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martedì 8 dicembre 2009

ARTE E SALUTE AL CARNEVALE DELLA FISICA


Arte e salute, il blog del circuito BlogSfere, diretto da Emanuela Zerbinatti è la new entry di oggi al Carnevale della Fisica.

Arte e salute parteciperà a fine mese con un post sull'argomento e ospiterà il Carnevale della fisica nel prossimo mese di giugno. Il tema, neanche a dirlo, sarà il rapporto tra la fisica e l'arte intesa come letteratura, teatro, pittura, scultura, musica, ecc. ecc,

Avete quindi molto tempo per farvi venire un'idea adatta.


Intanto prima di arrivare all'appuntamento di giugno con questo interessante tema potete partecipare al prossimo appuntamento che si terrà il 30 dicembre sul blog Jolek .

Per chi ancora non sapesse in cosa consiste, diremo che partecipare al Carnevale della fisica è molto semplice. Basta avere la passione per la divulgazione della scienza (e la fisica in particolare) e un blog (ma non è indispensabile visto che il sito ufficiale è un social network simile a facebook in cui ognuno ha a disposizione un suo spazio per inserire post).

Potete pubblicare entro il 27 di ogni mese, un testo divulgativo su un argomento che abbia attinenza con la scienza e la fisica in particolare nelle sue varie declinazioni: fisica teorica, meteorología, nanotecnologíe, biofísica, astrofisica, ma anche storia, poesia, teatro, musica.


Entro il 27 di dicembre potete inviare una mail con i link a Fabio De Sicot che ospiterà sui suoi blog (
Jolek) il post riassuntivo di tutto il materiale arrivato e accettato. Su Caccia al Fotone, trasmissione Radio da lui condotta, potrete invece sentire raccontare l'evento da alcuni dei diretti protagonisti.

Il mese successivo toccherà invece a Gianluigi di Science Backstage.

Potreste inoltre proporvi anche voi per ospitare nel vostro blog il Carnevale della fisica, verificando sul sito ufficiale i mesi ancora vacanti.

Buona Fisica a tutti!
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domenica 11 ottobre 2009

FEYNMAN... CHI? QUANDO LA FISICA VA A TEATRO

Stasera assisteremo a "Feynman...chi", lo spettacolo portato sulle scene teatrali che ripercorre alcuni episodi salienti della vita di Richard P. Feynman (Premio Nobel per la fisica nel 1965), nel tentativo di spiegare, con la semplicità che lo contraddistingue, quali sono le caratteristiche peculiari del suo modo di pensare.


Pur avendo già assistito alla rappresentazione nel maggio del 2008, saremo anche questa volta presenti. Lo spettacolo si svolge durante la rassegna Teatro Scienza (www.teatroescienza.it e teatroescienza.ning.com) diretta da Maria Rosa Menzio e con la quale Gravità Zero è media partner.

Come un’esplosiva miscela di eventi incredibili resi possibili da quell’impasto del tutto unico di acuta intelligenza, curiosità irrefrenabile, costante scetticismo e radicato umorismo che è stato l’uomo Feynman. È davvero straordinario poter ritrovare nella stessa persona un tal numero di esperienze diverse e talora contraddittorie.

Ha di volta in volta scassinato le più sicure casseforti di Los Alamos, dove si custodivano i segreti della bomba atomica, suonato la frigideira in una scuola di samba brasiliana, illustrato la fisica a “menti mostruose” come Einstein, von Neumann e Pauli, e lavorato come suonatore di bongos con una coreografa di successo, per tacere poi della sua attività di pittore, o di biologo, o di frequentatore di case da gioco. Per dare un’idea dell’unicità del personaggio, basta pensare che il futuro premio Nobel venne scartato dall’esercito americana perché “psichicamente deficiente”. Per anni le conversazione di Richard “Dick” Feynman con l’amico musicista Ralph Leighton sono state registrate e poi trascritte senza alterarne il tono confidenziale: un tributo a un grandissimo scienziato ma prima di tutto a un uomo per il quale la vita è davvero stata un instancabile susseguirsi di ricerca e scoperta.

La migliore definizione di questa "non biografia" è stata data da due grandi fisici che il grande Feynman lo hanno conosciuto di persona.

“Questo libro è puro, autentico Feynman. Per quelli che lo hanno conosciuto non occorrono altre definizioni. Per quelli invece che non lo hanno conosciuto, il libro è un autoritratto perspicace, divertente, semplice, profondo, distaccato, appassionato e assolutamente sincero di uno dei grandi uomini del nostro tempo.”
Freeman Dyson

“Il libro di Feyman è delizioso, come il suo autore. Più che scoprire in Feynman uno dei maggiori fisici teorici del notro secolo, il lettore imparerà qui a conoscere quell’atteggiamento schietto e disinibito che ha dato gioia a Feynman e a quanti hanno avuto l’occasione di stargli vicino”
Hans Beth
premio Nobel 1967 per la fisica.


FEYNMAN... CHI?
Domenica 11 Ottobre 2009
Ora: dalle 21:00 alle 22:30
Luogo: Bric Paluc di Baldissero Torinese [ cartina ]
Baldissero (TO)

Sito Web della compagnia: www.officinescienza.it





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lunedì 28 settembre 2009

TEATRO E SCIENZA: A TORINO IL SIDEREUS NUNCIUS DI GALILEO






Una splendida occasione per chi ama il teatro o è appassionato di scienza tra pochi giorni a Torino .

Mercoledì 30 settembre 2009 va in scenaSIDEREUS NUNCIUSda Galileo Galilei  a cura di Maria Rosa Menzio        


Ingresso gratuito 

Mercoledì 30 settembre 2009 
Villa Gualino
- Viale Settimio Severo 63 - Torino



Prenotazioni spettacolo: 
tel. 011 6603555 o info@villagualino.net



Per ulteriori dettagli, visitate i siti:
www.teatroescienza.it
www.teatroescienza.ning.com


Scaricate qui la locandina dello spettacolo


La rassegna 2009 Teatro e Scienza si svolge sotto gli auspici della Patrocinio Presidenza della Repubblica per Teatro e Scienza.


