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LA FELICITÀ È UNA GROSSA FREGATURA: LO DICE LA SCIENZA


La felicità è una grossa fregatura. Costa moltissimo e dura un attimo. Per conquistare una breve tempesta ormonale alcune persone sono disposte a sostenere sforzi immani, e rischiano talvolta di "rovinarsi" la vita. Perché il tempo passa e non torna certo indietro come vorremmo.

La ricerca della felicità - oggi - è diventata esasperante. "Per secoli (...) la vita è stata prima di tutto qualcosa cui far fronte. La gente vedeva l'esistenza come una sfida, da cui uscire il più possibile illesi" scrive Christina Berndt in: "La scienza della contentezza - Come raggiungerla e perché conviene più della felicità" (Feltrinelli, giugno 2017). Oggi, invece, l'assenza di felicità viene vissuta come un deficit da colmare. Eppure, come scrive Christina: "la felicità non si può fermare" ed essa non è altro che "un insieme di cambiamenti biochimici". In altri termini potremmo dire che si tratta di fluttuazioni di adrenalina e cortisolo: la felicità giunge solo ogni tanto, dura pochissimo e se ne va. Vi resta quindi solo il ricordo.

E' molto meglio puntare sulla "contentezza", ovvero sulla soddisfazione per la propria vita. "Sentirsi soddisfatti, invece, è la migliore condizione cui si possa aspirare. Che le cose vadano obiettivamente bene o male è del tutto secondario quando si è realmente e sinceramente contenti della propria esistenza" scrive l'autrice de "La scienza della contentezza", un libro la cui copertina potrebbe trarvi in inganno.

Infatti c'è una paperella gialla dentro il classico bicchiere mezzo pieno. In realtà il libro è denso, articolato, ben spiegato e supportato da recenti risultati di ricerche scientifiche. Inoltre la contentezza o soddisfazione è tutt'altra cosa rispetto ad accontentarsi del mezzo pieno in un bicchiere mezzo vuoto. La soddisfazione per la propria vita dipende in minima parte da fattori ambientali esterni (come reddito, livello di istruzione, famiglia, sesso e appartenenza religiosa) e in gran parte della personalità e da fattori genetici. Possiamo quindi capire finalmente cosa significhi essere soddisfatti e poi lavorare sui fattori esterni e - perché no? - sulla nostra personalità, che è piuttosto stabile, ma ciò non significa che non sia plasmabile. 

Credo che "la scienza della contentezza" sia una lettura preferibilmente raccomandata a soggetti che si trovano in particolari fasi della propria vita, come i ventenni, i quarantenni e i sessantenni. Ma in realtà chiunque può prendersi un pochino di tempo per riflettere su se stesso. E scoprire, magari, cose che non conosceva.

"La scienza della contentezza - Come raggiungerla e perché conviene più della felicità"
scritto da Christina Berndt
e pubblicato da Feltrinelli
nel mese di giugno 2017

N.B.: la foto è stata scattata da Walter Caputo.

Walter Caputo

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