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ENERGIA NUCLEARE? SI O NO?


Scusate, non ce l'ho proprio fatta questa volta a trattenermi!
Ed ecco un video di chi se ne intende:-)

Ma noi, italiani, siamo veramente consapevoli, scientificamente informati e pronti o no a decidere su questi temi? O lasceremo sempre fare ai nostri politici?




Vabbé, superiamo le considerazioni sulle "cellule" di Enrico Fermi (nuove anche per me). Superiamo anche le considerazioni sulle possibilità illimitate di materiale fissile... anzi, superiamo proprio tutte le considerazioni ... e passiamo oltre che è meglio!

Ah, ricordo che Enrico Fermi è stato un fisico italiano naturalizzato statunitense del XX secolo, tra i più noti al mondo, principalmente per i suoi studi teorici e sperimentali nell'ambito della meccanica quantistica. Perfino il grande Feynman lo ricorda come un suo maestro!
Premio Nobel, Fermi non deve la sua fortuna scientifica all'Italia! Ne tantomeno alle nostre classi politiche.

I nostri politici si fanno sempre belli con il lavoro degli altri, soprattutto se scienziati, soprattutto se blasonati! Ma si dimenticano di ricordare che il merito dei loro successi scientifici non è certo della politica italiana, che da sempre ha tagliato i fondi alla ricerca (attuale governo compreso!)

Ricordiamo allora chi sono i Premi Nobel per la ricerca scientifica assegnati ad italiani:

Premio Nobel per la CHIMICA
Giulio Natta (1963)

Premi Nobel per la FISICA
Guglielmo Marconi (1909) - può essere considerato il primo di tanti scienziati che sono dovuti uscire dall'Italia per poter mettere a frutto le proprie scoperte.
Enrico Fermi (1938) - naturalizzato americano
Emilio Segrè (1959) - in seguito alla proclamazione delle leggi razziali in Italia, emigrò negli Stati Uniti e collaborò con il gruppo di fisici nucleari di Berkeley. Lavorò poi a Los Alamos e nel 1946 tornò all'università di California.
Carlo Rubbia (1984)
Riccardo Giacconi (2002) - naturalizzato americano

Premi Nobel per la FISIOLOGIA e la MEDICINA
Camillo Golgi (1906)
Daniel Bovet (1957) - svizzero naturalizzato italiano
Salvador E. Luria (1969) - naturalizzato americano
Renato Dulbecco (1975) - naturalizzato americano
Rita Levi Montalcini (1986) - le sue principali scoperte le svolge nei laboratori degli Stati Uniti
Mario Capecchi (2007) - naturalizzato americano

Questi sono tutti i nostri premi Nobel. Questi e altri tra i nostri maggiori scienziati (spesso blasonati all'estero) non devono proprio nulla all'Italia per i loro traguardi raggiunti.

Il Nobel Capecchi, tanto per cominciare, è emigrato quando aveva appena 7 anni (la madre, di origine americana, dopo le leggi razziali venne perseguitata per le sua condotta antifascista) e ha studiato nelle università USA.

Il Nobel Giacconi, emigrato dopo gli studi, ha invece recentemente affermato che, se fosse rimasto in Italia, le condizioni per operare come ricercatore non gli avrebbero mai consentito di raggiungere i traguardi ottenuti negli Stati Uniti («perché in Italia un ragazzo non ha un muro su cui dipingere»). Una condizione precaria in cui si trovano, purtroppo, migliaia di giovani ricercatori anche oggi nel nostro paese. [leggi anche "i nostri 'cervelli', sottopagati e precari, su IL CORRIERE DELLA SERA]

Il Nobel Carlo Rubbia - disse nel 2005 "Me ne vado in Spagna a fare quello che in Italia non mi hanno consentito di realizzare. Un nuovo impianto per sfruttare la fonte energetica del futuro: il solare termodinamico. Il nuovo solare. La stessa tecnologia che avrei voluto mettere in piedi in Sicilia, a Priolo, nei pressi di Siracusa. Visto che in Italia non si farà, sono stato prescelto per svilupparla in Spagna!"

Il Nobel Luria, compagno di corso all'Università di Torino insieme a Rita Levi Montalcini e a Renato Dulbecco (altro 'cervello' emigrato all'estero), dovette abbandonare l'Italia a causa delle persecuzioni delle leggi razziali e grazie all'aiuto dell'amico Enrico Fermi ricevette una borsa di studio alla Columbia University.

Infine il Nobel Fermi (si, proprio il grande Fermi!) in Italia era a corto di fondi (proprio come oggi le nostre migliori menti) tanto che lui con il proprio gruppo di ricerca (i famosi "ragazzi di via Panisperma a Roma) si autocostruivano gli strumenti... portandosi i pezzi da casa (il Nobel Rita Levi-Montalcini invece aveva fatto meglio. Il laboratorio infatti se l'era costruito in camera da letto, prima di emigrare anche lei!)

Emigrato negli Stati Uniti è lì che ebbe gli strumenti e i fondi adatti per dimostrare il proprio valore. Divenne cittadino americano e pose le basi per la Big Science! Proprio quella che oggi la nostra classe politica ogni tanto (quando se ne ricorda) rivendica, senza offrire finanziamenti e senza fornire risorse, proprio come un bambino che si rivolge alla mamma piagnucolando e scalciando per terra le "gambine", quando viene privato della marmellata, ma senza nulla da offrire che la propria compassionevole limitatezza razionale.

Fermi, solo grazie ai finanziamenti alla ricerca USA, poté completare le ricerche che gli permisero di raggiungere il Premio Nobel!

Ma i recenti tagli alla ricerca non ci pongono in una luce migliore rispetto al secolo scorso.
Tuttora i nostri migliori cervelli emigrano all'estero esattamente come fece Fermi.

E su questo, alcuni politici, o sono davvero ignoranti o ci trattano come se lo fossimo! Anche oggi come 70 anni fa!

1 commento

Anonimo ha detto...

Ben detto Claudio, ma io qualche approfondimento sulle "cellule" l'avrei preteso.. :)