venerdì 19 ottobre 2018

LA TEORIA DEL PROSPETTO DEL NOBEL DANIEL KAHNEMAN E DI AMOS TVERSKY

La Teoria del Prospetto, nasce dalla constatazione che le persone sembrano valutare ogni possibile esito di una decisione sulla base di un punto di riferimento, o status quo, quale può essere, per esempio, la loro situazione al momento della decisione. Uno dei principali campi di applicazione della Teoria del Prospetto è il mondo dei mercati finanziari e dell’investimento.

Daniel Kanheman


Cos’è la teoria del prospetto? Lo abbiamo chiesto a Walter Moladori, Financial Advisor, consulente finanziario per famiglie e imprese.

La Teoria del Prospetto, proposta da Kahneman e Tversky nel 1979, e molto usata in ambito finanziario, analizza come le persone prendono decisioni, valutandone gli esiti in base ad un riferimento, chiamato anche status quo, come ad esempio la situazione personale al momento di prendere la decisione stessa. 

Daniel Kahneman  è uno psicologo israeliano, vincitore,  del Premio Nobel per l'economia nel 2002 per avere integrato insieme a Amos Tversky (purtroppo deceduto molti anni prima) risultati della ricerca psicologica nella scienza economica, specialmente in merito al giudizio umano e alla teoria delle decisioni in condizioni d'incertezza.

La loro è una teoria descrittiva, che spiega il modo in cui le scelte compiute dalle persone si discostino da quelle ipotizzabili grazie alla teoria standard della decisione, andando contro il cosiddetto comportamento razionale e violando quelli che sono gli assiomi di base della teoria dell’utilità attesa. Secondo la teoria del prospetto esistono diversi aspetti non tenuti in debito conto dalla teoria generale, come il linguaggio usato nella presentazione del problema e delle opzioni di scelta, il contesto in cui la scelta stessa è inserita, nonché la natura della scelta stessa. La teoria del prospetto è alla base dell’analisi della propensione al rischio in caso di investimenti: quando le persone di fronti a possibili perdite, sono disposte a rischiare di più rispetto a quando davanti a loro vi sono guadagni pressoché certi.

Il periodo in cui nasce la Teoria del Prospetto è quello del mondo alla fine degli anni ’70, e ricerche sui modelli decisionali delle persone erano già in corso, specialmente in campo economico, tanto che nel 1978 lo psicologo americano Herbert Simon vinse il premio Nobel per l’economia grazie alle ricerche effettuate in merito ai processi decisionali nelle organizzazioni economiche. Nello stesso periodo, Daniel Kahneman, psicologo israeliano, e il suo collega Amos Tversky studiavano i processi decisionali quando il decisonre si trova in situazioni di rischio, che non rientravano nella teoria dell’utilità attesa, che prevede una scelta razionale e ponderata che consente ai decisori, specialmente in campo economico, di scegliere l’opzione che fornisca il maggior guadagno. In situazioni di rischio, le decisioni razionali, che quindi richiedono calma, non possono essere prese, e ple modalità di scelta sono analizzate dalla Teoria del Prospetto.

Ai soggetti partecipanti allo studio di ricerca che ha portato alla compilazione della Teoria del Prospetto vennero sottoposti diversi dilemmi, fra i quali la scelta fra due opzioni:

  • 50% di possibilità di vincere 1000; 50% di possibilità di non vincere nulla
  • Un guadagno sicuro di 450.

Le persone, al contrario di quanto ipotizzabile con la teoria dell’utilità attesa, percepivano il rischio di non guadagnare nulla in modo maggiore di quanto fosse nella realtà, prediligendo il guadagno sicuro, esattamente come già la saggezza popolare (ma è davvero saggezza?) dichiara nel noto adagio “meglio un uovo oggi che una gallina domani”. La conferma scientifica che le persone in fase decisionale sembrano seguire questo adagio viene analizzata in ogni aspetto della vita quotidiana, rivelando come le persone non analizzino le reali probabilità di guadagno o di perdita durante il processo decisionale, bensì selezionino le informazioni usate per prendere la decisione in base a schemi mentali individuali, con il risultato di scegliere i guadagni certi, ignorando altre opzioni con lo stesso tasso di probabilità di fornire guadagni.

Dato che le scelte seguono schemi mentali individuali, è altamente probabile che, di fronte a situazioni identiche, la stessa persona compia scelte diametralmente opposte, a seconda anche del contesto in cui la scelta viene compiuta. Proprio grazie a questi studi sulle modalità decisionali delle persone, Daniel Kahneman vinse il premio Nobel per l’economia, nel 2002, insieme all’economista americano Vernon Smith, per aver dimostrato come i processi decisionali dell’uomo siano guidati da euristiche e bias.

Bibliografia
Kahneman D., Tversky A. (1979). Prospect theory: An analysis of decision under risk. Econometrica, 47, 263-291.
Kahneman D., Tversky A. (1981). The framing of decisions and the psychology of choice. Science, 211, 453-458.
Kahneman D., Tversky A. (2000). Choice, values, and frames. New York: Russell Sage Foundation.



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Dott. Walter Moladori
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