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INFLUENZA "SUINA" SORVEGLIATA CON INFLUWEB


Per studiare l'emergenza del virus 2009 H1N1 è stato riaperto INFLUWEB, a cui tutti noi possiamo partecipare, entrando così dì fatto a fare parte di una ricerca scientifica unica la mondo condotta da ricercatori italiani attraverso l'uso dei social network. Finalmente un modo intelligente e utile per usare i social network!

Inoltre iscrivendoci potremo seguire lo stato di avanzamento del virus dell'influenza "standard" e individuare così i focolai dell'infezione.

ISCRIVITI QUI PER MONITORARE L'EVOLVERE DEL CONTAGIO


A Radio3 scienza, ieri è stata intervistata Vittoria Colizza, ricercatrice della fondazione Institute for scientific interchange di Torino che coordina il gruppo di Influweb [qui il podcast con l'invervista] e che ha risposto in che modo è possibile studiare la diffusione del virus dei maiali attraverso il servizio realizzato dal gruppo di studio dell'ISI.

Se ricordate Vittoria Colizza è stata nostra ospite al Convegno Eccellenze al Femminile.

Qui il gruppo su NING a cui è possibile partecipare http://eccellenzealfemminile.ning.com
Qui il sito ufficiale www.eccellenzealfemminile.org con le schede delle relatrici.


LA FEBBRE SUINA E' PERICOLOSA PER L'UOMO?


La virologa Ilaria Capua, dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, ha risposto per radio alle allarmanti dichiarazioni che si leggono in questi giorni sui giornali, o su alcuni siti Internet.

Evitare di mangiare la carne suina non serve a nulla contro i virus del sottotipo H1N1,: infatti i virus non si trasmettono mangiando carne di maiale. La temperatura di cottura oltretutto distrugge virus e batteri.

E' infatti improprio chiamarlo virus dei maiali (o febbre suina) dato che il virus, di fatto, è un virus umano, cioè si trasmette da uomo a uomo. Al suo interno coesistono geni aviari, umani e suini.

Fa impressione piuttosto il numero dei morti in Messico e paesi limitrofi. Questo numero, però va contestualizzato. Sul sito dell'Oms i casi accertati di malattia fino a domenica erano solo 18. Occorre ancora qualche giorno per ultimare gli esami di laboratorio e avere conferma di quanti sono realmente i casi di influenza suina.

Altro elemento mancante a oggi, ma che sapremo nei prossimi giorni, è se i decessi riguardava anziani, malati cronici, o persone in buona salute. Il numero esatto lo sapremo tra 2-4 giorni. E avremo un quadro più chiaro.

Il sistema sanitario Messicano, infatti, specie nelle città sovraffollate e poco igieniche lascia molto a desiderare e questa può essere una delle cause dei decessi, che potrebbe essere imputabile anche ad altre forme infettive.

Il sistema sanitario nazionale italiano per esempio (che è tra i più efficienti al mondo) lascia invece ben sperare.
Pensiamo infatti che i pochi casi tra gli studenti americani che sono stati colpiti dai sintomi dell'influenza hanno accusato sintomi molto lievi e sono stati curati a casa, tranne uno che è stato ricoverato in ospedale ma solo per pochi giorni.

Inolte questo virus sembra reagire positivamente ai comuni farmaci retrovirali, cosa che mette al sicuro da un possibile contagio. Infine non bisogna confondere la parola pandemia con il termine virulenza: i dati finora disponibili indicano una facilità di trasmissione, ma non il livello di contagiosità.

Niente panico, dunque: anche se dovesse esserci una pandemia questo virus non sembra manifestare sintomi peggiori di qualsiasi influenza lieve delle vie respiratorie.

Maggiori dettagli li daremo comunque nelle prossime ore.

Intanto però possiamo provare il servizio dei ricercatori di INFLUWEB .


DOMANDE E RISPOSTE SULLA "FEBBRE DEI MAIALI"


SUL SITO INFLUWEB LE LINEE GUIDA DELL'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA' SULLA FEBBRE SUINA

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