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sabato 28 gennaio 2023

Come diventare giornalista scientifico




Diventare giornalista scientifico è un percorso lungo e impegnativo, ma anche molto gratificante. Un giornalista scientifico è un professionista che si occupa di scrivere articoli e reportage su temi scientifici, rendendoli accessibili al grande pubblico. Ecco alcuni passi fondamentali per intraprendere questa carriera.

Il primo passo per diventare giornalista scientifico è acquisire competenze in una o più materie scientifiche. La laurea aiuta, ma molti bravi divulgatori e giornalisti scientifici (per esempio Piero Angela per tutti) non erano neppure laureati. Avere una solida base di conoscenze in una disciplina scientifica può aiutare per poter capire e spiegare i concetti complessi. Ad esempio, una laurea in biologia, chimica, fisica, medicina o matematica può fornire le conoscenze di base per iniziare a scrivere articoli su temi come la biotecnologia, l'ambiente, la medicina o la tecnologia. 

Il secondo passo è seguire un corso di giornalismo. È importante imparare le tecniche di scrittura e di ricerca per poter comunicare efficacemente i risultati scientifici al grande pubblico. Inoltre, un corso di giornalismo può aiutare a sviluppare le abilità necessarie per intervistare esperti e ricercatori, per scrivere articoli accattivanti e per lavorare in un ambiente di redazione.

Il terzo passo è fare pratica. È importante fare esperienza scrivendo per testate giornalistiche o blog, sia online che cartacei, per migliorare le proprie abilità e farsi conoscere. Iniziare a scrivere per un blog personale o per un giornale universitario può essere un buon punto di partenza.

Oppure provate a chiedere di esercitarvi a riviste online come benessecemag.it, gravita-zero.it, clinicaebenessere.it

Il quarto passo è costruirsi una rete di contatti. È importante avere contatti con esperti e ricercatori nei vari campi scientifici per avere sempre fonti affidabili e aggiornate. Partecipare a conferenze e incontri scientifici può essere un'ottima occasione per incontrare e conoscere esperti del settore.

Infine, è importante essere sempre aggiornato. È fondamentale tenersi informato sugli ultimi sviluppi e scoperte scientifiche per poter scrivere articoli sempre attuali e interessanti. Sottoscrivere newsletter scientifiche, seguire i blog e i siti web di notizie scientifiche, e partecipare a corsi di formazione continua sono tutte ottime strategie per rimanere al passo con le ultime novità.

In sintesi, diventare giornalista scientifico richiede una solida formazione in una materia scientifica, la capacità di comunicare efficacemente la scienza si acquisisce con un corso inizialmente ma anche con molta esperienza sul campo. 

In sintesi per diventare giornalista scientifico è necessario seguire alcuni passaggi fondamentali:

  • Laurearsi in una materia scientifica può essere importante per avere una solida base di conoscenze in una disciplina scientifica per poter capire e spiegare i concetti complessi ma non è indispensabile. Molti ottimi giornalisti scientifici e ottimi divulgatori lo sono diventati con studi umanistici.
  • Seguire un corso di giornalismo: è importante imparare le tecniche di scrittura e di ricerca per poter comunicare efficacemente i risultati scientifici al grande pubblico.
  • Fare pratica: è importante fare esperienza scrivendo per testate giornalistiche o blog, sia online che cartacei, per migliorare le proprie abilità e farsi conoscere.
  • Costruirsi una rete di contatti: è importante avere contatti con esperti e ricercatori nei vari campi scientifici per avere sempre fonti affidabili e aggiornate.
  • Essere sempre aggiornato: è importante tenersi informato sugli ultimi sviluppi e scoperte scientifiche per poter scrivere articoli sempre attuali e interessanti.

venerdì 27 gennaio 2023

Health coach chi è?





Un health coach è un professionista che aiuta le persone a migliorare la loro salute e benessere attraverso consigli sull'alimentazione, l'esercizio fisico, lo stress management e altre abitudini di vita. L’health coach può lavorare individualmente con i clienti o in gruppi, utilizzando una varietà di tecniche per aiutare le persone a raggiungere i loro obiettivi di salute.

