sabato 24 marzo 2018

CLAUDIO BISIO E LUCIANA LITTIZZETTO LANCIANO LA CAMPAGNA PER CASAOZ

Sostenere le famiglie che devono affrontare la mobilità sanitaria: parte la raccolta fondi con il numero solidale 45593 a sostegno di CasaOz. A lanciare la campagna “La generosità è una ricetta buonissima” Claudio Bisio e Luciana Littizzetto. Dal 25 marzo al 15 aprile 2018. 




Dal 25 marzo al 15 aprile puoi sostenere l’associazione inviando un sms da cellulare personale Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, Coop Voce e Tiscali; oppure 5 euro da rete fissa TWT, Convergenze e PosteMobile; oppure 2 o 5 euro da rete fissa TIM, Wind Tre, Fastweb Vodafone e Tiscali.


“La generosità è una ricetta buonissima”: con una campagna attiva dal 25 marzo al 15 aprile patrocinata da Pubblicità Progresso – che ha il principale obiettivo di sostenere le famiglie che devono affrontare la mobilità sanitaria – Claudio Bisio e Luciana Littizzetto lanciano un appello per guardare al futuro di CasaOz, l’associazione fondata da Enrica Baricco, che accoglie, sostiene e accompagna i bambini e i loro nuclei familiari quando si trovano a vivere l’esperienza della malattia e della disabilità, qualunque essa sia.

Sito Web: www.casaoz.org

Dal 25 marzo al 15 aprile è possibile sostenere l’associazione inviando un sms da cellulare personale Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, Coop Voce e Tiscali; oppure 5 euro da rete fissa TWT, Convergenze e PosteMobile; oppure 2 o 5 euro da rete fissa TIM, Wind Tre, Fastweb, Vodafone e Tiscali.

La progettualità di CasaOz a sostegno della mobilità sanitaria, grazie alla generosità delle persone, intende mettere a sistema altre azioni: ampliare le opportunità di accoglienza diurna e notturna; incrementare il sostegno didattico offerto da educatori e volontari qualificati per sostenere i bambini costretti a studiare lontano da casa; supportare l’accompagnamento per la rielaborazione familiare, specialmente per i siblings; sviluppare nuove attività e nuovi laboratori didattici per bambini e adulti per recuperare la quotidianità e uscire dall’isolamento sociale provocato dalla malattia stessa; coinvolgere regolarmente nuclei familiari del territorio che non vivono una situazione di malattia continua come opportunità di fare esperienza diretta di solidarietà e condivisione.

“Da 10 anni aiutiamo le famiglie ad affrontare uno dei momenti più difficili della vita, la malattia di un figlio – dichiara Enrica Baricco, Presidente di CasaOz – Tutte le nostre attività hanno un unico obiettivo: restituire la quotidianità. Per farlo vogliamo prenderci cura degli ambienti e degli spazi per far sentire maggiormente “a casa” le famiglie; vogliamo sviluppare nuove modalità di complementarietà con i servizi sociali e altri soggetti del territorio e permettere alla nostra equipe educativa di formarsi continuamente per offrire nuove modalità di interazione. Oggi più che mai abbiamo ancora bisogno del sostegno e della generosità di tutti per ridare a un bambino malato la serenità e tornare ad essere un bambino e basta”.

La progettualità proposta da CasaOz include accoglienza diurna e ospitalità notturna e offre alle famiglie supporto e sostegno nell’elaborazione di un percorso di ritorno alla “normalità” sviluppando contesti inclusivi e socializzanti e percorsi di autonomizzazione a completamento delle cure medico-ospedaliere e ampliando qualitativamente e quantitativamente la rete sul territorio.

Dall’inizio della sua attività nel maggio del 2007 ad oggi sono state aiutate oltre 2.100 persone: bambini, adulti, nuclei familiari provenienti da 42 paesi diversi (in particolare dall’Italia, dall’Europa dell’Est e dall’Africa), con un totale di più di 66.000 passaggi. Le attività, infatti, non si rivolgono solo alle famiglie localizzate a Torino, sede della onlus, ma anche a quelle che si recano per cure mediche al Regina Margherita, polo ospedaliero di riferimento nel panorama pediatrico italiano, e si devono trattenere in città per periodi più o meno lunghi.

CasaOz è un luogo in cui i bambini malati o con disabilità e i bambini non affetti da alcuna patologia, e loro famiglie, possano instaurare rapporti amicali e solidali, con l’aiuto di educatori e volontari. I bambini malati hanno l’opportunità di essere considerati bambini al di là della malattia; i fratelli sani trovano un luogo che supporti il loro bisogno di non essere condizionati dalle limitazioni causate dalla malattia dei fratelli. Per tutti, adulti e bambini – sani e malati – significa trovare un luogo di aggregazione strutturato e protetto da condividere con altri –anche estranei alla malattia, ma che comunque possono aderire alle attività organizzate dall’associazione e presentate in questo progetto.


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