venerdì 23 novembre 2018

Quanto costa avere un POS?


Il POS è un dispositivo che permette di effettuare pagamenti con la moneta elettronica, cioè utilizzando strumenti finanziari come carte di credito, bancomat o prepagate.
Questo strumento può essere utilizzato solo da un commerciante, da un libero professionista oppure da un artigiano che, in cambio della cessione di beni o servizi possono avvalersi di questo metodo di pagamento.
Affinché le figure professionali appena citate possano usufruire del POS è necessario sostenere alcuni costi. Questo aspetto rappresenta uno svantaggio per i commercianti, e non solo, che talvolta preferiscono rinunciare al dispositivo elettronico, perdendo l'occasione di avere un numero maggiore di clienti.
Sembra, infatti, che alcuni studi condotti dal The Paypers abbiano evidenziato come 1 potenziale acquirente su 5 esca da un negozio senza fare compere quando non è presente il POS tra i metodi di pagamento.
Vediamo quindi in maniera approfondita e dettagliata l’argomento “costo POS”.
POS: i costi per l'installazione
Non è semplice definire gli oneri legati all'utilizzo del POS da parte dei commercianti, dei liberi professionisti e degli artigiani perché essi dipendono da alcune variabili che, in quanto tali, non sono facili da prevedere.
Tuttavia, esistono quattro elementi che possono essere analizzati.
Il primo costo da affrontare, per chi installa un dispositivo POS, riguarda proprio la fase dell'allacciamento dello strumento nella propria attività commerciale.
La spesa da sostenere per l'installazione si riferiscono all'acquisto dell'hardware che permette al terminale di funzionare. In questa voce è compreso anche il costo da sostenere per l'avvio dello strumento ad opera del tecnico specializzato, che effettua la procedura a domicilio.
L'operazione di avvio del dispositivo di pagamento prevede: l'assegnazione di una chiave elettronica al POS, l'associazione tra il lettore e il proprietario del POS, la configurazione della rete e il primo test, che consiste in una transazione di denaro, per verificare che lo strumento funzioni correttamente.
Un altro costo che il proprietario di un POS deve sostenere è il canone mensile. Stiamo parlando di una quota fissa che il titolare del dispositivo di pagamento elettronico è tenuto a versare per coprire le spese relative all'acquisto dell'hardware. In sostanza, è prevista una dilazione di pagamento con cadenza mensile.
POS: i costi per le transazioni di denaro
Quelle analizzate fin qui sono le spese relative all'installazione e quindi non fanno riferimento ai costi relativi all'impiego del dispositivo. Questi, infatti, vengono commissionati al proprietario del POS solo se lo strumento viene utilizzato per le transazioni di denaro e possono essere distinti in due categorie:
costi fissi per il trasferimento di denaro. In genere, non superano i 10 centesimi di euro e, il cui valore, varia in base agli istituti di credito a cui ci si appoggia. Quest'onere viene imposto su ogni singola transazione di denaro.
Pur trattandosi di una cifra irrisoria la titubanza dei commercianti non sorge per i pagamenti di rilievo, ma per quelli di poche decine di euro. In effetti, se la transazione è dell'ordine di 10 euro, il costo per il commerciante è di 0,10 centesimi di euro ossia l'1% dell'incasso.
L'aliquota sui trasferimenti di denaro, parliamo di una percentuale trattenuta dall'incasso dell'esercente, il cui valore dipende dalla somma oggetto della transazione e perciò, più questa sarà alta maggiore sarà il costo che il proprietario del POS dovrà sostenere.
Si tratta di una percentuale che dipende da due fattori ossia il circuito utilizzato e il tipo di carta con cui si effettua la transazione (carta di credito o di debito, carta business o consumer, etc.).
POS: i costi sono prevedibili?
Quando un esercente decide di mettere a disposizione della sua clientela il dispositivo elettronico per i pagamenti, non può prevedere in anticipo quali saranno i costi relativi al POS.
Il motivo per il quale è difficile immaginare quali siano le spese da affrontare è legato a due fattori impossibili da pronosticare: le commissioni che l'esercente versa ad ogni istituto di credito, emittente di una carta, che variano da banca a banca. I costi relativi al circuito utilizzato per eseguire la transazione, invece, dipendono dal tipo di carta utilizzata.
Un altro fattore che determina la difficoltà nella previsione dei costi da sostenere per un POS è definito da alcuni elementi come: la politica commerciale, la storia dell'imprenditore, il volume degli affari e quindi dei pagamenti effettuati tramite POS, il rapporto tra l'esercente l'istituto di credito e così via.
Gli istituti di credito, anche se hanno l'opportunità di imporre le proprie percentuali sulle transazioni, sono comunque limitati, infatti l'aliquota non può mai superare il 2%.
Per comprendere a fondo per quale motivo è difficile prevedere a priori quale sarà il costo da sostenere per il proprietario del POS, è possibile sintetizzare affermando che per l'esercente vi è l'eventualità di imbattersi in istituti bancari che richiedono una percentuale inferiore all'1% o in banche che esigono il 2%.
POS esiste una versione economica?
Negli ultimi anni sta diventando sempre più popolare la versione mobile del POS. Il suo successo è legato sia alla praticità del dispositivo wireless, che all'aspetto economico che lo contraddistingue.
Per un esercente disporre di un POS mobile (vedi SumUp) rappresenta un grosso vantaggio perché gli permette di ridurre i costi relativi all'installazione che, invece, sono previsti per il dispositivo tradizionale.
In effetti, questo congegno elettronico può essere attivato e messo in funzione da remoto, permettendo al proprietario del POS di decidere quando eseguire la procedura di attivazione.
In questo modo, le spese relative a questa operazione sono completamente azzerate.
Un altro costo che viene soppresso quando si decide di acquistare un POS mobile, riguarda quello relativo al canone mensile. Il dispositivo di pagamento elettronico mobile, infatti, diventa di proprietà dell’esercente in modo definitivo.
Anche con la versione mobile non è facile per il proprietario del POS prevedere i costi mensili che dipendono dall'utilizzo del dispositivo, tuttavia vi è la certezza di ridurre quelli relativi all'acquisto e all'installazione.
Conclusioni
Nell'era digitale la moneta tradizionale sta lentamente lasciando il posto a quella elettronica.
I motivi sono numerosi ma, senza dubbio, la ragione principale è legata alla possibilità di circolare senza dover portare con sé denaro contante e quindi riducendo il rischio di subire rapine e di perdere tutto.
Rinunciare a questa opportunità per un commerciante è davvero un grosso azzardo che potrebbe influenzare notevolmente l'andamento dell'attività.

Nessun commento: