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LA MISSIONE DEL MUSEO DEL RISPARMIO


Siete bravi a gestire i vostri risparmi? Conoscete le regole del mercato finanziario? Come dite?Risparmi non ne avete? Bè, certo, in questo periodo le imposte aumentano e la crescita economica non si vede (e di questo non ci si può stupire, visto che in periodi di crisi le imposte andrebbero ridotte, o per lo meno così dicono i libri di economia). 

Tuttavia, se non oggi, forse domani avrete qualche soldino e magari vi state già chiedendo oggi come far fruttare i vostri quattrini faticosamente guadagnati. Ecco, per voi c'è una bella notizia: a Torino, dal 25 maggio 2012, apre il Museo del Risparmio. Ah, scusate, ce n'è un'altra: oggi 24/5, come redattore di Gravità Zero, ho potuto partecipare all'inaugurazione, che significa conferenza stampa, visita del museo e.... cocktail finale! Cosa c'entra Gravità Zero con il Museo del Risparmio? 

Come sapete Gravità Zero è un'iniziativa nata per divulgare e diffondere la conoscenza scientifica. Il Museo del Risparmio è qualcosa di simile per la conoscenza finanziaria. Infatti la sua missione "è quella di aiutare le persone ad usare in modo consapevole le proprie risorse finanziarie". Si tratta di "un luogo unico che avvicina il pubblico ad un argomento complesso in modo innovativo, divertente, interattivo e talvolta spettacolare" (ho citato le testuali parole riportate nel depliant informativo). D'altronde l'economia, in crisi come disciplina, si avvale sempre più spesso di modelli mutuati dalla fisica, dalla biologia e da altre scienze. Per indicare ciò è stato coniato un termine ad hoc: scienceconomy. E c'è anche un'apposita rubrica.

Elsa Fornero, ministro del lavoro e delle politiche sociali, apre la conferenza stampa, dopo una brevissima introduzione di Gianluca Paolucci, giornalista finanziario de La Stampa. "Che senso ha inaugurare un museo del risparmio quando il risparmio non c'è, e le famiglie sono in difficoltà anche per le severe misure varate dal Governo?" si chiede la Fornero. Il senso c'è, infatti il risparmio è futuro, è pazienza, è sacrificio. E le banche devono essere solide istituzioni finanziarie, in grado di conservare il risparmio. Si fa quindi un museo del risparmio (promosso da Intesa San Paolo) anche per riconquistare quella fiducia negli intermediari finanziari che i cittadini hanno perso a causa di troppe crisi.

Poi è il turno di Anna Maria Lusardi, professoressa di economia presso la George Washington University (nonché membro del comitato scientifico del museo, insieme ad Andrea Beltratti e Paolo Sodini). Nel suo breve intervento pone soprattutto in evidenza la necessità di un'educazione finanziaria per i giovani.


Più tecnico e più interessante risulta ciò che ha detto     Paolo Sodini (nella foto), professore di finanza presso l'Università di Stoccolma. Gli strumenti finanziari hanno conseguenze soprattutto nel medio e  lungo termine (10-30 anni): ciò rende difficile la loro comprensione. C'è quindi il problema della regolamentazione. Ci troviamo in pratica come se fossimo negli anni '40 quando circolavano le prime automobili e non si conoscevano i rischi. Per fare una corretta scelta di portafoglio occorre prima di tutto capire quanto rischio ci si accolla

E già questo non è facile. Poi bisogna scegliere il tipo di prodotto e, in questo caso, una regola fondamentale è: se il rendimento è alto, lo è anche il rischio. Allora, per ridurre il rischio, è opportuno diversificare, in quanto, a parità di rendimento si rischia meno. Infine, non è da sottovalutare il costo del prodotto finanziario, vale a dire le commissioni che vengono trattenute dagli intermediari finanziari. Paradossalmente, al contrario di ciò che si potrebbe pensare, tendenzialmente se il costo è basso, il prodotto è migliore.


L'ultimo ad intervenire è Andrea Beltratti (nella foto), presidente del Consiglio di Gestione di Intesa San Paolo. Il progetto del Museo è nato, proprio su iniziativa di Beltratti, circa un anno fa, quando esistevano solo due inziative di alfabetizzazione finanziaria: internet e le conferenze nelle scuole. Purtroppo non tutti sono in grado di capire semplicemente leggendo informazioni tratte dalla rete, in quanto spesso servono conoscenze di base che sono possedute solo da alcuni. 

E' qui che si inserisce l'idea del Museo del Risparmio: si tratta di una via di mezzo fra le alternative preesistenti. Il Museo, come ho potuto constatare appena terminata la conferenza stampa, è effettivamente molto interattivo e poco nozionistico. E' caratterizzato da percorsi differenziati per bambini, teenagers e adulti e consente di sperimentare il mercato finanziario tramite interessanti videogame educativi (nella foto: Risky City). 

Mi ha particolarmente colpito Risky City: si gioca seduti con un pannello di controllo sottomano e si segue l'evoluzione su un grande schermo. Ci si può sfidare oppure si può cercare di vincere contro il computer; in ogni caso si procede lanciando dei dadi, ci si sposta quindi in determinate caselle dove può capitare di acquistare, vendere o speculare. Si verificano eventi politico-economici che hanno come effetto la variazione (in aumento o in diminuzione) del valore delle attività (reali e finanziarie) possedute dai giocatori.

Per visitare il Museo occorre qualche piccolo risparmio (per acquistare il biglietto). Se non ne disponete, affrettatevi: fino al 3/6/2012 si entra gratis! Se non potete visitarlo nell'immediato, non disperate! E' previsto l'ingresso gratuito ogni primo sabato del mese.


Web:  www.museodelrisparmio.it

N.B.: tutte le foto sono state scattate dall'autore di questo articolo

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