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UNIVERSITÀ POPOLARE DI MILANO: UNA STORIA LUNGA OLTRE UN SECOLO

La fondazione delle prime Università Popolari in Italia risale agli ultimi decenni del 1800.  Il disagio economico rendeva allora difficile a gran parte della popolazione acquisire quelle conoscenze elementari che avrebbero consentito di vivere e di lavorare meglio. 

A Biella si trova la più antica Università Popolare d'Italia

La Scuola era privilegio di pochi, l’Università appariva ancora più inaccessibile. Le Università Popolari, iniziarono ad impegnarsi non soltanto istruendo un numero sempre crescente di cittadini di ogni età e condizione sociale, ma anche coinvolgendo professionisti ed illustri uomini di cultura che desideravano offrire parte del loro tempo e delle loro competenze in questa impresa che appariva loro come una sfida affascinante e, per l’epoca, “anticonformista”.

Ricordiamo alcuni tra i docenti storici: Giovanni Bovio, Gabriele D’Annunzio, Benedetto Croce, Ludovico Mortara, Roberto Ardigò, Gioacchino Volpe, Luigi Einaudi, Gaetano Salvemini, Francesco Pullé e molti altri.



Tra queste, esattamente il 5 gennaio 1901 con lo scopo di "diffondere nelle classi popolari, con metodi moderni, l'istruzione scientifica, tecnica ed estetica, associata al concetto di civile educazione nasce l'Università Popolare di Milano, con una seduta inaugurale al Teatro Olimpia, dell'intervento di Gabriele d'Annunzio. I soci, che furono ben presto 1500, pagavano 25 centesimi all'anno.


Dall’ultimo dopoguerra v’è stata una ulteriore evoluzione e moltiplicazione di questi Istituti di Cultura. . Durante la XVI Legislatura, il sottosegretario del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Senatore Guido Viceconte, ha decretato, con provvedimento di Presa d’Atto (Prot. n. 313 del 14 ottobre 2011), la “Concessione giuridica d’esercizio e la contestuale apertura di facoltà universitarie, all’Università Popolare degli Studi di Milano quale sede della UUPN”.

Università Popolare di Milano

Con tale provvedimento, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (Anno 152°, n. 146), l’Università Popolare degli Studi di Milano diviene dunque autorizzata ad emettere titoli aventi valore legale secondo le normative europee, ai sensi della “convenzione sul riconoscimento dei titoli di studio relativi all’insegnamento superiore nella Regione Europea” con conferma del Consiglio di Stato della persistente efficacia dell’atto MIUR.

Oggi l'Università Popolare di Milano mantiene gli stessi principi ottocenteschi con le quali è stata fondata,  ovvero avvicinare alla cultura tutti i ceti sociali, specialmente quelli più emarginati. Nelle Università Popolari si può apprendere di tutto, dalle aree scientifiche, a quelle letterarie a quelle psicologiche, filosofiche e artistiche. Oltre ai corsi si organizzano viaggi, gite d’istruzione, visite culturali, attività sportive e ricreative che promuovono socialità e formazione. La formazione delle persone è duplice: concerne la crescita della persona e la crescita professionale. Si vuole quindi offrire ai cittadini di tutte le età un servizio di crescita culturale svolgendo corsi relativi ai più diversi argomenti, curare l’aggiornamento di chi esercita un’attività, agevolare la formazione e la preparazione specialistica di chi intende inserirsi e qualificarsi nel mondo del lavoro.

In materia di Educazione Permanente del Cittadino e di Formazione Continua l’Italia sta rapidamente adeguando la sua legislazione al quadro europeo. Ciò apre nuove, importanti prospettive al lavoro delle Università Popolari. Il C.N.U.P.I è parte integrante dell’European Association of the Education of Adults la quale, a sua volta, agisce con l’Unesco ed il Parlamento Europeo per stimolare, orientare e concretizzare le politiche culturali. Una Università Popolare afferente alla C.N.U.P.I., pertanto, è facoltata a conferire immediatamente una proiezione internazionale ed europeistica alle proprie attività ed ai propri progetti.

L’inserimento della Confederazione Nazionale delle Università Popolari nello Schedario dell’Anagrafe Nazionale degli Istituti di Ricerca rende possibile ad una confederata istituire quel legame stretto tra la dimensione della didattica e quella della ricerca. Le opportunità legislative e le possibilità di contribuire al progresso della ricerca nei vari campi dello scibile sono numerose.  

Nonostante siano presenti in Italia da oltre 100 anni solo di recente le università popolari hanno ripreso a riscuotere il meritato successo. A Torino l'Università Popolare per esempio è diventata Fondazione. Lo dicono i numeri e, nello specifico, i tantissimi studenti italiani che hanno scelto di abbracciare questo sistema di didattica, insieme a coloro che hanno deciso di riprendere gli studi dopo avere abbandonato da anni l’università tradizionale per passare ad uno dei tanti corsi offerti dagli atenei popolari. Con una crescita annua che mantiene una media del 16%, dunque, appare davvero interessante studiare il fenomeno  e analizzarlo fino in fondo, per comprendere i vantaggi portati da questi atenei.

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