8 MARZO: PERCHÈ SI CELEBRA LA "GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA"?
Più che "Festa", sarebbe meglio chiamarla "Giornata" della Donna perché nata per ricordare i diritti e le conquiste sociali ottenuti nell’ultimo secolo dalle donne.
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| Sciopero delle camiciaie a New York |
La Giornata Internazionale della Donna, celebrata l’8 marzo, non nasce da un solo evento preciso, ma da una lunga serie di lotte, proteste e cambiamenti sociali che hanno attraversato l’inizio del Novecento. È una storia fatta di fabbriche rumorose, di piazze piene di persone e di donne che iniziano a chiedere con forza diritti che fino a quel momento erano stati negati.
All’inizio del secolo molte donne lavoravano nelle fabbriche, soprattutto nel settore tessile. Le condizioni erano spesso molto dure: turni lunghissimi, salari molto più bassi rispetto a quelli degli uomini e quasi nessuna tutela. In città come New York, migliaia di operaie cominciarono a organizzarsi. Scioperavano, manifestavano per le strade e chiedevano condizioni di lavoro più umane, ma anche qualcosa di ancora più grande: il diritto di voto e un riconoscimento reale del loro ruolo nella società.
Le proteste delle lavoratrici non rimasero isolate. Nel 1910, durante una grande conferenza delle donne socialiste che si svolse a Copenaghen, l’attivista tedesca Clara Zetkin fece una proposta importante: istituire una giornata internazionale dedicata alla lotta per i diritti delle donne. L’idea fu accolta con entusiasmo. L’anno successivo diversi paesi europei iniziarono a celebrare una giornata dedicata alle donne, anche se la data non era ancora quella dell’8 marzo.
La data definitiva arrivò qualche anno dopo, nel pieno della Prima guerra mondiale. Nel 1917, a San Pietroburgo, migliaia di donne scesero in piazza chiedendo “pane e pace”. La guerra aveva portato fame, povertà e disperazione, e furono proprio le donne a dare inizio a una grande protesta popolare. Quella manifestazione fu uno degli eventi che portarono alla Rivoluzione russa. Dopo quei fatti, il movimento socialista internazionale decise di fissare la giornata dedicata alle donne proprio l’8 marzo, in ricordo di quella mobilitazione.
Molti anni più tardi, nel 1975, anche l’Organizzazione delle Nazioni Unite iniziò a celebrare ufficialmente questa giornata, riconoscendola come un momento dedicato ai diritti delle donne, all’uguaglianza e alla riflessione sul loro ruolo nella società.
Accanto alla storia reale dell’8 marzo esiste anche un racconto molto diffuso, spesso ripetuto nei libri e nelle scuole. È la storia di un terribile incendio in una fabbrica dove sarebbero morte molte operaie proprio l’8 marzo, mentre protestavano per i loro diritti. Questa storia è diventata quasi una leggenda legata alla festa della donna. In realtà gli storici hanno scoperto che non è del tutto corretta.
L’incendio a cui si fa riferimento avvenne davvero, ma in una data diversa. Il 25 marzo 1911 scoppiò un devastante incendio nella fabbrica Triangle Shirtwaist a New York. L’edificio prese fuoco rapidamente e molte porte erano chiuse per impedire alle operaie di uscire durante il lavoro. In pochi minuti morirono 146 lavoratori, in gran parte giovani donne immigrate. La tragedia sconvolse l’opinione pubblica e portò a importanti riforme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Col tempo questo evento è stato spesso collegato all’8 marzo, ma in realtà non è l’origine diretta della giornata internazionale.
In Italia, la festa della donna ha anche un simbolo molto riconoscibile: la mimosa. Questa tradizione nacque nel 1946, quando alcune attiviste dell’Unione Donne Italiane, tra cui Teresa Mattei, cercarono un fiore che potesse rappresentare la giornata. Scelsero la mimosa perché fiorisce proprio nei primi giorni di marzo ed era facile da trovare e poco costosa, quindi accessibile a tutti.
Così, tra proteste operaie, movimenti politici, rivoluzioni e simboli nati nel tempo, l’8 marzo è diventato una giornata che ricorda non solo il passato, ma anche il lungo cammino verso la parità e i diritti delle donne.
PERCHÉ LA MIMOSA?
È una tradizione prettamente italiana quella di eleggere la mimosa a fiore a simbolo della ricorrenza: pare che l'idea sia stata delle femministe Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei nel 1946.
Venute a sapere che il vicesegretario del Pci Luigi Longo intendeva regalare nel giorno della ricorrenza femminile delle violette, suggerirono di cercare un fiore più povero e più diffuso. Scelta probabilmente dettata dalla stagione, da un fattore di gusto e di colore.

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