Visualizzazione ingrandita della mappa

sabato 26 settembre 2009

LA SCIENZA VA A TEATRO SULLE COLLINE TORINESI

Il Sidereus Nuncius è il primo degli spettacoli teatrali, di cui Gravità Zero è media partner, che apriranno la rassegna "Teatro e Scienza: l'Astronomia", che si terrà dal 30 settembre al 15 novembre nelle colline torinesi.

In particolare la rappresentazione teatrale Sidereus Nuncius si svolgerà presso l'auditorium di Villa Gualino
mercoledì 30 settembre -
17.00 - 19.00
Via Settimio Severo 63, Torino.

Si tratta di una serie di appuntamenti giunto alla terza edizione sotto la guida della matematica e drammaturga Maria Rosa Menzio, impegnata da anni nella diffusione della scienza attraverso diverse modalità espressive.

Galileo e la luna: questo potrebbe essere un titolo alternativo. O "Scritti dal Nuncius e dal Non portar la toga"

La spettacolarizzazione del “Nuncius” è stata fatta utilizzando due registri particolari nel personaggio di Galileo: da un lato lo scienziato rigoroso, amante delle stelle, forse un po’ innamorato della luna, dall’altro l’uomo che ama la vita in modo passionale, a dir poco, vive con umorismo e arguzia, e con una certa presunzione. Una selezione di strofe scelte dal testo “Contro il portar la toga” intervalla l’antologia dei brani più propriamente astronomici, e da queste strofe emerge un Galileo che andava all’osteria, mangiava e beveva allegramente, teorizzava che donne e uomini dovessero andare in giro senza veli, e confessava senza troppi scrupoli il proprio debole per la donne di piacere.

Inframmezzate alle parole di Galileo, sentiremo citare Campanella, Torquato Tasso, Shakespeare, Sylvia Plath, Leopardi, Kierkegaard, Dante, Nietzsche e Neruda.

Il leit motiv che unisce tutti questi autori è appunto la luna, che li rapisce e li innamora uno dopo l’altro, chi in modo lirico, chi drammatico, o ancora elegiaco. La voce che appartiene a Galileo ama invece la luna in modo totale, sensuale, esclusivo. Una passione, appunto, più che carnale, anzi possessiva, come carnale e possessivo era il geniale Galileo Galilei.

Completa lo spettacolo un video continuo, a tutto schermo, frutto di uno studio approfondito sulle tecniche di computer graphic, video composto di frattali in movimento che simboleggiano pianeti lontani e viaggi astrali nell’ignoto.

A fine spettacolo, una danza sulla luna mima i movimenti del nostro satellite e di altri corpi celesti.

A cura di Maria Rosa Menzio, con Simonetta Sola e Maria Rosa Menzio, regia e video di Maria Rosa Menzio



Scarica il libretto con l'elenco delle rappresentazioni.



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Il sito Web www.teatroescienza.it






Maria Rosa Menzio, direttrice artistica della rassegna, è laureata in Matematica, ha lavorato all’Università di Torino e, durante la sua attività accademica, ha scoperto il teorema di Menzio-Tulczjew. In seguito si è perfezionata in Filosofia della Scienza, prima di diventare regista e autrice teatrale.
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lunedì 7 settembre 2009

A TORINO TEATRO E SCIENZA PORTA IN SCENA L’ASTRONOMIA

Si terrà dal 30 settembre al 15 novembre nelle colline torinesi la rassegna l’Astronomia del Progetto Teatro e Scienza, giunto alla terza edizione sotto la guida della matematica e drammaturga Maria Rosa Menzio, impegnata da anni nella diffusione della scienza attraverso diverse modalità espressive.

Gravità Zero è media partner dell'iniziativa.


Scarica il libretto con l'elenco delle rappresentazioni.

Sostenuta dal grande successo delle edizioni precedenti (“Classica e Scienza” e “Donna e Scienza”) quest'anno la curatrice ha impostato la Rassegna su quella che è forse la più affascinante delle Scienze, quella che riesce ad ammaliare e ad appagare sia astrofili dilettanti sia astrofisici professionisti sia il pubblico teatrale in generale.

Si comprenderà la corrispondenza fra la bellezza del cielo stellato e la verità sui vari corpi celesti. “La bellezza è verità, la verità bellezza” così recita Keats, e tutte queste biografie e osservazioni scientifiche sulle stelle ce lo dimostreranno, raccontate come saranno attraverso il teatro, la musica, la danza e la video installazione, cercando un legame artistico e cognitivo fra i diversi spettacoli.

Un percorso affascinante e diversificato, un viaggio dionisiaco nella scienza degli spazi siderali e dei suoi protagonisti, uomini e donne. Un percorso che comincia già dalla locandina del festival, un paesaggio astrale tratto dallo studio di un frattale, evidenziando la volontà di approfondire la dimensione scientifica della rassegna.

Dal 30 settembre al 15 novembre nei Comuni di Pino Torinese, Pecetto, Baldissero, Ciriè, Ronsecco e Castelnuovo D. Bosco, oltre che a Villa Gualino a Torino, si terranno le otto serate in programma:

Progetto internazionale
TEATRO E SCIENZA rassegna 2009: l’ASTRONOMIA

PROGRAMMA

30 Settembre 2009, ore 17, Torino, Villa Gualino
«Sidereus Nuncius» di Galileo Galilei
con Simonetta Sola e Maria Rosa Menzio, danza Chiara Fiorenza,
Regia di Maria Rosa Menzio
PRIMA NAZIONALE ASSOLUTA

3 Ottobre 2009, ore 21, Pino Torinese, Planetario
«Boccardi» di Maria Rosa Menzio
con Oliviero Corbetta e Simonetta Sola, voce fuori campo Maria Rosa Menzio
Regia di Maria Rosa Menzio,
PRIMA NAZIONALE ASSOLUTA

