon, sagomati in modo tale da accomodare gli astronauti rivestiti dello scafandro lunare e dello zaino portatile di sopravvivenza. A causa dei sobbalzi piuttosto violenti causati dalla bassa gravità lunare, gli astronauti si legavano a cinture di sicurezza molto forti. E tutto ciò non era poi così negativo: grazie alla gravità lunare, che è un sesto di quella terrestre, con la “Moon Rover” si riusciva a superare pendenze del trenta per cento, e a saltare scarpate larghe fino a settanta centimetri: cosa pressoché impossibile sulla Terra. Le ruote erano formate da pneumatici che, anziché essere in gomma con camera d'aria, come le auto “terrestri”, avevano all'interno un anello elastico con una fitta rete di filo d'acciaio con un battistrada in tasselli di titanio.

Un sistema di navigazione automatica consentiva all'auto lunare di viaggiare con sicurezza: la sua mansione era quella di evitare che gli astronauti si perdessero o che cercassero per troppo tempo il percorso di ritorno al LEM “Falcon”. Il Rover Lunare, unico pezzo esistente al mondo, é stato ricostruito con i progetti originali NASA, sotto consulenza dell'ente americano, dalla azienda roveretana Marangoni. Il Moon Rover é stato poi ceduto al "Museo Civico di Rovereto". Il Festival dello Spazio é il "Museo Civico di Rovereto" (del direttore Finotti), freschi di un accordo di collaborazione, presentano dunque al pubblico italiano il mezzo che ha fatto la storia, il Moon Rover. Il mezzo in esposizione al Festival dello Spazio, curato in ogni minimo dettaglio e perfettamente funzionate, sarà affiancato da interessanti didascalie e illustrato da personale esperto che risponderà a ogni domanda del pubblico.






Il Rover Lunare in esposizione riporta la targa della Missione Apollo 15, la missione cosiddetta "italiana". La missione Apollo 15, che si concluse con un ammaraggio nel Pacifico con batticuore il 7 agosto 1971 (uno dei tre paracaduti non si aprì regolarmente), ebbe diversi elementi collegati all'Italia. Lo stemma della missione, che raffigurava tre boomerang (uno per astronauta) che sorvolano il delta di Hadley, fu disegnato dal sarto fiorentino Emilio Pucci. È l'unico stemma di una missione spaziale disegnato interamente da un italiano. Inoltre, l'equipaggio portò sulla Luna una bandierina italiana, che è stata successivamente venduta a un'asta. Infine Scott, per rendere omaggio alle teorie sulla gravità di Galileo Galilei, fece una dimostrazione pratica sulla Luna in diretta Tv; Scott fece cadere dall'altezza della vita del suo scafandro lunare, una piuma e un martello, che caddero sulla superficie lunare nello stesso istante. «Avete visto?», comunicò a Houston, «È la dimostrazione che Galileo aveva ragione»





Il Moon Rover verrà esposto grazie al supporto della multinazionale Exprivia (www.exprivia.it)

Con il “Festival dello Spazio” si vuole far comprendere alla gente come la ricerca scientifica, con particolare sguardo a quella spaziale, non è inutile e troppo costosa, come spesso a torto viene considerata, ma è in realtà molto utile grazie agli effetti positivi che ha sulla vita di tutti i giorni, come le nuove medicine che si sono potute realizzate solo a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) in assenza di gravità e quindi impossibili da sviluppare sulla Terra”.

L’ingresso alla manifestazione è completamente gratuito e le attività proposte sono aperte a tutti gli appassionati che parteciperanno all’importante evento divulgativo.


Fonte: Ufficio Stampa Festival dello Spazio

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