giovedì 2 agosto 2018

BRUNO, IL SESTO DINOSAURO ITALIANO

  • E’ il sesto dinosauro italiano dopo Ciro, Antonio, il Saltriosauro, il carnivoro siciliano e Tito.
  • E’ il secondo dinosauro del Friuli Venezia Giulia, rinvenuto a Villaggio del Pescatore in provincia di Trieste.
  • E’ il più grande dinosauro scoperto su suolo italiano.
  • E’ completo al 70% e probabilmente appartiene come il dinosauro Antonio alla specie Tethyshadros insularis.
  • E’ lungo 5 metri, un metro in più rispetto al dinosauro Antonio.
  • E’ dislocato su una piega degli strati che ruota il corpo di 180 gradi.
A gennaio 2018 la Soprintendenza Archeologica, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia ha riaperto gli scavi paleontologici al Villaggio del Pescatore in provincia di Trieste, dando l’opportunità a tutti di ammirare la sesta meraviglia paleontologica italiana: il dinosauro Bruno. Il mandato a preparare e scavare a titolo gratuito questo eccezionale fossile è stato dato all’impresa Zoic che vent’anni fa estrasse dalle rocce del Carso triestino il dinosauro Antonio. 

LA STORIA
La storia del rinvenimento di questo fossile iniziò nel 1998, durante la campagna di scavo del dinosauro Antonio. Per arrivare ad estrarre lo scheletro del primo Tethyshadros, si tagliò la superficie topografica con il filo diamantato e tutti i blocchi di roccia residui vennero posti a lato della zona. Inizialmente questo pavimento, sul quale noi oggi camminiamo, non presentò alcun altro resto fossilifero. Ma dopo due mesi, questa superficie esposta agli agenti atmosferici cambiò colore come succede di solito a tutte le rocce calcaree a causa di un processo naturale di ossidazione. Ciò rese evidente la presenza di altri fossili che si presentavano di colore più scuro. Proprio su un grande blocco roccioso alla sinistra dell’ingresso del sito paleontologico, un tecnico della ditta Stoneage (ora Zoic), Bruno Zoppolato, notò una lunga struttura nera e curva. Si ipotizzò quindi che quella forma fosse di un carapace di tartaruga. All’epoca infatti i primi diorami realizzati sul paleoambiente del Villaggio del Pescatore furono rappresentati con delle testuggini, che sicuramente erano presenti in loco 70 milioni di anni fa, ma non erano mai state rinvenute concretamente. Soltanto qualche tempo dopo, quando il blocco venne spostato, si comprese che non si trattò di una tartaruga ma di un secondo dinosauro. A questo punto ricercando l’esatta posizione del blocco contenente il dinosauro Bruno, si ritrovarono sul pavimento due sezioni ossee che fecero supporre la presenza ulteriore di altri due dinosauri. Capita l’importanza del reperto si intraprese anche una minuziosa ricerca dei frammenti di roccia di varie dimensioni che contenevano parti del fossile, individuandone addirittura 818. Tutto questo materiale venne trasportato nella vecchia sede del Museo civico di Storia Naturale di Trieste in Piazza Hortis e accatastato nei sotterranei. Solo a febbraio 2018, la Sovrintendenza ha dato l’incarico alla ditta Zoic di assemblarlo e prepararlo.

LA PREPARAZIONE

La preparazione del fossile non è stata semplice. La prima fase piuttosto impegnativa ha rivolto gli sforzi dei tecnici alla ricerca delle connessioni tra il blocco e i numerosi frammenti. Sparsi in decine di cassette, ci sono volute quattro settimane per definirne la loro corretta collocazione sullo scheletro e di questi, soltanto poco più di un terzo sono risultati utili alla composizione del dinosauro. Una volta ricomposti tutti i frammenti sul blocco di Bruno, come per la preparazione del dinosauro Antonio, in una prima fase, si sono eliminate le parti di roccia in eccesso con un minuzioso lavoro meccanico e poi è iniziata la procedura più delicata per via chimica, l’acidatura del reperto. Quest’ultima eseguita sotto costante controllo visivo ha utilizzato la differente composizione chimica tra la roccia calcarea ed il fossile. Sostanzialmente il blocco roccioso è stato sottoposto a successivi sciacqui di una soluzione di acqua e acido formico che ha disciolto la roccia e non l’osso fossile e poi a risciacqui ad acqua, per infine asciugare e consolidare le ossa emerse, in un ciclo ripetuto. Questa preparazione molto complessa è avvenuta a partire dalla zona caudale più compatta. Tale intuizione ha rivelato la posizione curiosa dello scheletro che è stato dislocato su una piega degli strati che curvano il fossile su sé stesso in una rotazione di 180°. Infatti da un lato si trovano collo, dorso e cranio mentre dalla parte opposta coda e zampe. Il cranio che come si vede dalla foto è in un altro blocco, faceva parte delle due sezioni ossee rinvenute già nel 1998. Per completare il fossile, la Sovrintendenza del Friuli Venezia Giulia, qualche mese, fa ha incaricato la ditta Zoic di prelevarlo con le stesse tecniche di scavo utilizzate per il dinosauro Antonio. L’altra sezione ossea ovvero la coda è ancora intrappolata nella roccia. 

CARATTERISTICHE DEL DINOSAURO BRUNO
Questo secondo Tethyshadros insularis è stato rinvenuto a Villaggio del Pescatore, nel comune di Duino Aurisina in provincia di Trieste, nello stesso giacimento paleontologico del precedente rinvenimento del primo completo dinosauro italiano. Aveva un peso di quasi 600 kg e per ora sembra un adrosauro simile ad Antonio, quindi un dinosauro dal becco ad anatra, vissuto 70 milioni di anni fa, però più grande e massiccio. Questa differenza di dimensioni tra i due individui di Tethyshadros potrebbe rientrare in una normale variabilità tra individui della stessa specie, oppure essere dovuta alla differenza di età o ancora alla differenza di sesso (soltanto ulteriori studi paleontologici lo confermeranno). Era come Antonio, un dinosauro vegetariano, mangiava vegetali che strappava con il suo robusto becco triturandoli con le sue batterie di denti. L’intero scheletro è completo al 70% poichè le parti mancanti sono state erose superficialmente dagli agenti atmosferici mentre il cranio è incredibilmente completo al 100%. Le ossa del dinosauro Bruno sono state ritrovate parzialmente disarticolate ma sempre in posizione anatomica, caratteristica che accomuna i due dinosauri del sito paleontologico triestino.

DOVE SI TROVA E DOVE VERRA’ COLLOCATO IL DINOSAURO BRUNO
Nella Palazzina Info-point di Sistiana, nel Comune di Duino Aurisina in provincia di Trieste, da mercoledì 1 agosto a domenica 19 agosto 2018, negli orari dalle 15.00 alle 18.00 da lunedì a venerdì, mentre dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 al sabato e domenica. La Cooperativa Gemina che si occupa della gestione del sito paleontologico mette a disposizione del pubblico anche un servizio di visite guidate abbinato tra l’Infopoint di Sistiana ed il sito paleontologico di Villaggio del Pescatore.

 A settembre 2018 il reperto sarà spostato al Museo di Storia Naturale di Trieste.



Tiziana Brazzatti

Documentario sulla preparazione del dinosauro Bruno, dal sito del quotidiano triestino "Il Piccolo".

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