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VITA CON UN ASPIRANTE MATEMATICO

Su questo blog ospitiamo spesso articoli scritti da matematici, ma cosa pensano coloro che sono costretti a conviverci?
Luigina, moglie del nostro Walter Caputo, si "confessa" a Gravità Zero.
di Luigina Pugno

Era da diverso tempo che intendevo scrivere questo articolo, nato come sfogo per dare un’idea di come possa essere la vita accanto a un aspirante matematico.

Il matematico è Walter Caputo, a voi noto per gli articoli di divulgazione scientifica che scrive su Gravità zero, assiduo frequentatore del Carnevale della matematica o della fisica che sia.
E noi siamo quelli che in casa lo supportiamo: siamo Luigina (la moglie) e Rossano (il figlio di 20 mesi).

Premetto che non ho nulla contro la matematica, anzi mi è sempre piaciuta, tant’è che non perdo occasione per creare tabelle di calcolo e incrociare numeri e dati.

Ma come i Pitagorici andarono in crisi davanti ai numeri irrazionali, io mi sono irreversibilmente arenata davanti al calcolo letterale e da allora è stato il declino. Io che ero bravissima in matematica, venni rimandata a settembre in 3^ liceo e tuttora provo un forte fastidio solo a sentir nominare i logaritmi. Sono quindi contenta che almeno qualcuno in famiglia riesca ad andare a passeggio con questa materia: per me cammina purtroppo troppo in fretta.

Le premesse alla futura aspirazione di Walter per la matematica c’erano già, ma come sempre il loro significato si scopre poi a posteriori.

Lemma 1: il Touring Club Italiano mi aveva commissionato l’aggiornamento della Guida Verde dei Paesi Baltici e dovevo decidere quanti giorni trascorrere in Lituania per poter fare il lavoro. Io avevo fatto tutte le mie considerazioni su cosa vedere, il tempo che occorreva ed ero giunta alla mia conclusione, che stavo esponendo via telefono a Walter. Ad un certo punto gli sento dire: “logaritmo di enne alla….bla…bla…bla. I giorni necessari sono 9”. Ed io incredula: “si 9. Come hai fatto? Cosa, hai fatto?”. A ripensarci sono ancora incredula oggi.

Lemma 2: ha tentato la laurea specialistica in Statistica a Milano, perché l’avrebbe presa con solo 6 esami. Poi ha lasciato perché non riusciva a frequentare. Io avevo creduto che lo facesse perché avrebbe potuto prendere una laurea con 6 esami e invece….mi sbagliavo.

Lemma 3: da sposati oramai. Apre il corso di laurea triennale in Statistica a Torino, gli abbonano 100 crediti e lui si iscrive. L: “Walter ma perché vuoi prendere anche la laurea in Statistica?”. W: “Mi sono stufato dell’economia e voglio studiare la matematica, insomma mi sto annoiando”.


C’è da dire che le sue motivazioni allo studio sono sempre state forti, eccone alcuni esempi: si è iscritto a Ragioneria perché ci andava il suo amico Christian e poi non avrebbe dovuto prendere il pullman, perché era vicino; si è iscritto alla laurea breve in Amministrazione aziendale, udite bene, perché era breve e lui non aveva voglia di studiare (!); si è poi iscritto alla laurea in Economia e commercio a Brescia, perché non voleva né andare a lavorare, né andare a fare il militare; e poi si è preso la terza laurea in Statistica, perché si annoiava!

Da quel momento è stata un’escalation. Ha cominciato ad insegnare matematica, statistica ecc.
Un giorno l’ho trovato che guardava il sito della facoltà di Fisica. E io a lui: ”cosa stai facendo? Cambia subito sito!”.

Ma non servì a fermarlo. La matematica invase la sua vita e anche la mia.

Non si limitava a insegnarla, me la raccontava pure, ne parlava e ne parlava e ne parlava e poi ne parlava ancora e dopo due ore ti chiedeva: “E a te cos’è successo oggi?” ed io sfiancata e tramortita rispondevo: “Te lo dirò domani a colazione, se mi lascerai parlare”.

