venerdì 27 giugno 2008

UN PENSIERO PER MARIE-SOPHIE GERMAIN

Oggi vorrei ricordare Marie-Sophie Germain (1 aprile 1776- 27 giugno 1831), brillante matematica francese che si è occupata della teoria dei numeri e che per anni ha dovuto firmare i suoi lavori con uno pseudonimo maschile (M. Le Blanc) perché non accettata negli ambienti accademici dell'epoca.

Secondo lo stereotipo (ma dovrei dire pregiudizio) più diffuso, la matematica non si addice alle ragazze.

Ancora fino ai primi del Novecento poche donne hanno avuto accesso al sapere matematico e quasi sempre sono state oggetto di derisione e di pregiudizio. Abominevole la battuta, attribuita ad Hermann Weyll, matematico tedesco allievo di Hilbert, secondo cui ci sarebbero state "solo due donne matematiche nella storia, Sofja Kovalevskaja ed Emmy Noether: la prima non era una matematica, la seconda non era una donna".

Certo, oggi non succederà più che un vescovo geloso della bellezza e dell'intelligenza di una giovane matematica, possa ordinare ai suoi fedeli di ucciderla, come successe ad Alessandria d'Egitto nel 415 d.C., dove Ipazia venne fatta letteralmente a pezzi da una plebaglia fanatica, istigata dal vescovo Cirillo.

Eppure i pregiudizi continuano a essere presenti: come si è visto nel corso di una recente conferenza alla Harvard University in cui il rettore Lawrence Summers dichiarò che una delle principali ragioni per cui le donne riescono meno degli uomini a raggiungere i massimi livelli della ricerca scientifica è che ci sono meno donne dotate di «capacità innate» per la scienza.
Una dichiarazione provocatoria, che ha scatenato polemiche e le immediate dimissioni di Summers dalla presidenza della prestigiosa università. Se credete che queste situazioni di misoginia siano casi isolati, leggete a quale livello di aberrazione può arrivare la farneticazione anche in un paese come l'Italia, qui, qui e qui.

Senza contare che l’Italia è uno dei Paesi Europei in cui le donne che lavorano nella ricerca guadagnano di meno rispetto ai colleghi maschi: in media, una ricercatrice italiana percepisce il 33% in meno di un ricercatore. Scaricate l'illuminante ricerca di Observa - Donne e Scienza 2008

Pensiamo solo ai Nobel negati alle donne (su 300 premi assegnati solo 10 sono stati consegnati a scienziate). Premi letteralmente "scippati" a ricercatrici di grande capacità, che videro il riconoscimento carpito dai loro colleghi uomini: nomi come Rosalind Franklin, Jocelyn Bell-Burnell, Lise Meitner, Chien-Shiung Wu, Annie Jump Cannon, Nettie Maria Stevens.

Insomma, se oggi desidero ricordare Marie-Sophie Germain, è anche perché è una persona che considero molto vicina, e la cui forza di volontà unita a grandi capacità intellettuali non può che essere un invito e uno sprone a non arrendersi mai.

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