11 Ottobre 2009, ore 21, Baldissero Torinese, Bric Paluc
«Feynman ... chi?» di Tiziano Gamba
Regia di Tiziano Gamba

16 Ottobre 2009, ore 21, Pino Torinese, Teatro «Le Glicini»,
«Sidereus Nuncius» di Galileo Galilei
con Simonetta Sola e Maria Rosa Menzio, danza Chiara Fiorenza,
Regia di Maria Rosa Menzio

18 Ottobre 2009, ore 17, Pecetto Torinese, Piazzale Roma,
«Tico e Keplero» di Anna Curir
Regia di Oliviero Corbetta,
PRIMA NAZIONALE ASSOLUTA

23 Ottobre 2009, ore 21, Castelnuovo don Bosco (AT), Sala Consiliare,
«Sidereus Nuncius» di Galileo Galilei
con Simonetta Sola e Maria Rosa Menzio, danza Chiara Fiorenza,
Regia di Maria Rosa Menzio

8 Novembre 2009, ore 21, Ciriè, Chiesa di San Giovanni
«Amiche delle stelle» di Luisa Spairani
Regia di Mauro Ginestrone,
PRIMA NAZIONALE ASSOLUTA

15 Novembre 2009, ore 21, Ronsecco (Vercelli), Chiesa di San Lorenzo
«Intervista a Margherita Hack» di Maria Rosa Panté
Regia di Mauro Ginestrone, PRIMA NAZIONALE ASSOLUTA


Unione Collina Torinese, Villa Gualino, Pino Torinese, Pecetto Torinese, Baldissero Torinese, Castelnuovo don Bosco (Asti) , Ciriè, Ronsecco (Vercelli)

direzione artistica:
MARIA ROSA MENZIO
www.teatroscienza.ithttp://teatroescienza.ning.com - info@teatroscienza.it
Tutti gli spettacoli sono a ingresso libero, prenotare allo 011 8118640 per il Planetario.


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QUANDO E DOVE


30 settembre, Villa Gualino, Viale Settimio Severo 63, TORINO
3 ottobre, Planetario, Parco astronomico, PINO TORINESE (TO)
11 ottobre, Bric Paluc, Strada Pino 1, BALDISSERO TORINESE (TO)
16 ottobre, Teatro "Le Glicini", Via Maria Cristina 13, PINO TORINESE (TO)
18 ottobre, Piazzale Roma, PECETTO TORINESE (TO)
23 ottobre, Sala Consiliare Municipio, Via Roma 12, CASTELNUOVO don BOSCO (Asti)
8 novembre, Chiesa di San Giovanni (Duomo) P.za San Giovanni, CIRIE’ (TO)
15 novembre, Chiesa di San Lorenzo, P.za Vittorio Veneto, RONSECCO (Vercelli)

Mostra fotografica “The world at night” a Villa Gualino dal 30 settembre al 18 ottobre


Maria Rosa Menzio, direttrice artistica della rassegna, è laureata in Matematica, ha lavorato all’Università di Torino e durante, la sua attività accademica ha scoperto il teorema di Menzio-Tulczjew. In seguito si è perfezionata in Filosofia della Scienza, prima di diventare regista e autrice teatrale.


Nel seguente video le letture teatrali "Senza fine" di Maria Rosa Menzio con Simonetta Sola e "Einstein, ovvero fisica e immaginazione" di Giuseppe O. Longo, con Roberto Biselli e Caterina Fiocchetti.
Interviste a Maria Rosa Menzio, Giuseppe O. Longo e Roberto Biselli.




mercoledì 8 aprile 2009

COPENAGHEN A TEATRO


Esco ora dalla prima rappresentazione a Pordenone di Copenaghen, che ormai è in scena da ben 11 anni.

Uno spettacolo entusiasmante, delicato e intenso allo stesso tempo. Quasi un inno al principio di indeterminazione di Heisenberg, in quanto non c'è sicurezza di quello che è accaduto quella sera del 1941 quando Heisenberg (Massimo Popolizio) va a trovare Bohr (Umberto Orsini) nella sua casa a Copenaghen. Cosa si sono detti durante l'ultima camminata fatta assieme, per non essere ascoltati dalle orecchie indiscrete dei tedeschi. Forse si sono confrontati sulla possibilità di costruire la bomba atomica? Sull'etica di dare ad un dittatore un arma di distruzione di massa?

E chi è che ha sbagliato: Heisenberg che ha continuato a lavorare per i tedeschi? o Bohr e tutti gli altri scienziati ebrei che hanno contribuito alla tragedia di Hiroshima?

Non c'è certezza sulla vicenda, ne ci è mai stata visto che anche dopo la guerra le versioni date dai due fisici furono sempre discordanti, fino a che calò il silenzio sugli eventi di quella sera. D'altronde "la memoria è un diario strano, ti permette di sfogliare le pagine del tempo, confondendo le date e gli eventi" come dice Bohr, ad un certo punto.

E durante queste 3 possibili ricostruzioni, viene narrata la storia umana e scientifica, che non possono ami essere scisse, non si può estrapolare l'uomo e la scienza dal contesto storico, dallo spazio-tempo.

Si rivivono , ripercorrendo le tappe fondamentali della fisica classica e atomica, dal 1913 al 1945 e di quella che fu l'esperienza di Copenaghen diretto dove tutti i più grandi fisici del '900 passarono almeno un po' di tempo: facendo insieme la Fisica. Anche e soprattutto attraverso gli occhi di Margareth (Giuliana Lojodice), la moglie di Bohr, che ha sempre un punto di vista esterno e diverso da quello dei due scienziati e che sembra sempre riportarli nella giusta dimensione, riuscendo a fare sintesi delle loro intuizioni, dei loro ricordi.

Una cosa tra le tante mi ha colpito, Bohr e Heisenberg erano soliti passeggiare dopo cena per schiarisi le idee continaundo a parlare, c'è stato un altro grande scienziato che era solito passeggiare per risolvere i suoi problemi: Charles Darwin.

Il fatto probabilmente non ha rilevanza, ma che i più grandi scienziati si chiariscano le idee passeggiando immersi nella natura, mi piace, li fa sentire molto più vicini e "normali" di quanti siano soliti pensare.

