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martedì 16 settembre 2008

DONNE E RICERCATRICI: UNA MOSTRA PER LORO PARTE DA LECCE


Comunicare un modello di donna profondamente diverso da quello, piuttosto avvilente ed omologante, che domina sui media. E' questo l'obiettivo di una mostra itinerante che parte da Lecce e percorrerà tutta la Penisola: "DONNE ALLA GUIDA DELLA PIU' GRANDE MACCHINA MAI COSTRUITA DALL'UOMO: LHC"

Lhc è donna! Lo avevamo scritto giorni fa su Gravità Zero e qui lo ribadiamo!

Per chi, più che a veline e a letterine, è d'accordo nel riconoscere il fascino di chi usa la materia grigia nel proprio lavoro, piuttosto che lustrini e paiette, non dovrebbe mancare a questo appuntamento-esposizione di immagini di donne italiane che, queste sì, hanno dato lustro all'Italia nel campo - tutt'altro che effimero - della conoscenza scientifica!

Sono le donne il cui operato ha dunque portato all'avvio di Lhc - il più complesso strumento scientifico della storia - avvenuto il 10 settembre al Cern di Ginevra. Inizia da Lecce il tour italiano ed europeo di questa mostra ideata dalla giornalista scientifica Elisabetta Durante per il Distretto dell’Informazione Scientifica e Tecnologica (DISTI), nuova realtà nata per diffondere la cultura e l’informazione scientifica, alla quale hanno aderito tutte le Università e i maggiori centri di ricerca della Puglia.

La mostra resterà aperta al pubblico dal 19 al 25 settembre (orari 11-13 e 17-20); nel pomeriggio del 23 sarà visitata dal Rettore dell’Università prof. Domenico Laforgia ed altre personalità.

Sponsorizzata dal seminario nazionale di fisica nucleare e subnucleare e dall’Istituto nazionale di Fisica nucleare (Infn, sezione Bari e Lecce), la mostra dà un volto alle storie di ricercatrici cui affidato il racconto di un progetto tra i più affascinanti della ricerca e della tecnologia.

Le foto sono di Mike Struik, un ricercatore del Cern. Il suo ruolo è stato fondamentale, giacche la mostra è fatta di fotografie ambientate nell’ambiente di lavoro delle ricercatrici: un ambiente posto a cento metri di profondità sotto terra e completamente inaccessibile agli estranei.

Hanno collaborato la pugliese Paola Catapano e Manuela Cirilli del Cern, e Roberta Antolini dell’Infn.



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