SI TAV: ecco a chi piace davvero l'Alta Velocità in Val di Susa
di Carlo Greco
Esiste una maggioranza di cittadine e cittadini della Val di Susa e dell'Italia, silenziosa, ma favorevole alla realizzazione dell'opera. Una componente che, pur ricevendo generalmente meno attenzione mediatica, continua a sostenere la Torino-Lione come infrastruttura strategica per il territorio.
Tra le categorie di persone comuni che spesso dichiarano di sostenere l'opera vi sono:
- Pendolari, che sperano in un miglioramento della rete ferroviaria e dei collegamenti, pur sapendo che la nuova linea merci e passeggeri non sostituirà automaticamente le linee locali.
- Lavoratori impiegati nei cantieri, tra dipendenti diretti e aziende dell'indotto, che vedono nell'opera un'importante fonte di occupazione.
- Artigiani e piccoli imprenditori locali che lavorano per le imprese coinvolte nei cantieri (movimento terra, edilizia, impiantistica, trasporti, forniture, ristorazione, ospitalità).
- Commercianti di alcuni comuni interessati dai lavori, che beneficiano della presenza di tecnici e operai sul territorio.
- Giovani che vedono nelle grandi infrastrutture un'opportunità per rendere il Piemonte più connesso con Francia ed Europa e creare nuove occasioni di lavoro.
- Residenti favorevoli per motivi ambientali, convinti che spostare una quota maggiore del traffico merci dalla strada alla ferrovia possa ridurre, nel lungo periodo, il numero di camion attraverso le Alpi.
Tra i principali sostenitori figurano le associazioni imprenditoriali piemontesi, da Confindustria a Unione Industriali, che vedono nella nuova linea un'opportunità per rafforzare competitività, logistica, export e occupazione.
Anche la Regione Piemonte sostiene il progetto e nel 2026 ha annunciato, insieme all'Osservatorio Torino-Lione, oltre 50 milioni di euro destinati a opere di accompagnamento in 11 Comuni della Val di Susa. Pur non rappresentando un sostegno politico unanime all'infrastruttura, questi interventi testimoniano la volontà di molte amministrazioni locali di collaborare per ottenere investimenti sul territorio.
La Torino-Lione consentirà di trasferire più merci dalla strada alla ferrovia, migliorare i collegamenti con la Francia, creare posti di lavoro e rafforzare il ruolo del Piemonte nel corridoio europeo TEN-T.
I DATI
Se l’obiettivo è dimostrare, con dati documentati, che il consenso verso la Torino-Lione è più ampio di quanto spesso emerga nel dibattito mediatico, esistono diverse fonti autorevoli.
1. Il sondaggio ufficiale dell’Osservatorio Torino-Lione (BVA Group)
È probabilmente la fonte più completa perché ha intervistato cittadini italiani e francesi, compresi quelli dei territori direttamente interessati.
I risultati mostrano che:
Territorio | Favorevoli alla Torino-Lione |
|---|---|
Italia | circa 68% |
Piemonte | circa 74% |
Torino | circa 77% |
Val di Susa | circa 56% |
Anche in Val di Susa, dove il movimento No Tav è storicamente più forte, la maggioranza relativa degli intervistati si dichiara favorevole all’opera.
Lo stesso studio evidenzia inoltre che:
- il 96% degli italiani è favorevole a spostare il trasporto merci dalla strada alla ferrovia;
- il 97% dei torinesi condivide questo obiettivo;
- anche in Val di Susa la percentuale raggiunge circa 87%.
2. Il sostegno del mondo economico
Negli ultimi anni praticamente tutte le principali organizzazioni imprenditoriali piemontesi hanno ribadito il proprio sostegno alla Torino-Lione.
Tra queste:
- Confindustria Piemonte
- Unione Industriali Torino
- API Torino
- Confapi Piemonte
- Ascom Confcommercio Torino
- Ance Torino
Nel 2025 hanno diffuso una nota congiunta affermando che la Torino-Lione rappresenta ormai una realtà strategica per occupazione, competitività e sviluppo del territorio.
3. Il sostegno trasversale delle associazioni nazionali
Nel Manifesto “Sì Tav” hanno aderito insieme:
- Confindustria
- Confartigianato
- CNA
- Confcommercio
- Confesercenti
- Confagricoltura
- Confcooperative
- Legacoop
- Casartigiani
- Confapi
- AGCI
- ANCE
Si tratta di un fronte che rappresenta centinaia di migliaia di imprese italiane e che considera la Torino-Lione un’infrastruttura strategica per il corridoio europeo Mediterraneo.
4. Il consenso istituzionale
Negli ultimi anni la realizzazione della Torino-Lione è sostenuta da:
- Governo italiano;
- Governo francese;
- Commissione europea;
- Regione Piemonte;
- Città Metropolitana di Torino;
- gran parte dei sindaci dei comuni coinvolti nei tavoli dell’Osservatorio.
Nel 2026 la Regione Piemonte ha istituito i Comitati di supporto con enti locali, RFI e TELT proprio per accompagnare la realizzazione dell’opera.
5. Le opere compensative richieste dai Comuni
Un elemento spesso trascurato è che undici Comuni della Val di Susa hanno ottenuto oltre 50 milioni di euro destinati a opere di accompagnamento (scuole, strade, edifici pubblici, impianti sportivi, ecc.), attraverso un percorso condiviso con Regione, Ministero e Osservatorio Torino-Lione.
Una conclusione supportata dai dati
I dati disponibili mostrano che l’immagine di una Val di Susa o di un Piemonte compatti contro la TAV non corrisponde alla realtà.
- I sondaggi indicano una maggioranza favorevole in Italia, Piemonte e Torino, e una quota significativa di favorevoli anche nella stessa Val di Susa.
- Il progetto gode del sostegno pressoché unanime delle principali associazioni economiche e produttive italiane.
- Le istituzioni europee, nazionali e regionali continuano a considerare la Torino-Lione una delle infrastrutture strategiche del Corridoio Mediterraneo TEN-T.
Questi elementi non dimostrano che il consenso sia unanime o che non esistano opposizioni, ma mostrano chiaramente che esiste un fronte favorevole molto ampio e articolato, composto da cittadini, imprese, amministrazioni e istituzioni, spesso meno visibile mediaticamente rispetto alle proteste del movimento No Tav.
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