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VUOI DIRE LA TUA SUL NUCLEARE??

In modo diretto ma anche un po’ ironico Greenpeace affronta e si schiera contro un argomento delicato ed importante: il ritorno al nucleare in Italia e l’imposizione da parte del Governo della localizzazione delle centrali con l’annullamento delle competenze regionali (legge 99/2009).

Ed ecco l’appello contro il ritorno al nucleare che è possibile firmare on line sul sito di Greenpeace:

“Gentile Candidato alla carica di Governatore,

Il nucleare è una falsa soluzione per il clima, è troppo costoso e tutti i nodi di questa pericolosa tecnologia, compreso lo smaltimento delle scorie radioattive, sono ancora irrisolti.

Il nostro Governo intende riportare il nucleare in Italia, senza consultare i cittadini e scavalcando le competenze delle Regioni in materia di energia. Proprio per questo, 13 Regioni hanno fatto ricorso contro la Legge n.99 del 2009, che prevede l’esclusione delle Regioni dalle scelte relative alla localizzazione degli impianti, attribuendo al Governo il potere di realizzare impianti nucleari anche in Regioni contrarie alla loro realizzazione.

E’ quindi in atto un disegno che mira a delegittimare gli Enti Locali per imporre dall’alto scelte rischiose, sulla pelle dei cittadini. Se Lei verrà eletto avrà, dunque, una grande responsabilità: quella di opporsi a questo progetto per proteggere la Sua Regione e i Suoi cittadini dalla realizzazione di una centrale nucleare o di un deposito di scorie radioattive.

Le chiedo quindi di dichiararsi contrario al nucleare, e di farlo pubblicamente e con chiarezza prima delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo, per dare ai cittadini, come me, la possibilità di poter esercitare il proprio voto con consapevolezza.”

A supporto di ciò Greenpeace è presente già da qualche settimana nelle piazze delle principali città italiane con la nuova campagna di sensibilizzazione “Nuclear Hotline”: una grossa cabina telefonica rossa, puro stile inglese è il simbolo della campagna, che ha messo a disposizione un numero verde gratuito per ogni cittadino che volesse dire la sua lasciando un messaggio che sarà poi fatto pervenire ai candidati delle prossime elezioni regionali, definiti per l’occasione da Greenpeace “nucleari” in quanto dichiaratamente a favore del ritorno al nucleare o ancora indecisi sulla posizione da prendere a riguardo.


Un’intera sezione del sito di Greenpeace (Nuclear lifestyle, Come le elezioni regionali possono cambiare la tua vita) è dedicata alla campagna ed è possibile oltre a firmare l’appello contro il nucleare, partecipare ad un quiz sulla nostra effettiva conoscenza a riguardo. Inoltre Greenpeace pubblica l’elenco completo di tutti i candidati che “ci regaleranno una vita nucleare”, una guida utile per i cittadini che vogliono effettuare una scelta consapevole dei candidati da votare alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo.

Tra i sostenitori della campagna Sabina Guzzanti, Lello Arena, Valerio Mastandrea e tanti altri.



Per info: GREENPEACE

2 commenti

paopasc ha detto...

Rimango sorpreso nel verificare che una nazione come la Germania, con un irraggiamento solare inferiore al nostro, investe corposamente nel fotovoltaico, nel miglioramento delle tecniche di stesura del silico, acquisendo in breve tempo posizioni di assoluta preminenza, in genere in tutti i campi delle energie rinnovabili.
Noi abbiamo una miniera d'oro gratuita, e nemmeno ce ne accorgiamo, e dire che gli italiani sono bravissimi nell'approfittare delle occasioni...

Anonimo ha detto...

La Germania ha detto formalmente no al nucleare ma lo aveva già fatto prima, una specie di finta insomma! Se ci facciamo caso gli ultimi reattori verranno spenti nel 2022, questo perchè nell'arco di 11 anni loro possono vedere se possono farcela o meno a coprire il fabbisogno. hanno detto che copriranno l'80 % del fabbisogno col solare, questo può essere vero ma solo nei giorni a pieno sole! se si fa una media avranno forse un 40% e l'altro 60%? un po con altre energie ma per il resto torneranno al nucleare ancor più di adesso.Se noi non faremo il nucleare, avremo lo stesso problema, dovremo continuare a bruciare petrolio senza poter abbassare le emissioni di co2 del 20% nel 2020, questo ci porterà con molto rischio a non poter evitare gli eventi precatastrofici e dopo qualche anno quelli catastrofici da effetto serra.per le scorie il governo sa che la soluzione viene dalla fisica delle particelle e dalla ricerca sul nucleare e stanzierà dei soldi per questo già previsti (basta vedere il programma del pdl sulla ricerca). L'importane è capire che c'è una corsa contro il tempo per evitare i danni da effetto serra nel 2020 e conviene accettare i rischi delle scorie che le nuove tecnologie porteranno al minimo anzichè le stragi di vite umane provocate da quello che dicevo prima e dal fatto che se non copriremo il fabbisogno energetico, ospedali, scuole, le comunicazioni, laboratori di farmaci salvavita, rimarranno senza elettricità e non funzioneranno! le persone anziane, i malati, i ricoverati di urgenza moriranno!Certo noi potremmo comprare più elettricità (proveniente dal nucleare) dalla Francia e farla franca, ma non è un discorso ipocrita? e se nel 2020 la francia non potesse farlo perchè il suo fabbisogno è aumentato...? Se invece noi facciamo il nucleare saremmo al riparo da questi rischi, diamo una mano a vincere la battaglia contro l'effetto serra, potremo anche aiutare paesi più poveri di noi che non copriranno il fabbisogno, perchè non siamo isole ma siamo all'interno della solidarietà tra nazioni!