Un giorno a colazione non ce l’ho fatta più:



”Walter ti rendi conto che son due settimane che parli solo di matematica, tutto il giorno, fin dalla colazione?”.

E lui: “…..”. (Silenzio). Ah si finalmente silenzio. Perché voi non lo sapete, ma Walter non è solo un aspirante matematico, è anche logorroico. TI LOGORA. Lui dice che se dovesse mai finire in rianimazione, parlerebbe comunque, anche a costo di farfugliare.

Poi c’è stata una breve sosta, perché è finito nel turbine dell’astronomia. Corsi di astronomia e osservazioni astronomiche. Ecco appunto osservazioni astronomiche. Perché sarà anche vero che Walter è un uomo, ma la natura s’è dimenticata di dargli il senso dell’orientamento, dandolo invece a me. Quindi... potete immaginare…noi due di notte, nelle valli di Comacchio, con la carta del cielo in mano, la pila per poterla vedere, il puntatore laser per potergliele indicare e nuvole di zanzare che banchettano con le nostre carni!

Per non dire di quella volta in montagna, in una radura vicino al bosco. Sento dei rumori di passi provenire dagli alberi. Noi due immersi nel freddo e nelle tenebre e quei rumori sinistri di passi, che sembravano venire verso di noi. Walter mi prende in giro ancora adesso per come mi son messa a scappare verso casa. ”Ti sei c##@a in mano”. E io: ”ridi, ridi. Intanto tu correvi dietro a me!”.

Nostro figlio è stato l’unico neonato che non aveva ricamato sul bavaglino: il nome, o voglio bene a papà, o viva la mamma, ma Mi sfagiola l’astronomia. Vi rendete conto. Povero bebè.
Quando Rossano era appena nato lui lo ha preso tra le mani e gli ha detto: “giochiamo all’astronauta. Ora tu ti abbandoni sulle mie mani, come in assenza di gravità, e io ti faccio volare” e andava in giro per il reparto così. Poi un’infermiera lo ha sgridato.
Rossano al battesimo ha ricevuto un secondo nome, Arkady. Perché? Perché? Semplicemente perché mi piaceva. Arkady era il coprotagonista del libro La via dei canti di Bruce Chatwin. Walter ha acconsentito perché i grandi matematici sono russi.

Una volta in vacanza al mare voleva andare ad una lezione di astronomia con successiva osservazione del cielo in un posto chiamato Casa del diavolo. Non vi dico per trovarlo. Sperso nella campagna, immerso nel buio. La strada interrotta da un cantiere, manteneva un piccolo collegamento con l’altra strada, attraverso una passaggio sabbioso, lui che misurava se la Uno ce l’avrebbe fatta a passar senza sprofondare…Che flagello!

Alla fine, secondo lui, aveva imparato dell’astronomia quel che c’era da sapere e non vi trovava più stimolo. Che giubilo!
Invece prese la decisione di rispolverare un vecchio blog che aveva creato una sua studentessa di Paghe e contabilità, di impossessarsene (gliel’ha rubato) e di chiamarlo Blog di scienze naturali ed economiche e di darsi all’autogavetta scientifica, pubblicando un articolo a settimana.
Uno a settimana!
Così ora la casa è anche invasa di libri di scienze. Il suo studio ne è talmente pieno, pieno di carta, che io lo chiamo il rischio incendiario.

Un giorno gli dico: ”Walter compirai 40 anni. Per la crisi di mezza età cos’hai deciso di fare? Ti farai l’auto sportiva, la moto di grande cilindrata, o l’amante ventenne?”. E lui:” Mi dedicherò alla ...divulgazione scientifica!”.

Poi ha scovato il sito di Gravità zero. Ha cominciato a scriverci. Claudio lo ha tirato dentro il tunnel del Carnevale della matematica prima e della fisica dopo. E per Rossano e me non c’è più stato scampo.
Gli altri papà leggono le favole ai loro figli per farli addormentare, lui gli legge cosa da l’antimateria.
Lui prima denigra le riviste di pettegolezzi, poi si compra libri sulla vita dei fisici e dei matematici per ficcare il naso nelle loro vite.