Health coach cosa fa?

Un health coach fa principalmente tre cose: ascolta, consiglia e incoraggia. In particolare:

  • Ascolta: un health coach ascolterà attentamente i clienti per capire le loro esigenze e obiettivi di salute. Farà domande per aiutare i clienti a chiarire ciò che vogliono raggiungere e come si sentono riguardo al loro stato di salute attuale.
  • Consiglia: una volta che un health coach ha compreso le esigenze e gli obiettivi dei clienti, fornirà consigli su cambiamenti nello stile di vita che possono aiutare a migliorare la loro salute. Questi consigli possono riguardare l'alimentazione, l'esercizio fisico, la gestione dello stress e altre abitudini di vita.
  • Incoraggia: un health coach incoraggerà e sosterrà i clienti nel perseguire i loro obiettivi di salute, fornendo supporto e motivazione durante il processo di cambiamento. Aiuterà i clienti a superare le difficoltà e a celebrare i loro successi lungo la strada.


Life coach chi è?


Un life coach, come lifenumbercoach, è un professionista che aiuta le persone a migliorare la qualità della loro vita, raggiungere i propri obiettivi e raggiungere il proprio potenziale. I coach lavorano con individui, coppie o gruppi, utilizzando una varietà di tecniche per aiutare le persone a superare i blocchi e le sfide che impediscono loro di raggiungere la felicità e il successo nella vita. Un life coach può aiutare i clienti a identificare i loro obiettivi, a sviluppare strategie per raggiungerli, a superare gli ostacoli, a migliorare le relazioni e ad aumentare la loro autostima e sicurezza. Il coach è un professionista che aiuta a migliorare la qualità della vita delle persone, sviluppando una maggiore consapevolezza e autodeterminazione.

Life coach cosa fa?


Un life coach aiuta le persone a raggiungere i loro obiettivi e a migliorare la qualità della loro vita attraverso una serie di attività, tra cui:

  • Identificazione degli obiettivi: un life coach aiuta i clienti a identificare i loro obiettivi nella vita, sia a livello personale che professionale.
  • Sviluppo di strategie: una volta che gli obiettivi sono stati identificati, un life coach aiuterà i clienti a sviluppare strategie per raggiungerli.
  • Superamento degli ostacoli: un life coach aiuterà i clienti a superare i blocchi e le sfide che impediscono loro di raggiungere i loro obiettivi.
  • Miglioramento delle relazioni: aiuterà i clienti a migliorare le loro relazioni personali e professionali.
  • Aumento dell'autostima e della sicurezza: supporterà i propri clienti nel migliorare l'autostima e la sicurezza in se stessi, per aiutarli a raggiungere i loro obiettivi e a vivere una vita più soddisfacente.
  • Sviluppo di una maggiore consapevolezza e autodeterminazione: un life coach aiuta anche a sviluppare una maggiore consapevolezza dei propri pensieri, emozioni e comportamenti, e ad acquisire le competenze per gestirli in modo più efficace, promuovendo l'autodeterminazione.

Differenze health coach e life coach e chi scegliere

Un health coach si concentra sull'aiutare le persone a raggiungere una migliore salute e benessere fisico, mentre un life coach si concentra sull'aiutare le persone a raggiungere i propri obiettivi personali e professionale e migliorare la qualità della vita. La scelta dell’una o dell’altra figura dipende quindi dalle esigenze specifiche della persona; chiaramente, qualora una persona necessiti del supporto di entrambe le figure, potrebbe decidere di seguire entrambi i percorsi.

venerdì 20 gennaio 2023

Mastoplastica additiva: come funziona l’intervento


L’intervento di aumento di volume del seno è tra i più richiesti in assoluto. La chirurgia estetica, i cui numeri non hanno smesso di correre nonostante la pandemia, lo vede ai primi posti assieme alla liposuzione. Nulla di strano se si pensa che al centro dell’attenzione c’è il décolleté, simbolo universale di femminilità.