Il mio consiglio è di andare a vedere lo spettacolo se ne avete l'occasione (anche perché l'interpretazione è sublime) e di sicuro leggete il libro, riedito per l'occasione da Sironi.



Citazione:

Bohr:
Perché tanti fisici teorici erano ebrei?
Perché la fisica teorica (...) era sempre stata considerata in Germania inferiore alla fisica sperimentale e le cattedre teoriche erano le uniche che gli ebrei potevano ottenere

Margarethe:
Fisica, si era detto, no? Solo di fisica dovevate parlare.

Bohr:
Questa è fisica.

Margarethe:
E' anche politica.

Heisenberg:
A volte è difficile separare l'una dall'altra.


tratto da M. Frayn, Copenaghen, Sironi Editore


*******************
Informazioni sullo spettacolo:
Copenaghen
di Michael Frayn
traduzione di Filippo Ottoni, Maria Teresa Petruzzi
con Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Giuliana Lojodice

scene di Giacomo Andrico
costumi Gabriele Mayer
Luci Giancarlo Salvatori
Musiche Andrea Liberovici

Regia Mauro Avogadro

Qui la scheda dei coproduttori, ERT Fondazione, e tutte le date della tournée:
http://www.emiliaromagnateatro.com/produzione.asp?P_Spt_CID=429

Qui scheda dei coproduttori, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, con rassegna stampa, galleria di immagini e altro:
http://www.cssudine.it/spettacoli_scheda.php/ID=44
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venerdì 27 marzo 2009

A VICENZA SCIENZA E SOCIETÀ SI INCONTRANO NELL'ARCHITETTURA


Observa - Science in Society sta realizzando con il Comune di Caldogno (VI) la rassegna “Scienza e società si incontrano nell’architettura” che si svolgerà dal 16 al 19 Aprile 2009 nel suggestivo spazio di Villa Caldogno.
Locandina Scienza Architettura
Altri documenti pubblicati da gravitazero.

Incontri inediti, dibattiti, spettacoli, percorsi espositivi, degustazioni e molto altro ancora, per portare il dialogo tra scienza e società, tra innovazione e territorio al di fuori dei convegni tra studiosi e renderlo più affascinante e comprensibile.

Dal 16 al 19 aprile 2009, per la terza volta, si incontreranno filosofi, artisti, scrittori, scienziati e architetti. Ospiti delle serate Luca Mercalli (metereologo) e Gianni Biondillo (architetto e scrittore), che inaugureranno la rassegna confrontandosi sulla parola chiave Forme; Neri Marcorè (attore) e il neuro scienziato Giorgio Vallortigara che dialogheranno sul tema Parole; l’astrofisico Andrea Possenti e il musicista Arturo Stàlteri che si interrogheranno su Suoni e Visioni; Davide Cassi (fisico esperto di cucina molecolare) e il gruppo creativo Arabeschi di Latte (designers e performers del cibo) che concluderanno il festival esplorando la parola Sapori.

Oltre alla giornata di sabato dedicata a Suoni e Visioni, novità di questa terza edizione sarà la speciale serata domenica 19 aprile 2009 dedicata al gusto, che prevede il confronto tra Davide Cassi esperto di cucina molecolare e Arabeschi di latte architetti e ideatori di eating events attorno alla parola chiave Sapori. Scienza e architettura del gusto. Dopo il dibattito sarà possibile partecipare alla degustazione di caffè e pasticceria condotta dal Gruppo Lavazza e da Dario Loison Maestro pasticcere.

Torna a Villa Caldogno anche il teatro scientifico in apertura al dialogo sul tema Parole di venerdì 17 aprile; Pierantonio Rizzato, accompagnato dai suoni di Pierluigi “Igi” Meggiorin, proporrà in prima nazionale “Il cane di Pavlov” di D. Lamberti.

In apertura alla rassegna, giovedì 16 aprile, “Dalla terra alla Luna”, l’attrice Stefania Carlesso legge Ariosto, Leopardi e Verne.

Programma e informazioni dettagliate sul sito www.scienzarchitettura.it


Altri documenti pubblicati da gravitazero.

domenica 22 marzo 2009

TEATRO E SCIENZA PORTA IN SCENA LA STORIA DIVERSA DI IPAZIA

Ieri sera il pubblico di Teatro e Scienza ha potuto assistere, nella incantevole cornice del Mirafiori Motor Village di Torino, a una performance inattesa: l'assenza dell'attrice Lucilla Giagnoni ha permesso di apprezzare l'autrice dell'opera "Senza Fine", la matematica Maria Rosa Menzio, anche come attrice e voce recitante.

Lo spettacolo di ieri smentisce il luogo comune secondo cui le idee scientifiche non sarebbero sceneggiabili. Maria Rosa Menzio ne scopre addirittura l'intensa presenza scenica, la teatralità attraverso monologhi brillanti che ieri si sono lasciati andare alle passioni tra il mistico e l'amoroso dell'egiziana Ipazia.


La storia di Ipazia è nota ai lettori di Gravità Zero, ma vale la pena ricordarla.
Grande matematica, filosofa ed astronoma di Alessandra d’Egitto, nacque nel 370 d.C. e fu barbaramente uccisa nel 415 da fanatici cristiani seguaci del vescovo Cirillo, perché pagana e perché donna (aveva l'ardire addirittura di insegnare nelle accademie di allora).

Nel marzo del 415, su ordine di san Cirillo di Alessandria, un gruppo di cristiani fanatici sorprese infatti la filosofa mentre ritornava a casa, la tirò giù dalla lettiga, la trascinò nella chiesa costruita sul Cesareion e la uccise brutalmente, scorticandola fino alle ossa (Secondo alcune fonti utilizzando ostrakois - letteralmente "gusci di ostriche", ma il termine era usato anche per indicare tegole o cocci), e trascinando i resti in un luogo detto Cinarion, dove furono bruciati.