Ad oggi ha approfondito troppo le sue conoscenze e quindi quando parla non capisco più bene cosa stia dicendo. Avevo trovato un semplice trucco per sopravvivere: lui parlava e io annuivo, alla fine mi chiedeva “hai capito?” e io dicevo di si e finiva lì. E lui un giorno che fa? Mi frega. Alla fine mi chiede:”tu cosa ne pensi?” e io mi gelo. Ma come cosa ne pensi? E ora come faccio? Devo ammettere di non aver ascoltato o di non aver capito. Mizzica e ora come ne esco? Eh come sempre, dico la verità, confesso:” ma che str…o, mi hai sempre chiesto se capivo e io me la cavavo con un si, e tu oggi mi chiedi cosa ne penso? Ora ti devo dire che non capisco più una mazza di quel che mi dici. Vabbè fammi un sunto che così ti rispondo”. Ma si fanno ‘ste cose? Si può rompere il quieto vivere faticosamente guadagnato da una moglie, sposata ad un aspirante matematico?

E poi è arrivata la mia fine.



Claudio annuncia il ritorno della rivista Newton. Walter la compra e legge un articolo sul nuovo approccio matematico di Sergeyev: il gross1.
Comincia a scriverne, lo incontra, lo intervista, si fa fare una foto con lui (si somigliano pure), ne scrive ad ogni carnevale, lo sente via Skype, lo loda, ne parla con gli occhi a forma di cuore, lo chiama il mio amico Yaro e poi qualche giorno fa entra in camera e comincia a camminare avanti e indietro.

A un tratto mi dice:“Ho il sangue alla testa”
E io: “che cos’è successo?”.
"Ho ricevuto due commenti al mio ultimo articolo sul mio amico Yaro. Michele F. dice che la teoria cozza con un sacco di cose. Ma cosa cozza! Non è possibile?! F. …lui che voleva il mio poster…il mio fan, mi ha tradito…ho il sangue che mi esce dalla testa…non sembra nemmeno che l’abbia scritto lui, lui argomenta i suoi commenti. Certo l’avrà scritto un altro usando il suo ID.
”Eh, certo, come no?” - rispondo io
”E quell’altro? bla…bla...bla. Ma ora non posso rispondergli così, devo mantenere un distacco nobile (un distacco nobile?!)”.
"Insomma" - gli rispondo - "la smetti di agitarti per la stanza come una mosca nel bicchiere, io stavo per fare il pisolino. Ora cominci a rispondere loro, e pian piano ti calmi”. +
Non si può più manco pisolare in santa pace.

Ha accompagnato questi anni un’altra situazione che è andata via, via crescendo…gli attacchi di autoglorificazione. Come si manifesta questo disturbo? Essenzialmente con la ricerca in internet di chi parla di te e cosa dice; con il desiderio di sapere cosa esce se metti su Google il tuo nome e cognome, e di vedere come si classifica il tuo blog nei motori di ricerca. Ovviamente i sintomi si devono manifestare con una certa fastidiosa frequenza. Il fastidio lo prova la moglie, che viene sempre aggiornata sui dati ricavati dall’analisi.

Però non pensiate che io sia contro la matematica o che la eviti.
Qualche giorno fa mentre facevamo la Torino – Lido di Spina per andare a trovare nostro figlio ci siamo dedicati ai quesiti dei Rudi matematici, pubblicati su Le scienze, così per passare il tempo.
Erano quesiti di statistica, per cui gli ho detto: “facciamo così, tu applichi le formule che hai studiato e io uso il ragionamento e il buon senso”. Siamo arrivati alle stesse risposte, ma io c’ho messo meno :-). Abbiamo scritto le risposte ai Rudi e ora attendiamo la pubblicazione dei risultati. Chissa?

Tempo fa gli chiesi:” Walter, ma tu che matematico sei? Algebrista, o cosa?”.
E lui: ”io mi sento un Analista”.
”Già" - rispondo sorridendo "Sei un analista come me!"
Ecco vedi, tante storie e poi siamo uguali. Alla fine mi sa che è vero che chi si somiglia si piglia, che le pentole trovano sempre il loro coperchio e noi abbiam fatto strade diverse per arrivare ad essere la stessa cosa: due analisti.


