Header Ads

MORIRE DI MENINGITE NEL 2010




Laconico e struggente il messaggio di Niccolò su Facebook: comunicando la scomparsa della figlia Olivia, di solo 2 anni, uccisa dalla meningite:

"Amici... Vi sto per scrivere quello che non avrei mai voluto scrivere. Questa notte una sepsi meningococcica fulminante ha portato via nostra figlia Olivia, Lulùbella per chi l'ha conosciuta e amata, il dolore devastante che mi attanaglia la gola è la conseguenza dell'esperienza più inaccettabile orrida ingiusta e innaturale che un essere umano può vivere".


Chi scrive questa frase è Niccolò Fabi, cantautore italiano [*].


Come è possibile che ancora oggi si possa morire di meningite? E cosa è questa patologia?

La meningite è una malattia infiammatoria delle meningi, le membrane che avvolgono il cervello (encefalo) e il midollo spinale: rispettivamente la pia madre ed aracnoide e il liquido cerebro-spinale (liquor).

Il fatto di non poter salvare la vita colpita da questa forma di patologia è legato in parte alla velocità di propagazione: dall’insorgenza dei sintomi allo shock e alla morte possono passare poche ore. Tuttavia più precocemente viene identificata e curata, più alta è la possibilità di una remis
sione pronta e senza conseguenze permanenti.

Generalmente l’organismo si difende piuttosto bene dagli agenti infettivi; se questi però riescono a superare le difese e a penetrare in profondità, proliferano nel liquido cerebrospinale dando il via a un processo infiammatorio. In questo caso, l'individuo che è stato esposto al contagio può sviluppare la malattia nell’arco di due-dieci giorni.


La causa della patologia deriva da un azione infettiva (batteri, virus, miceti, parassiti) oppure un agente chimico o fisico, anche se esistono cause più complesse, come la conseguenza di malattie autoimmuni.

Purtroppo sono i bambini sotto i 5 anni ad essere maggiormente colpiti da meningiti batteriche. Tuttavia possono venire colpite anche altre fasce di età che variano a seconda dell'agente infettivo.
Le forme da meningococco interessano, per esempio, oltre i bambini, anche gli adolescenti e i giovani adulti, mentre le meningiti da pneumococco colpiscono soprattutto gli anziani

La malattia è contagiosa solo durante la fase acuta dei sintomi e nei giorni immediatamente precedenti l’esordio: ecco perché è importante isolare il paziente mentre si somministra la cura.

La cosa che può destare curiosità è che uno dei bacilli che causano la malattia, il Neisseria meningitidis (meningococco), è un nostro ospite frequente delle prime vie respiratorie. Dunque normalmente non causa alcun danno,.
E' noto che infatti fino al 30% della popolazione sana alberga meningococchi nel naso e nella gola senza presentare alcun sintomo, e questa presenza non è correlata a un aumento del rischio di meningite o di altre malattie gravi.

Gli altri agenti infettivi sono lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco), che dopo il meningococco, uno degli agenti più comuni della meningite e lo Haemophilus influenzae tipo b (emofilo o Hib) che fino alla fine degli anni Novanta la causa più comune di meningite nei bambini fino a 5 anni.

Con l’introduzione della vaccinazione i casi di meningite causati da questo batterio si sono ridotti moltissimo, mentre per quanto riguarda la meningite batterica, la terapia più adeguata risulta essere quella antibiotica.

Infine è molto importante anche sottoporre a profilassi le persone che sono state a stretto contatto col malato di meningite pneumococcica (e da Haemophilus nei bambini) mentre tutte le altre forme non sono contagiose.

- - -

[*] Niccolò Fabi, cantautore, è laureato in filologia romanza, la scienza che studia i testi in lingue neolatine.


PER APPROFONDIRE



Primario Emerito di Pediatria e Neonatologia,
specialista in Pediatria, Neuropsichiatria Infantile e Malattie Infettive

2 commenti

François Bois ha detto...

Mi preme ricordare a tutti i lettori di Gravità Zero, che il nuovo piano nazionale vaccini raccomanda FORTEMENTE tale vaccinazione a TUTTI i bambini e non, salvo casi di pazienti con sindromi e/o patologie del sistema immunitario,come pazienti in trattamento chemioterapico, colpiti da AIDS, soggetti in cura con terapie ove sono presenti alti dosaggi cortisonici,etc (tralascio il caso della malattia in atto data l'ovvietà).

PS:
Come tutti mi auguro, mi astengo da esplicitare qualsivoglia parere sul presunto messaggio di dolore del cantante N. Fabi, in quanto non di mia competenza, ne morale, quantomeno professionale, dato che fino a controesempio, siamo su un blog di divulgazione scientifica e non di pubblica compassione.

F. Bois

Giuseppe Caramia ha detto...

Ringrazio il lettore François Bois per la sua oculata osservazione.

Si consiglia, come spiegato nell'articolo
MENINGITE MENINGOCOCCICA: COS'È E COME DIFENDERSI
di procedere per precauzione alla vaccinazione dei neonati a partire dal 3° mese di vita e degli adolescenti.

Tale vaccinazione non scongiura completamente la possibilità di contrarre l'infezione.
Questo perché il vaccino è efficace contro il meningococco C ma non contro altri agenti infettivi.
Tuttavia con il vaccino si riduce del 50% l'insorgenza della patologia.

Oltre ai neonati si consiglia il vaccino anche agli adolescenti che si recano all'estero, in quanto il grado di esposizione è più elevato.