La storia portata in scena da Maria Rosa Menzio è una storia diversa di Ipazia: una biografia di invenzione. Ipazia è un genio e vuole risolvere il problema della quadratura del cerchio. Simbolo di questo interesse è un anello, che diventa nel dramma strumento per viaggiare nel tempo attraverso le pagine di vari libri, in cui Ipazia si immedesima diventando lei stessa protagonista di quelle storie, fino al finale a sorpresa.
Una donna, Ipazia, che diventa simbolo di ogni donna del passato, del presente e del futuro: ma anche dell'intero genere umano!

Il libro e l'anello, due oggetti ma anche simboli ricorrenti nel pensiero umano:

"Il libro perduto- dice Ipazia - il mio, libro. Le mie parole di sapienza"

Il libro è sempre stato per l'uomo simbolo di un alleanza, l'Arca Santa! Bruciare i libri (uccidere Ipazia) significa rompere quell'alleanza, rinunciare alla conoscenza, alla stessa vita!

"Il Canone Astronomico. Forse hanno trovato la copia che si credeva perduta per sempre. Quella che fa della mia vita semplicemente UNA vita!"

E l'anello... è forse qui il simbolo di una infanzia perduta?
"... non siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i nostri sogni?"
Ma è l'infanzia perduta dell'uomo: l'illusione di Cantor di poter un giorno conoscere tutti i segreti dell'Universo. Ma poi corsa finisce e il sogno dell'uomo muore: Ipazia è nell'Ade.

Kurt Gödel nel 1931 tronca definitivamente ogni speranza dell'uomo:
"La non contradditorietà di un sistema formale non è dimostrabile all'interno del sistema stesso.
Una sorta di circolarità è ineliminabile dal pensiero matematico. Esso riesce ad auto-descriversi soltanto a pezzi, mai interamente"

"La verità sta nel centro, non nell'anello. Nell'anello è contraddittoria".

Uno spettacolo in cui non necessariamente si deve apprendere ogni cosa. Il pubblico può con la sua storia provare emozioni, entrare in contatto con il divino.

Scrive Maria Rosa Menzio:
I misteri eleusini, sono svaniti da secoli, resta oggi il rito - sabba orgiastico dello spettacolo teatrale.



Sito web: www.teatroescienza.it

Intervista a Maria Rosa Menzio
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venerdì 13 marzo 2009

MARIA ROSA MENZIO PORTA LA MATEMATICA SULLE SCENE TEATRALI

Maria Rosa Menzio è una matematica torinese che porta sulle scene teatrali la vita di scienziati e scienziate per certi versi emblematici e di grande impatto emotivo.

Dopo gli studi in campo matematico, la laurea con lode, e due anni di lavoro con una borsa di studio CNR, durante i quali lo staff di ricerca è arrivato alla scoperta di un teorema che porta due firme, una delle quali è la sua (il teorema di "Menzio-Tulczyjew") la matematica Maria Rosa Menzio ha deciso di dare una svolta alla sua vita.

E così, licenziandosi e regalandosi un paio di anni sabbatici, ha preso una specializzazione in Filosofia della Scienza e ha iniziato un cammino che l'avrebbe portata a rappresentare le grandi vite di scienziati e filosofi sulle scene teatrali italiane, senza escludere la parte razionale.

Teatro e Matematica, dunque, ma con un allargamento alle Scienze in generale.



Porta così in scena la vita di Padre Saccheri, il primo matematico che aveva scoperto vari teoremi di geometria non-euclidea, per poi ritrattare tutto alla fine della vita.

Perché? Non lo sa nessuno. Una sfida per Maria Rosa Menzio, meraviglioso! Scrive sull'argomento una pièce teatrale che avesse la precisione matematica per le parti teoriche e la mia voglia d'inventare per le parti non documentate. Quanto fosse nel giusto lo si è visto la sera della prima: teatro pieno, testo premiato... Quindi è stata la volta di Fibonacci, poi di Ipazia, di Cardano, della figlia di Galileo, di un testo sulla precessione degli equinozi dal titolo Il Mulino. Una prima all'anno, un premio dopo l'altro. Quindi le pubblicazioni, quattro pièce edite da Bollati Boringhieri, un testo edito da Springer-Verlag su come scrivere Teatro e Scienza, un altro testo in attesa di stampa...
E intanto organizza corsi di scrittura teatrale scientifica presso il Ce.Se.Di. (Provincia di Torino), alla Scuola Holden, in varie biblioteche di Torino, poi in vari comuni, per avvicinare le persone alle due culture.

il prossimo spettacolo si svolgerà il 21 marzo a Torino al Mirafiori Motor Village in Piazza Cattaneo, alle 18.00.

Lo spettacolo parla dell’egiziana Ipazia, matematica, filosofa ed astronoma di Alessandra d’Egitto, scomparsa nel 415 dopo Cristo, barbaramente uccisa dai fanatici seguaci del vescovo Cirillo.

Foto di scena da “Senza fine” su Ipazia con Lucilla Giagnoni

Il testo è stato pubblicato da Bollati Boringhieri nel 2005 in “Spazio, tempo, numeri e stelle”.

Molti hanno scritto di questa grande matematica egiziana.

In quest’opera teatrale, Ipazia vuole risolvere il problema della quadratura del cerchio. Simbolo di questo suo interesse è un anello, che diventa per lei strumento per sfuggire alla morte.

Nascosta nei sotterranei di Alessandria d’Egitto mentre i monaci la perseguitano, Ipazia legge la Bibbia, gira l’anello e diventa Eva: ha quindi un mezzo magico per viaggiare nel tempo. Se legge un libro diventa la protagonista e vive la sua storia fino alla fine del volume stesso, dopo di che ricade nello spazio e nel tempo di prima, senza invecchiare.

Di volume in volume diventa Eva, Ottilia, Beatrice, Rossella, Orlando, pensando di essere sfuggita alla ruota del tempo, ma proprio il libro da lei scritto sarà l’ostacolo che le impedirà d’essere immortale… a causa di un teorema di matematica.