CHI E' LUIGINA PUGNO
Dal 2000 al 2003 ha collaborato con Touring Club Italiano, DeAgostini e Giunti nell'aggiornamento delle guide turistiche cartacee e nella stesura di nuove guide (sue sono le Langhe, Monferrato, Roero edizioni Giunti). Successivamente ha intrapreso l'attività privata come Psicoterapeuta e Sessuologa clinica. Contemporanemante collabora come psicoterapeuta presso il CSM di Avigliana e per l'Associazione E.C.O: collabora nel collocamento lavorativo delle persone con invalidità, fornendo consulenza alle aziende e occupandosi della selezione del personale.

Con Gravità Zero, nel novembre scorso, ha organizzato la conferenza: "Le risposte della Scienza alle domande dell'Astronomia"


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8 commenti

Marco Silva ha detto...

Ho letto con piacere questo post nella speranza di rivedermi un pò in Walter e di rivedere Luigina in mia moglie... certo io non sono un "accademico plurilaureato" ma faccio abbastanza dannare che comunque da Letterata mi segue talvolta nei voli pindarici e nelle frustrazioni di una convivenza tra lavoro e passione.

Walter Caputo ha detto...

Carissimo Marco,
la convivenza tra lavoro e passione è tra le maggiori cause di frustrazione. Il mio professore di Ragioneria delle scuole superiori diceva che occorre prima scoprire che cosa si intende effettivamente fare nella vita (nel senso di attività lavorativa) e poi cercare di avvicinarsi al proprio "lavoro ideale" tramite piccoli aggiustamenti progressivi. Così, spesso il primo lavoro è proprio il "primo che capita", ma poi un po' per volta ci si avvicina alla meta. Occorre coraggio e una certa dose di fortuna.

Marco Silva ha detto...

Walter, hai proprio centrato il problema.. "occorre coraggio e fortuna".. e aver avuto fin da subito le idee chiare così da formarsi nel modo giusto prima, cosa che io non ho fatto perchè mi son fatto abbagliare dal dio Denaro. Questo però mi ha permesso di mettere su casa e di sposarmi ;-)

Che mondo difficile.. eh eh

Michele Filannino ha detto...

WALTER TI VOGLIO BENE!

Avevo messo da parte questo post da tanto tempo e solo oggi ho trovato il tempo di leggerlo. Appena ho letto di me e di come ti preoccupavi mi sono sentito in colpa. A questo punto mi piacerebbe parlare di persona con te dell'approccio di Sergeyev.

In questo periodo sono stato estramamente impegnato. Ho vinto il concorso Working Capital di Telecom Italia a Bari e sto scrivendo un paper sulla mia ultima creazione: SAWA. (link: 193.204.187.223:8080/sawa/)

Attendo tue notizie. :)

Marilena ha detto...

Vorrei complimentarmi con Luigina per il bellissimo articolo...ho sorriso tutto il tempo, ritrovando molte delle situazioni che vivo tuttora e che spero di vivere grazie al "Michele F." che ha anche citato. L'auto-celebrazione comunque era un sintomo che mi era sfuggito, ma rilevante! ;) A questo punto mi riservo di contattare Luigina in futuro per chiedere altri consigli! ;)

Walter Caputo ha detto...

Carissimo Michele,
non preoccuparti: parleremo di persona dell'approccio di Sergeyev e vedrai che salteranno fuori nuovi dubbi e domande, che porremo direttamente al Prof. Sergeyev. Così verrà fuori del nuovo materiale per articoli ed altri potranno capire meglio.
Walter

Luigina Pugno ha detto...

Cara Marilena,
consigli?! L'unica cosa che mi viene in mente è che quando inizio a sentire una certa intolleranza, mi ricordo che mi sono innamorata di lui proprio perchè parlava di argomenti non usuali

Alberto ha detto...

piccoli aggiustamenti progressivi.... Come Il metodo dei minimi quadrati xD