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BBC SCIENCE: IL NUMERO 1 E' OGGI IN EDICOLA



E' uscito oggi in edicola, al prezzo speciale di 1,90€, il numero 1 – Ottobre 2011 del nuovo mensile “BBC Science”, versione italiana della rivista inglese “BBC Focus” (nulla a che vedere con il mensile italiano Focus).

Sfoglio proprio in questo momento, mentre scrivo, la rivista e quindi descrivo un po' a pelle la sensazione di quello che ho di fronte, un prodotto nato dalla collaborazione tra Sprea International e l’inglese BBC.

L'editoriale di Giuseppe Brillante ci comunica che molti articoli saranno tradotti integralmente dall'edizione anglosassone, mentre una parte sarà realizzata da giornalisti italiani. "La parola d'ordine è andare oltre la solita scienza, raccontando in modo comprensibile e attraente anche questioni complesse".


La tecnica più utilizzata, perlomeno in questo primo numero, e quella della domanda / risposta.
A pagina 46 le "50 più grandi domande sul cosmo"  di Stuart Clark, che di sicuro non è un novellino!

Quanti saprebbero rispondere in maniera chiara e in non più di 20 righe a domande come queste?

Che cos'è l'antimateria? Che cos'è l'energia oscura? E la materia oscura? Cosa succedeva prima del Big Bang? Potremo mai scoprire cosa si trova nel centro di un buco nero? Potrebbero esistere forme di vita composta di materia oscura? La Terra è mai stata in questo preciso punto dello spazio? In che modo le scoperte di altri pianeti cambiano le nostre conoscenze? Di cosa è fatta la gravità? ecc.

Non ci sono domande semplici: ci sono invece risposte complesse! E ancora più difficile rispondere in maniera chiara e rigorosa, come invece riescono a fare gli autori di questo numero.

L'articolo su Ciro, il dinosauro italiano più famoso e meglio conservato al mondo è firmato Cristiano Dal Sasso, paleontologo del Museo di Storia Naturale di Milano e autore dei principali studi su Scipionix (qui un suo video).

La rivista copre "quella terra di mezzo" che esiste tra chi si interessa quotidianamente di scienza e il semplice curioso: il livello divulgativo della testata consente infatti a chiunque, anche senza una preparazione scientifica, di comprendere fenomeni complessi, come ad esempio le tecniche contro l'infertilità (pag. 71, a cura di Dania Rahwan, giornalista e biologa), o i nanoalimenti (pag. 62, spiegate da Mark Morrison, amministratore delegato di Institute of Nanotechnology).

Insomma, prima impressione molto positiva. Un unico suggerimento, per migliorare la testata, è cercare aumentare la presenza di link in fondo agli articoli, per chi desidera approfondire. Evitando se possibile di segnalare solo link in lingua inglese.

Concludendo, la rivista è una vera e propria palestra per chi si occupa di giornalismo scientifico o divulgazione (gli anglosassoni sono sicuramente dei maestri in questo), e un punto di riferimento in edicola per chi, non esperto, voglia semplicemente leggere, informarsi e divertirsi con la scienza.


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