mercoledì 13 febbraio 2019

GLI EFFETTI DEL DECRETO DIGNITÀ SUL GIOCO ONLINE



Il Libro Blu dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli può essere considerato una summa delle statistiche relative al gambling nel nostro Paese. Si tratta, infatti, di un documento che illustra in modo estremamente fedele come hanno giocato d'azzardo gli italiani, dove lo hanno fatto e in quali quantità. I dati più recenti parlano di un volume di affari che ha oltrepassato i cento miliardi di euro. Il problema è che il decreto dignità che è stato varato lo scorso anno rischia di cambiare le carte in tavola, con il blocco delle pubblicità che potrebbe determinare un'inversione di tendenza. Gli effetti della manovra non saranno visibili subito, ma si paleseranno sul medio e sul lungo termine: ecco perché sarà molto importante prestare attenzione ai suoi sviluppi.

I flussi di gioco sono destinati a calare?

Il governo guidato dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle ha dichiarato senza mezzi termini guerra al gioco d'azzardo. Per trovare una conferma si può fare riferimento all'articolo 9 del decreto dignità menzionato in precedenza, in base al quale alle aziende del settore non sarà più consentito stringere accordi di sponsorizzazione né farsi pubblicità: una novità che - come si può facilmente intuire - non è stata accolta con molto entusiasmo dal mondo dello sport, dove i ricavi dipendono anche dalle promozioni delle agenzie di betting. I numeri più recenti a disposizione riguardano il 2017 e mettono in evidenza che quell'anno le giocate complessive hanno sfiorato i 102 miliardi di euro: 101 miliardi e 800 milioni, per essere precisi, con un trend in aumento del 6% rispetto al 2016 e addirittura di oltre il 15% rispetto al 2015. Per lo Stato, la raccolta è stata pari a 10 miliardi e 300 milioni di euro. In base alle previsioni fornite dall'esecutivo in carico, i valori nel corso dei prossimi anni non dovrebbero cambiare di molto, in corrispondenza con un aumento progressivo del prelievo erariale unico.

Il calo delle slot

Il governo pentastellato ha intenzione di ridurre il numero di nuovi giocatori, con riferimento in particolare a quelli più giovani: nelle intenzioni dell'esecutivo, in assenza di pubblicità i ragazzi non dovrebbero essere incentivati a giocare d'azzardo. In più, è prevista una riduzione del numero di slot presenti sul territorio. Entrando nel dettaglio dei numeri visti in precedenza, infatti, si scopre che quasi la metà dei 100 miliardi a cui si è fatto cenno derivano dalle apparecchiature slot e dalle vlt. Estendendo il dato all'intera rete fisica, invece, si passa a 75 miliardi: in altre parole, i tre quarti del gioco totale sono rappresentati da quello analogico. Il trend, in ogni caso, sta cambiando: solo nel 2015, per esempio, l'offline toccava l'80%.

Il rapporto tra slot e vlt

Le slot machine del passato raccolgono un valore superiore rispetto alle vlt di recente introduzione: per le prime si parla di una quota di 25 miliardi e 500 milioni, mentre per le seconde non si superano i 23 miliardi e 500 milioni. Le slot, tuttavia, stanno conoscendo un calo evidente. Il processo di verifiche incrociate e di accertamenti portato avanti dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in tutto il territorio nazionale ha favorito la scomparsa di più di 140mila apparecchi, secondo le prescrizioni contenute nel decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze. All'inizio del 2017 in Italia c'erano più o meno 407mila awp, mentre oggi si superano di poco le 259mila unità. Ciò si traduce in un calo che supera il 34%. Vi sono, poi, oltre 7mila apparecchi in magazzino, per esempio perché devono essere riparati o sostituiti, ma in ogni caso non si va oltre i 267mila dispositivi.

Differenze tra Nord e Sud

La consistente riduzione del numero di slot machine ha avuto conseguenze differenti nelle varie zone del nostro Paese. Le regioni del Sud, in particolare, hanno conosciuto un incremento della quantità di denaro che i cittadini hanno investito nel gioco, con la sola eccezione della Sardegna, mentre tutte le regioni del Centro e del Nord, con riferimento unicamente alla rete fisica di gioco, hanno visto un calo dell'indotto, a parte la Toscana e il Veneto.

L'evoluzione del gioco digitale

Il gioco digitale per il momento rappresenta una porzione ridotta del mercato complessivo, ma il gambling online, come si può notare visitando questo sito, non prevede soste e, anzi, si caratterizza per una crescita esponenziale. Tra il 2016 e il 2017, per esempio, c'è stato un aumento di circa 6 miliardi di euro in termini di raccolta, mentre nel confronto tra il 2015 e il 2017 si nota un incremento che sfiora addirittura il 60%.

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