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ESPERIMENTI SCIENTIFICI CON ZOMBI, VAMPIRI E ALTRI MOSTRI

Il fantasma con gli occhiali
I mostri in generale sono un argomento interessante per molti bambini e ragazzi. È infatti difficile resistere alla tentazione di leggere le avventure di vampiri, zombi e spettri. Tanto più se si dispone di un mostro per ciascuna lettera dell'alfabeto, dalla "A" di Arpia alla "Z" di Zombi (appunto).

Tuttavia il libro "Esperimenti con zombi, vampiri e altri mostri", scritto da una collaudata squadra di autori, provenienti dall'Associazione Tecnoscienza.it e pubblicato da Editoriale Scienza, contiene molto di più di quanto si potrebbe supporre.

Infatti la lettera dell'alfabeto, e il corrispondente mostro di turno rappresenta soltanto un pretesto ed anche un filo conduttore per parlare di scienza ai più giovani, utilizzando proprio il loro linguaggio, i loro colori e le loro immagini.

Dietro il mostro verde sbuca un microscopio
Prendiamo ad esempio il Ciclope, mostro super forte, vestito solo di lana di pecora. Il suo problema è che se chiude un occhio non ci vede più (d'altronde è noto che il Ciclope possiede solo un occhio in mezzo alla fronte...). E cosa dice la scienza a tal proposito? Innanzitutto pone quesiti estremamente interessanti: a cosa servono due occhi? Non ne basta uno solo? No, perché due occhi servono al cervello per percepire la profondità, lo spessore e la distanza di un determinato oggetto.

Per ogni mostro e per ogni quesito scientifico viene proposto un semplice esperimento, per toccare con mano il fenomeno di cui si sta parlando. La sezione termina con delle curiosità sul tema e talvolta con qualche piccolo quiz.

Occorre fare i complimenti ai quattro autori del libro: Claudia Bianchi, Annalisa Bugini, Lorenzo Monaco e Matteo Pompili, perché hanno saputo costruire una struttura molto robusta e ci hanno messo dentro tanta creatività: il risultato - grazie ad Editoriale Scienza - è un percorso "mostruoso" verso la scoperta della scienza.


N.B.: tutte le foto pubblicate in questo articolo sono state scattate da Walter Caputo.

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