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CANNABIS: UN VIAGGIO STUPEFACENTE



Lo sapevate che la Cannabis Sativa è una pianta infestante? La potremmo definire così, perché l'archeobotanica l'ha trovata ovunque. Si potrebbe pensare che ovunque la si usasse per i suoi effetti psicotropi, ma in realtà era utilizzata come pianta medicinale. Dalle Ande all'India, passando per l'Europa, dove le tracce di polline di Cannabis ritrovate risalgono all'11.000 A.C.

Andando più avanti nel tempo, la nascita della storia moderna della Cannabis medicinale si attribuisce al medico irlandese William Brooke O’Shaughnessy, che all’Università di Calcutta ne studiò gli effetti dapprima sugli animali e poi, trovandola maneggevole e dagli scarsi effetti indesiderati, la somministrò ai pazienti affetti da reumatismi, tetano, rabbia ed epilessia.

L’Italia non rimase indietro. Il farmacista Carlo Erba fu tra i primi a manipolare la cannabis rendendola somministrabile ai pazienti. Già a metà dell’800 il dottor Valeri, direttore del manicomio di Aversa, la sperimentò  per l’insonnia, le nevralgie, l’isterismo e, provandola su di sé, per l’asma. Il direttore dell’ospedale, Conte Francesco Spinelli permise al dottor Valeri di far assumere la cannabis per inalazione nel “gabinetto di inalazione”. Sebbene non ci siano fonti certe, pare che i termini spinello ed erba possano derivare propri da questi due personaggi.

Per avere uno studio “misurato” degli effetti di questa pianta dobbiamo aspettare un medico israeliano, che la fece cucinare da sua moglie per gli ignari invitati, mettendo la stessa quantità di THC (questa volta) in ogni dolcetto. Be’, l’effetto fu che ogni persona ebbe un effetto differente. Infatti, come scrive Livio Luongo nel suo libro "Che cos’è la cannabis", edito da Carocci, la sua somministrazione deve avvenire in modo misurato su ogni paziente, per gradi, prove ed errori, come se fosse un vestito cucito addosso. Tra i principi attivi (presenti nella pianta) utilizzati nei farmaci il più frequente è il CBD. Nel libro l'autore li esamina tutti.

Gli studi sono proseguiti in modo canonico e strutturato e si è arrivati a conoscere il circuito endocannabinoide, i cui recettori sono presenti ovunque nel corpo umano, che produce da sé gli effetti di piacere e sollievo. A questi recettori si collegano i principi attivi dando gli effetti più noti: analgesia, abbassamento della nausea, stimolazione dell’appetito, riduzione degli spasmi nella sclerosi multipla e delle crisi nell’epilessia. Se per questi utilizzi gli studi sugli effetti sono certi, per l’insonnia e le malattie psichiatriche gli studi sono ancora in corso.

Livio Luongo spiega in modo esaustivo e alla portata di tutti la storia, la chimica e gli utilizzi medici della cannabis, che lui studia da una vita. Il suo "Che cos’è la cannabis" è una guida chiara e aggiornata sui principi attivi, gli effetti sul corpo e sulla mente, le modalità d’uso e i rischi della sua assunzione, bilanciando evidenza scientifica e considerazioni pratiche. 

Le sezioni tecniche, più chimiche, possono risultare un pochino più difficili, ma l'uso della ripetizione dei concetti fondamentali, li rende facili da ricordare. La trattazione delle implicazioni legali e sociali in Italia risulta informata e contestualizzata, offrendo al lettore una mappa utile per capire l’attuale quadro normativo. Anche i consigli pratici per un uso consapevole, rivolti soprattutto ai neofiti, sono esposti con equilibrio e responsabilità.

Consigliato a lettori curiosi, operatori non specialisti e a chi vuole un quadro nitido, aggiornato e non ideologico sulla cannabis.

Luigina Pugno