21 marzo 2009 ore 18,15
Mirafiori Motor Village,
Torino, p.za Cattaneo

"SENZA FINE"
di Maria Rosa Menzio
con Lucilla Giagnoni

Allestimento e Video - Lucio Diana e Massimo Violato,
Musiche: Paolo Pizzimenti
Regia di Michele Di Mauro,
Lucio Diana e Massimo Violato

http://www.teatroescienza.it


Sito web: www.teatroescienza.it

Intervista a Maria Rosa Menzio
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mercoledì 25 febbraio 2009

IPAZIA: A TORINO IN SCENA IL TEATRO DI "SENZA FINE"

Chi era Ipazia? Su Wikipedia potrete leggere la sua triste e drammatica vicenda.
Grande matematica donna del passato (la prima che la storia ricordi) filosofa ed astronoma di Alessandra d’Egitto, venne barbaramente uccisa nel 415 dopo Cristo dai fanatici seguaci del vescovo Cirillo.


Ipazia interpretata da Lucilla Giagnoni

A Torino viene rappresentato il testo teatrale pubblicato da Bollati Boringhieri nel 2005 in “Spazio, tempo, numeri e stelle”. Molti hanno scritto di questa grande matematica egiziana: questa, però, è biografia d’invenzione.

In quest’opera teatrale, Ipazia vuole risolvere il problema della quadratura del cerchio. Simbolo di questo suo interesse è un anello, che diventa per lei strumento per sfuggire alla morte.

Nascosta nei sotterranei di Alessandria d’Egitto mentre i monaci la perseguitano, Ipazia legge la Bibbia, gira l’anello e diventa Eva: ha quindi un mezzo magico per viaggiare nel tempo. Se legge un libro diventa la protagonista e vive la sua storia fino alla fine del volume stesso, dopo di che ricade nello spazio e nel tempo di prima, senza invecchiare. Di volume in volume diventa Eva, Ottilia, Beatrice, Rossella, Orlando, pensando di essere sfuggita alla ruota del tempo, ma proprio il libro da lei scritto sarà l’ostacolo che le impedirà d’essere immortale… a causa di un teorema di matematica. Il tutto è accompagnato da un video continuo su fondo musicale.


21 marzo 2009 ore 18
Mirafiori Motor Village,
Torino, p.za Cattaneo

"SENZA FINE"
di Maria Rosa Menzio
con Lucilla Giagnoni

Allestimento e Video - Lucio Diana e Massimo Violato,
Musiche: Paolo Pizzimenti
Regia di Michele Di Mauro,
Lucio Diana e Massimo Violato

http://www.teatroescienza.it


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venerdì 28 novembre 2008

(E)STRAN(E)A - A TEATRO LA MATEMATICA DI "DONNA E SCIENZA" SEDUCE E APPASSIONA



Vi anticipo che tra breve pubblicheremo su Gravità Zero l'intervista a Maria Rosa Menzio, che abbiamo incontrato a Chieri (TO) sabato scorso in occasione della rassegna teatrale Donna e Scienza, da lei diretta. Qui la sua pagina sul sito Ulisse Sissa.


Donna e scienza! Ma dovremmo dire "donna e matematica". Un connubio difficile e spesso travagliato, nel corso della storia, in cui la donna era considerata una vera "estranea" al mondo dei simboli dominato dagli uomini. Un mondo in cui la donna è stata sempre tenuta lontana a causa di pregiudizi e inaudite violenze. Come in "Juana De luz", una religiosa messicana che si occupava attivamente di matematica, astronomia e fisica nel ‘600 (scrisse stupende poesie, si interessò di miti scientifici e fu tra i primi a comprendere il moto della trottola) e fu messa a tacere perché monaca e donna. E che ha fatto parte della rassegna teatrale.

Vi segnalo ora, e vi consiglio di passare se siete dalle parti della provincia di Torino, questo sabato 29 novembre ore 21 (a Castelnuovo don Bosco, Ala) la pièce teatrale di Lilli Fragneto (ē)stran(ē)a.

Una matematica che seduce e appassiona, in questa rappresentazione che riesce a coglierne una bellezza spesso destinata a pochi eletti, mentre basta avere la voglia di scoprirla per esserne conquistati.

A destra la locandina della rassegna

Il progetto di geometria e teatro si propone di raccontare la geometria frattale utilizzando oltre al linguaggio formale della matematica anche il linguaggio teatrale: gli elementi di fascinazione che appartengono al gioco teatrale si fondono e si confondono con il linguaggio rigoroso della scienza. Difficile capire dove siano i confini, dove la geometria si trasformi in poesia e dove il gioco teatrale si trasformi in dimostrazione.

La geometria frattale descrive il mondo che noi viviamo e osserviamo, dalle involuzioni di un cavolfiore, a una felce fino ad arrivare al perimetro del paesino da cui proviene la protagonista, Lilli Fragneto.


Da ascoltare [qui] una parte del testo teatrale letto da Hyperbola


"Sei straniera?" - Si sentirà dire dai vicini dell'appartamentino affittato a Milano, lontana dal suo "mondo" di provincia quando inizia a studiare matematica... Straniera, si! Perché Lilli parla un linguaggio che molti non comprendono. O, dovremmo dire, non comprendono più, non essendo più abituati ad osservare il mondo con gli occhi di un bambino curioso. Da adulti infatti si è obbligati a vivere (e a credere) in un mondo fatto di schemi "euclidei", da cui chi ne esce è considerato un "diverso", strano ... estraneo appunto.

Perché la geometria frattale allora? Il progetto nasce dal desiderio di mostrare come la matematica possa essere un punto di vista sul mondo. La geometria frattale, insieme alla teoria della complessità e la teoria del caos, rappresenta il linguaggio utilizzato nella descrizione del nuovo pensiero scientifico, che vede nella natura e negli esseri viventi non entità isolate, ma
sempre e comunque "sistemi viventi", dove il singolo è in uno stretto rapporto di interdipendenza con i suoi simili e con il sistema tutto. Con la geometria frattale è possibile scoprire che esiste un infinitamente piccolo e che l’infinito è nel modo che abbiamo di guardare quello ci sta intorno, che, se cogliamo tutti i dettagli, l’infinito è possibile viverlo, in un mondo che è al tempo stesso estremamente complesso e anche fondamentalmente semplice.


