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È MORTO TULLIO REGGE, FISICO E DIVULGATORE SCIENTIFICO

Aggiornato alle 12:27

Tullio Regge
Tullio Regge
È stato uno dei più importanti fisici italiani del XX secolo.

Aveva 83 anni il fisico e matematico torinese Tullio Regge. Era nato  a Borgo d’Ale, un piccolo paese tra Torino e Vercelli.
Negli ultimi tempi aveva avuto un peggioramento ed era stato ricoverato per una polmonite nell’ospedale San Luigi di Orbassano, dove è morto nella sera di giovedì 23 ottobre.

Dal 1990 il professore era su una sedia a rotelle per una distrofia facioscapolomerale.
«Al liceo i compagni mi prendevano in giro per l'andatura oscillante. - dichiarò in una intervista - Erano i primi sintomi, ma io non lo sapevo. Lo scoprii a 27 anni, dopo una rovinosa caduta. La diagnosi di distrofia mi fu confermata a Filadelfia. Ma neppure negli Stati Uniti seppero dirmi di che tipo era» 
E sul suo interesse per la scienza affermò: «Lavorare per la scienza è una sfida continua. Tutti dobbiamo partecipare. Senza applausi facili e senza preconcetti». Anna Masucci
Tullio Regge si laureò in fisica a Torino nel 1952. Successivamente frequentò  la Rochester University, dove conseguì il dottorato in fisica nel 1956. Dal 1958 al 1959 collaborò con Heisenberg al Max Planck Institut di Monaco di Baviera.

Nel settore della fisica è nota la sua formalizzazione dei processi di urto di particelle ad alte energie, che lo portò a sviluppare il concetto di momento angolare complesso e di poli (poli di Regge) della matrice d'urto, utilizzati nella fisica delle alte energie.
Noto anche per il calcolo di Regge, una formulazione da lui ideata negli anni '60 del secolo scorso relativa alla relatività generale basata sui simplessi.

Dal 1961 iniziò a insegnare fisica teorica all'Università di Torino.

Collaborò poi con la Princeton University e con l'Institute for Advanced Study, per ritornare definitivamente in Italia nel 1979. Negli anni sessanta, in collaborazione con Wheeler fornì importanti contributi allo studio della metrica di Schwarzschild che caratterizza il buco nero, e successivamente introdusse il concetto di gravità discreta.
Al suo nome è associata anche la teoria di Regge, una teoria delle interazioni forti alle alte energie.

Insegnò teorie quantistiche della materia presso il Politecnico di Torino dove ricoprì il ruolo di professore emerito della I Facoltà di Ingegneria di Torino e Presidente onorario della SIGRAV.

Membro dell'Accademia dei XL e dell'Accademia Nazionale dei Lincei, venne insignito di numerose onorificenze tra cui ricordiamo la Medaglia Einstein nel 1979, la Medaglia Cecil Powell della Società Europea di Fisica, la Medaglia Dirac.


Di lui ricordiamo anche un eccellente libretto nato come dialogo con lo scrittore Primo Levi, Dialogo, edito da Einaudi.
Nel giugno 1984, davanti a un piccolo registratore, i due si ritrovano a parlare delle loro esperienze e passioni intellettuali. Ne scaturisce un dialogo pieno di sorprese, curiosità, confessioni autobiografiche, proiezioni mirabolanti, humour. Uno dei rari momenti in cui la cultura scientifica e quella umanistica si ritrovano per dare vita a uno straordinario percorso di conoscenza: gli anni della formazione, i rapporti con la scuola, le letture, gli incontri, le responsabilità della scienza, il futuro dell'uomo, la nascita dell'universo, la teoria della relatività e le ipotesi piú recenti della fisica contemporanea fino ad arrivare alle ipotesi della fantascienza.

Ma noi lo ricordiamo per il suo grande contributo dato alla divulgazione scientifica italiana: è stato uno dei pionieri, e molti di noi, da ragazzi, se lo ricorderà ancora quando nel palazzetto dello sport di Torino o nelle sale aperte al pubblico raccontava la scienza in modo semplice ma eccitante, mescolando sogni, fantasia e curiosità.


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