L’intervento di mastoplastica additiva è un’operazione sicura e rapida che, in alcuni casi, può essere eseguita anche in day hospital. Scopriamo nelle prossime righe alcune delle sue peculiarità.


Indicazioni

L’intervento di mastoplastica additiva è indicato nelle situazioni in cui, per svariati motivi, il seno risulta poco sviluppato. Per aumentare il volume della mammelle si utilizzano protesi che possono avere caratteristiche diverse ma che, di base, sono sicure e controllate.


Le incisioni chirurgiche

Le incisioni chirurgiche che vengono effettuate durante la mastoplastica additiva sono di lunghezza estremamente ridotta. In questo modo, è possibile mascherare al meglio le cicatrici. Esistono tre opzioni da considerare quando si parla di accessi chirurgici per l’aumento di volume del seno. Ecco quali sono:


  • Accesso dal solco sottomammario;

  • accesso dall’area periareolare;

  • accesso dall’ascella.


Ciascuno ha i suoi pro e i suoi contro e spetta al chirurgo, sulla base della situazione clinica della singola paziente, decidere quale accesso è migliore.


Post operatorio

La mastoplastica additiva, che viene spesso eseguita in anestesia locale con leggera sedazione, comporta un post operatorio molto facile da gestire. Nei giorni immediatamente successivi all’intervento, si può avere a che fare con una sensazione di dolore. Quest’ultima, può essere gestita con farmaci antidolorifici prescritti dal chirurgo estetico.


Dopo circa una settimana, le pazienti che svolgono lavori di ufficio non particolarmente gravosi possono riprendere la propria routine professionale. Nei primi 7/10 giorni dopo l’intervento, è importante che la donna operata si astenga dall’esecuzione di movimenti ampi con le braccia. Essenziale è ovviamente fare attenzione a non sollevare pesi particolarmente gravosi.


Un altro aspetto essenziale da ricordare riguarda il fatto che, per le prime 3/4 settimane del post operatorio, è necessario indossare una medicazione compressiva.


Proseguendo con l’elenco delle tappe del post operatorio della mastoplastica additiva, rammentiamo che, in un lasso di tempo compreso tra i 7 e i 15 giorni dopo l’operazione, è possibile ricominciare a guidare.


Cosa dire, invece, della ripresa dell’attività sportiva? Che, in linea di massima, può avvenire dopo 4/6 settimane dall’atto chirurgico. Essenziale è farsi seguire da un trainer esperto ed evitare, se possibile, di sforzare la parte alta del corpo.


Si può allattare dopo la mastoplastica additiva?

Dopo la mastoplastica additiva è possibile allattare. L’intervento, infatti, avviene nel massimo rispetto dell’anatomia naturale della mammella. Soprattutto se si ricorre alla tecnica Dual Plane, considerata il gold standard per questo tipo di operazione chirurgica, l’allattamento in caso di gravidanza non rappresenta un problema.


Le protesi si devono cambiare dopo dieci anni?

Quando si parla di mastoplastica additiva, è necessario sfatare alcuni luoghi comuni. Uno dei principali riguarda la convinzione secondo la quale, dopo dieci anni, le protesi mammarie vadano sostituite. Questo poteva valere diversi decenni fa. Oggi come oggi, vengono impiantate protesi potenzialmente eterne. Certo, si possono cambiare e tutto dipende da aspetti come i cambiamenti del corpo della paziente. Una donna che si sottopone alla mastoplastica additiva a 25 anni e che ha poi più di una gravidanza che comporta un incremento del peso, avrà più probabilità di trovarsi a dover cambiare le protesi rispetto a una paziente che, invece, fa l’intervento in età più avanzata.


Concludiamo rammentando che, in alcuni casi, dopo la mastoplastica additiva si può avere a che fare con una leggera perdita di sensibilità al seno. Non bisogna preoccuparsi: si tratta di una piccola complicanza che rientra in tempi brevi. La contrattura capsulare, altra complicanza ma di entità più rilevante, è oggi prevenibile scegliendo protesi ad hoc, in particolare quelle rivestite in schiuma di poliuretano.