Lo spettacolo è stato allestito più volte sia in classiche sedi teatrali che scientifiche. Si tratta di una recitazione sui frattali, con un professionista dei video e un tecnico luci, in cui si paragonano i frammenti di vita a figure matematiche: la suggestione della scienza e la passione di vivere.

Di e con Lilli Fragneto
Regia di Francesca Albanese
Consulenza Musicale Francesco Picceo
Video Filippo Melzani
Disegno Luci Paolo Vaccani
Scenografie Francesca Albanese



PASQUALINA LILLI FRAGNETO

Si è laureata in Matematica presso il Dipartimento di Matematica “R. Cacciopoli ” della Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali di Napoli nel 1998.
Dal 1999 lavora presso il centro di ricerca AST della STMicroelectronics e dal 2003 è responsabile del gruppo di ricerca avanzata in crittografia. Le sue aree di ricerca includono la teoria dei numeri, teoria dei gruppi, aritmetica computazionale e implementazione efficiente di sistemi crittografici.

Ha cominciato l’esperienza formativa teatrale nel 2001 nella scuola Campo Teatrale e dal 2005 partecipa alla Bottega dell’attore-autore condotto da Gianluigi Gherzi e Silvia Baldini.
All’interno della bottega ha lavorato alla realizzazione dello spettacolo (ē)stran(ē)a.

FRANCESCA ALBANESE
Ha cominciato l’esperienza formativa teatrale nel 1992 con Gianluigi Gherzi, all’interno di un laboratorio permanente. Ha partecipato a seminari condotti da Antonio Catalano, Lorenza Zambon, Elio De Capitani, Danio Manfredini, Gilberto Colla, Olga Vynales; Monica Francia.
E’ tra i fondatori dell’associazione teatrale Figure Capovolte con cui ha realizzato gli spettacoli:
  • “Breve Vocabolario del Tempo Segreto”
  • “La Figlia del re degli Elfi”
  • “Il cerchio delle direzioni”
  • “Linea Gialla”
  • “Mettersi in mezzo, partire per la Palestina”, spettacolo inserito nel progetto
  • Memoria del Presente.
  • “Farmaci orfani, quattro pezzi fragili”, spettacolo inserito nel progetto
  • Memoria del Presente.
  • “Scorticate”
Ha lavorato come attrice nello spettacolo “Concilio d’amore” realizzato sotto la direzione artistica di M. Capato presso N.C.R. di Bollate. Insegna presso la scuola Emisfero Destro Teatro di Cassina de’ Pecchi. Collabora con la Compagnia Teatrale Instabile Quick, operante nel settore del teatro per ragazzi.

SITO WEB: www.teatroescienza.it




venerdì 21 novembre 2008

TEATRO: FRATTALI A DONNA E SCIENZA

Domani sera saremo a Chieri allo spettacolo teatrale


“(E)STRAN(E)A”

Lo spettacolo è stato allestito più volte sia in classiche sedi teatrali che scientifiche. Si tratta di una recitazione sui frattali, con un professionista dei video e un tecnico luci, in cui si paragonano i frammenti di vita a figure matematiche: la suggestione della scienza e la passione di vivere.

La matematica seduce e appassiona: riuscire a coglierne la bellezza appare troppo spesso destinato a pochi eletti, mentre basta avere la voglia di scoprirla per esserne conquistati. Il progetto di geometria e teatro si propone di raccontare la geometria frattale utilizzando oltre al linguaggio formale della matematica anche il linguaggio teatrale: gli elementi di fascinazione che appartengono al gioco teatrale si fondono e si confondono con il linguaggio rigoroso della scienza. Difficile capire dove siano i confini, dove la geometria si trasformi in poesia e dove il gioco teatrale si trasformi in dimostrazione.

La locandina di “Donna e Scienza” mostra un volto di donna che è lo studio di un frattale (*),
Maria Rosa Menzio: Fractal 318


Perché la geometria frattale? Il progetto nasce dal desiderio di mostrare come la matematica possa essere un punto di vista sul mondo. La geometria frattale, insieme alla teoria della complessità e la teoria del caos, rappresenta il linguaggio utilizzato nella descrizione del nuovo pensiero scientifico, che vede nella natura e negli esseri viventi non entità isolate, ma sempre e comunque "sistemi viventi", dove il singolo è in uno stretto rapporto di interdipendenza con i suoi simili e con il sistema tutto. Con la geometria frattale è possibile scoprire che esiste un infinitamente piccolo e che l’infinito è nel modo che abbiamo di guardare quello ci sta intorno, che, se cogliamo tutti i dettagli, l’infinito è possibile viverlo, in un mondo che è al tempo stesso estremamente complesso e anche fondamentalmente semplice.

QUANDO E DOVE

22 novembre ore 21, Chieri, Conceria
29 novembre
ore 21, Castelnuovo don Bosco, Ala
Compagnia Figure Capovolte

“(E)STRAN(E)A”

di e con Lilli Fragneto
disegno luci Paolo Vaccani, musiche Francesco Picceo
video Filippo Melzani
regia di Francesca Albanese

Presentato da “Teatro e Scienza” nell’ambito della rassegna
“Donna e Scienza” diretta da Maria Rosa Menzio

www.teatroescienza.it

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domenica 16 novembre 2008

IL FUOCO DEL RADIO: QUANDO LE DONNE RACCONTANO LA SCIENZA

Insolita quanto splendida la serata di ieri a Chieri, in provincia di Torino, perché abbiamo assistito a un evento assolutamente unico e imperdibile.

Intanto c'è stato l'incontro con una torinese, Maria Rosa Menzio, che sfata il pregiudizio che vuole le donne incompatibili con la matematica.

