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IL METEORITE E IL VULCANO. COME SI ESTINSERO I DINOSAURI

Il libro recentemente pubblicato dal famoso geologo e blogger Aldo Piombino dal titolo Il meteorite e il vulcano. Come si estinsero i dinosauri edito da Edizioni Altravista, affronta un tema che per anni è stato dibattuto dalla comunità scientifica e che ancora riscuote molto successo nel cinema e nella produzione letteraria. 
Chiedendo anche ad un bambino di pochi anni o perfino ad un ricercatore non esperto in materia, come si sono estinti i dinosauri, la risposta sarà per entrambi la stessa: i dinosauri si sono estinti a causa dell’impatto di un meteorite sul nostro pianeta.

Ma ne siamo certi? E se questa ipotesi fosse ormai superata?

L’autore ripercorrendo la storia delle scoperte e degli studiosi che hanno portato alla teoria dell’impatto meteoritico porta il lettore ad ampliare il suo orizzonte mentale, limitato da questa convinzione che permea l’immaginario collettivo ormai da molti anni. Con lucide argomentazioni supportate da pubblicazioni scientifiche anche molto recenti aggiunge allo svolgersi di questa parte di Storia della Geologia dei tasselli mancanti, chiarificatori di una vicenda scientifica ben più complessa, omessa e taciuta finora.

Da sempre questi grandi rettili e la loro estinzione hanno impegnato le fervide immaginazioni di ricercatori delle più diverse discipline. Alcune ipotesi proposte sono state addirittura fantasiose, come quella di uno sterminio ad opera di extraterrestri o del suicidio collettivo o dell’epidemia generale, altre invece fragili e senza un supporto scientifico e prive di meccanismi biologici validi come quella della concorrenza con i mammiferi o delle senescenza dei vari gruppi di dinosauri. Le varie teorie hanno sempre lasciato posto ancora a più interrogativi che a certezze.

Il dibattito sulla loro morte si è protratto fino al 1980 quando per la prima volta un gruppo di scienziati tra cui il premio Nobel in fisica, Luis W. Alvarez, studiando la serie stratigrafica della Gola del Bottaccione a Gubbio, in Umbria ha fornito un’ipotesi avvalorata da prove scientifiche: gli strati esaminati possedevano una elevata concentrazione di iridio, che non è un componente essenziale della crosta terrestre e pertanto la sua origine non poteva che essere extraterrestre. Alla fine del Cretacico il nostro pianeta sarebbe stato colpito quindi da un meteorite. Da subito si aprì un acceso dibattito. Molti studiosi erano prudentemente scettici, poichè inizialmente non c’erano le prove del cratere di impatto, altri la contestavano fermamente, opponendosi proprio alla teoria della catastrofe extraterrestre. Si intensificarono gli studi che divennero pure interdisciplinari (anche la sottoscritta dopo la tesi di laurea studiò il passaggio Cretacico Terziario, detto K/T, nella serie stratigrafica di Padriciano a Trieste, vedi Geositi del Friuli Venezia Giulia). Vennero proposte varie ipotesi alternative, come quella del ritiro del livello del mare, perturbazioni del ciclo del carbonio e quella del cambiamento del clima. Purtroppo nessuna di queste ebbe sostegno dalla comunità scientifica, mentre la teoria dell’impatto al limite Cretacico-Terziario, divenne un caposaldo delle letteratura geologica ma soprattutto della causa dell’estinzione dei dinosauri.

Nel 1986 un gruppo di ricerca francese capitanato da V. Courtillot, incrociando i dati ottenuti da radiazioni radiometriche, analisi paleontologiche e stratigrafia magnetica suggerì invece che la messa in posto di imponenti coperture basaltiche, emesse in un lasso di tempo inferiore al milione di anni proprio nel periodo terminale del Cretacico in India, i cosidetti Trappi del Deccan, fossero la causa dell’anomalia dell’iridio. Queste eruzioni oltre ad emettere delle colate laviche per 3 milioni di chilometri cubi in un breve tempo, per uno spessore di 2000 metri, proiettarono nell’atmosfera ceneri, metalli pesanti e gas che avrebbero modificato il clima causando un periodo di riscaldamento globale e una conseguente crisi di vita in tutti gli ambienti terrestri. Infatti 65 milioni di anni fa non perirono soltanto i dinosauri ma pure i rettili volanti e dei gruppi di organismi marini quali le ammoniti, le rudiste (particolari bivalvi costruttori di scogliere) e quasi completamente i foraminiferi planctonici. Fu una estinzione di massa a livello planetario.

Si fece largo tra gli esperti l’idea che, forse, c’era un rapporto di causa ed effetto tra le eruzioni indiane e l’estinzione dei dinosauri e che, forse, l’estinzione dei dinosauri è stata causata da una concomitanza di eventi. Idea che non passò invece tra i media, film, documentari e stampa generalista
Il contributo di questo spaccato della Storia della Geologia di Aldo Piombino entra a far parte di quella schiera di libri di divulgazione scientifica adatti alla lettura di appassionati e studenti universitari che vogliono riflettere sul legame tra estinzioni di massa, eventi astronomici e fenomeni vulcanici. Inoltre, fa pensare agli eventi che conducono ad un’improvvisa scomparsa degli esseri viventi anche in un’ottica sistemica, rimarcando “lo stretto vincolo fra episodi di riscaldamento globale, principali crisi della vita sulla Terra e messa in posto in poche migliaia di anni di quantitativi per noi impensabili di magmi”. Un concatenamento di fenomeni naturali che causando un forte effetto serra, già nel Cretacico ha sterminato la vita dei dinosauri, ma che deve essere di avvertimento per un lungo futuro della specie Homo sapiens.

Tiziana Brazzatti

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