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COSA PREVEDONO LE NORME PER LA DERATTIZZAZIONE NELLE SCUOLE?




La prassi di disinfestazione murina conosciuta con il nome di derattizzazione ha lo scopo di eradicare la popolazione urbana da topi, ratti e surmolotti. Si tratta di una tecnica di disinfestazione che è obbligatoria, per esempio, sulle imbarcazioni, dal momento che i topi sono in grado di trasmettere numerose malattie. Sin dai primi anni dello scorso secolo nel nostro Paese il legislatore si è attivato per disciplinare l'attività in questione, che un tempo prevedeva il ricorso a cani o furetti e oggi, ovviamente, si basa su tecnologie più moderne.

Le norme per la derattizzazione

Quando si rende necessaria, la derattizzazione serve ad assicurare le condizioni igieniche di un luogo, sia esso privato o pubblico. In teoria nessuna location può essere considerata totalmente protetta rispetto alle intrusioni compiute dai roditori (così come dagli insetti), ma certo è che curare le condizioni igieniche dei luoghi pubblici è un importante passo avanti sul piano della prevenzione. Ciò vale, per esempio, per le scuole, frequentate da bambini anche piccoli. L'iter che deve essere seguito dalle ditte del settore è stabilito dalle norme, che impongono di riconoscere le tracce che i roditori possono lasciare.

Vicino ai cavi, ma anche sui tessuti e sulle pareti in legno, per esempio, si possono identificare dei rosicchiamenti, mentre le impronte possono essere notate solo se è previsto l'impiego di polveri traccianti - ovviamente atossiche - grazie a cui è possibile conoscere non solo le specie di roditori con cui si ha a che fare, ma anche l'entità delle infestazioni. Gli escrementi dei topi, invece, non di rado si trovano in luoghi nascosti: gli addetti ai lavori sono tenuti a valutare la loro lucidità, le loro dimensioni e la loro forma, per capire in modo più o meno approssimativo a quanto tempo prima risale il passaggio delle bestiole. Per altro, in presenza di un gran numero di ratti in un luogo, è molto probabile che esso sia dominato da un forte odore di urina.

I sopralluoghi

Prima di procedere con la derattizzazione, è opportuno eseguire un sopralluogo attraverso il quale identificare i punti di annidamento, in modo tale che la colonia possa essere localizzata. A questo punto, è possibile anche ipotizzare gli spostamenti degli animali, al fine di circoscrivere l'infestazione in atto alle aree in cui è già avvenuta evitando che si propaghi altrove. I topi, e i roditori in generale, sono animali notturni, ed è per questo motivo che può risultare complicato avvistarli direttamente: ecco perché si rivela essenziale la ricerca delle tracce.

Un piano di disinfestazione può avere una durata variabile, che non si può definire a priori. Il sopralluogo deve riguardare sia gli ambienti esterni che quelli interni, e deve tenere conto della presenza di fossati e corsi d'acqua, che tendono ad attirare i ratti. Una volta che l'intervento è stato portato a termine, sono comunque necessari dei controlli periodici che consentano di verificare che il livello di infestazione non abbia superato la soglia minima. Le variabili da tenere in considerazione in vista della pianificazione sono molteplici: non va dimenticato che le esche vengono marcate dai roditori, che in questo modo segnalano ai propri simili la presenza di un pericolo.
Quando l'ambiente invaso è stato bonificato, inizia quella che viene definita fase di mantenimento, nel corso della quale si monitora la popolazione di topi. Il tutto deve avvenire tenendo conto degli obblighi di carattere sanitario in vigore per i locali delle scuole, e sempre nel contesto di una gestione dei rifiuti appropriata. Anche in presenza di condizioni igieniche ottimali, in ogni caso, i topi possono presentarsi ancora, visto che non si riesce sempre a raggiungere tutti gli anfratti.

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