Dopo la laurea in matematica, ha sviluppato per il CNR, assieme al professor Tulczjew, il teorema di geometria simplettica che porta i loro nomi (teorema di Menzio-Tulczjew). In seguito si è perfezionata in Filosofia della Scienza, prima di diventare regista e autrice teatrale. Tiene corsi di scrittura drammaturgica e scienza e mette in scena le storie di Ipazia, Cardano, Fibonacci, Tartaglia…

[www.teatroescienza.it]

Si parla qui di scienziate spesso dimenticate, sulle cui opere si vuole fare luce, al punto che i loro nomi dicono poco o nulla ai più. Le donne scienziato sono qui protagoniste della rassegna Donna e Scienza, giunta alla seconda edizione, in programma sui colli che circondano Torino, nei comuni di Pino Torinese, Chieri e Pecetto.


Ieri ha presentato lo spettacolo scritto da Luisa Crismani e Simona Cerrato con la regia di Irene Ros che mette in scena i dialoghi di Madame Curie con la figlia Irene.
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Foto: Marika Tesser (Marie Curie)

La rassegna presenta una carrellata di donne che dalla preistoria della scienza arrivano fino ai giorni nostri, per proseguire con altre scienziate più note (Ipazia, la prima martire pagana, o Marie Curie) e altre meno note (Maria Gaetana Agnesi, Juana Ines de la Cruz) e terminare con uno spettacolo che fa ancora dei frattali il ritornello di un’intera esistenza.

Insolita rassegna a partire proprio dalla locandina, che mostra un volto di donna ma che in realtà è lo studio di un frattale, argomento ben noto ai matematici.

Nello spettacolo di ieri "Il fuoco del Radio", la scienziata Marie Curie viene evocata dalla figlia Irene, che asseconda con affetto il suo delirante dialogo con una vecchia radio. Sono riportati stralci di un’intervista che ripercorre i passaggi cruciali della sua vita e del suo lavoro:
“Nella scienza, come nell'arte credo, il proprio lavoro è di per sé un premio. Che aiuta a continuare... a rimanere dentro il proprio sogno... E’ la sola cosa che mi importi"

Consumata da una vita di privazioni, la madre confonde lo spazio quotidiano di una cucina col vecchio laboratorio in cui ha svolto i primi esperimenti, a testimonianza di come la vita professionale sia sempre stata per lei più intima di quella privata.


Foto: Marika Tesser (Marie Curie) e Briana Zaki (Irene Curie)

Perno dello spettacolo è l’aspetto umano della scienziata, il suo sforzo di abbattere i pregiudizi sull’attività di una donna in un ambiente che all’epoca era prevalentemente maschile.

Marie Curie morì il 4 luglio del 1934 di anemia perniciosa in conseguenza della lunga esposizione alle sostanze radioattive. Dunque non vedrà mai l'applicazione infausta fatta dall'uomo degli studi sulla radioattività durante il secondo conflitto mondiale.
Ma dall'opera traspare tutto il dramma e l'inclinazione di donna di mettere la scienza al servizio dell'umanità e non della sua distruzione.

I coniugi Curie, infatti, che avrebbero potuto guadagnare molto dalle scoperte, non le brevettarono volontariamente preferendo lasciarle libere affinché la comunità scientifica potesse effettuare ricerche in questo campo senza ostacoli, in maniera tale da favorire il progresso in questo settore scientifico:
"Lo hanno fatto anche altri scienziati"
... ci ricorda perentoriamente Marie, sminuendo provocatoriamente il valore del suo gesto, con atteggiamento tipico di altre donne scienziato, poco desiderose a rincorrere i fasti e gli onori dei riconoscimenti ufficiali, tipici degli uomini.

Marie e Pierre donarono all'umanità i risultati della loro ricerca, senza pretendere mai nulla in cambio. Durante la Prima Guerra mondiale, inoltre, Marie Curie si è prodigata in molti modi per alleviare il dramma dei combattenti.
Recatasi al fronte con la figlia Irène per assistere i feriti, fu sua l'idea del famose Petit Curie, le prime automobili attrezzate con apparecchiature a raggi X per soccorrere i numerosi feriti da schegge di granate e bombe.

Nella sua pubblicazione del luglio 1898, che appare contemporaneamente in Francia nel bollettino dell'Accademia delle Scienze e in Polonia sulla rivista "Swiatlo", annuncia la sua ipotesi "Crediamo che la sostanza che abbiamo tratto dalla pechblenda contenga un metallo non ancora segnalato, vicino al bismuto per le sue proprietà analitiche. Se l'esistenza di questo metallo verrà confermata, noi proponiamo di chiamarlo polonio, dal nome del paese di uno di noi." Molto presto si accorge con il marito che nella pechblenda c'è un'altra sostanza sconosciuta, ancora più radioattiva del polonio. Lo battezzano radio.
La scoperta viene annunciata il 26 dicembre 1898 all'Accademia delle Scienze a Parigi e, nel 1902, riceve il premio Nobel per la Fisica con Becquerel. Dopo la tragica morte del marito avvenuta nel 1906, Marie Curie continua a lavorare nel suo laboratorio, viene chiamata alla cattedra alla Sorbonne (la stessa che fu del marito) e riesce a isolare il polonio puro e il radio puro.
Per questo successo, nel 1911, viene insignita con il premio Nobel per la Chimica.

La figlia maggiore, Irène Joliot-Curie, vinse anch'essa un premio Nobel per la chimica nel 1935 insieme al marito, il fisico Frédéric Joliot grazie alle potenzialità del laboratorio allestito dalla madre, che vantava allora la più alta concentrazione di Polonio del mondo.

Non ultima
, si fa cenno anche a Lise Meitner, fisico donna che si vide scippata del Premio Nobel, nonostante ne fosse nominata tre volte, per la spiegazione teorica della fissione nucleare. Il premio sarà assegnato solo ad Otto Hahn, premiato nel 1944.
Uno dei tanti Nobel negati alle donne di scienza.

Foto: (da sin.) Briana Zaki (Irene Curie) e Marika Tesser (Marie Curie).

Il fuoco del radio. Dialoghi con Madame Curie
di Simona Cerrato e Luisa Crismani, con la regia di Irene Ros
Con Marika Tesser e Briana Zaki
e con la collaborazione di Marco Mattiuzzo (voce registrata)

Presenta: Maria Rosa Menzio
Link: www.teatroescienza.it

La pagina di Ursa Maior Teatro
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