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sabato 5 giugno 2010

MARS 500 ... GO!


Il 3 giugno è iniziata la simulazione di un intero viaggio su Marte: andata, permanenza e ritorno. L'intera simulazione ha la durata complessiva di 520 giorni e rappresenta la più lunga simulazione della storia.

Sponsorizzata sia dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) che da quella Italiana (ASI), l'intera simulazione è svolta operativamente presso l’IBMP (Institute for BioMedical Problems) di Mosca, il programma rappresenta uno storico passo avanti nel percorso che farà giungere tra qualche decennio l’Uomo su Marte.

Nonostante le strutture che simulano l'astronave, il modulo di discesa e l'habitat marziano siano sulla Terra, gli astronauti esclusi i rischi di un viaggio su Marte, affronteranno tutte le condizioni psicologiche, biologiche e fisiologiche di un reale viaggio nello spazio: l'isolamento, l'habitat ridotto, la necessità di alimentarsi e di creare un ritmo biologico. L'esperimento ha lo scopo di riprodurre in modo quanto più fedele le condizioni fisiche, psicologiche e biologiche che gli astronauti incontreranno durante tutto il periodo della missione.

Tra le università che partecipano alla spedizione "virtuale" c'è anche l'Università della Tuscia con un gruppo di esoagrobiologi diretti dal Prof. Francesco Canganella ordinario di microbiologia. Abbiamo sentito il professor Canganella:

Professore questa non è la prima volta che si effettua una simulazione di un viaggio su Marte?

No in effetti nel 2009 abbiamo già fatto la simulazione di una fase della missione durata 105 giorni, ora però siamo finalmente alla prima simulazione vera e propria di un'intera missione su Marte. La sua durata, 520 giorni, è appunto il tempo necessario con le tecnologie ad oggi teoricamente disponibili per arrivare sul suolo marziano, effettuare alcune operazioni di superficie e tornare sulla Terra.

Da quanti moduli sono composte le strutture del simulatore e quanti sono gli "astronauti" che partecipano alla simulazione?

Proprio oggi a Mosca (2 giugno 2010) si è svolta la disinfezione dei moduli e di tutto ciò che contengono in vista dell’inizio della missione che avrà luogo domani e vedrà coinvolti 6 scienziati che vivranno completamente isolati all’interno della struttura. Il simulatore è suddiviso in quattro differenti moduli specializzati: Habitable, Medical e Utility, il simulatore di orbita e atterraggio che simulano l'astronave e il simulatore della superficie marziana, su cui gli “astronauti” potranno scendere dopo ben 250 giorni di “viaggio”. L’equipaggio è composto da uno scienziato italo-colombiano, un francese, 1 cinese e 3 russi, e vivrà come già fanno gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

Professore, quali operazioni l'equipaggio dovrà compiere a bordo del simulatore?

In generale l'equipaggio dovrà compiere tutte quelle operazioni che devono essere compiute in una missione vera: mantenimento dei moduli, attività di esercizio fisico alternate ad ore di riposo, esperimenti scientifici ed esercitazioni. Nel loro caso però verranno simulate anche tutte le fasi di una reale missione su Marte: il viaggio, l’orbita attorno al pianeta rosso, l’atterraggio, le operazioni di superficie e infine il ritorno sulla Terra.

Quali sono gli esperimenti scelti per essere simulati?

In realtà gli esperimenti non sono simulati ma sono reali. Per preparare gli esperimenti da inserire nel programma sono state messe insieme competenze che spaziano, è proprio il caso di dirlo, dalla fisica alla chimica, dall’ingegneria (elettronica, meccanica, dei materiali, ecc.) fino alla biologia (botanica, zoologia, microbiologia, ecc.) e all’ecologia, per arrivare alla medicina ed alla psicologia. Dopo mesi di lavoro, bandi e selezioni internazionali sono stati identificati e messi a punto 105 progetti sperimentali specifici, tra cui, oltre a quelli esclusivamente russi, dodici portati avanti in collaborazione con scienziati europei selezionati dall’ESA.

Oltre alla presenza sua e del suo team, qual è il ruolo dell'Italia in questo programma di ricerca?

L’Italia ha un ruolo importante perché partecipa a questo importante appuntamento per una parte significativa dei progetti selezionati. Tra di essi il progetto MICHA (MIcrobiological monitoring in Confined HAbitat) è particolarmente incentrato sulla salute e la sicurezza degli astronauti, poiché si occupa sia di biocontaminazione ambientale con l’esperimento BIOFILM, che di nutrizione e salute dell’uomo nello spazio con l’esperimento LIFEPLUS.


Grazie professore, ci terremo in contatto per aggiornare i lettori sui progressi della simulazione e sui primi risultati degli esperimenti.

sabato 2 gennaio 2010

MARTE E LUNA VISIBILI NELLE NOTTI DI GENNAIO


Foto scattata dall'autore a Torino il 2 gennaio 2010 alle ore 23.50

Per vedere e fotografare astri come la Luna o i pianeti non sono necessarie grandi strumentazioni. A occhio nudo in queste notti invernali Marte e Luna sono molto vicine e sono visibili in alto nel cielo durante tutta la notte, a partire dalle 20.00 circa.

Per osservarli non è necessaria alcuna strumentazione particolare: Marte si riconosce rispetto alle stelle per la sua netta colorazione rossastra e una luminosità ferma (non scintillante come gli altri astri). I pianeti hanno una luce ferma che li distingue da una stella. Con un binocolo si possono scorgere particolari maggiori e la Luna, anche con strumenti di modesti ingrandimenti, è sempre uno spettacolo all'osservazione.

Per fotografarle invece è sufficiente una normale macchina fotografica digitale: con un obiettivo da 50-70 mm sarà possibile inquadrarle entrambe (come nella foto).

La foto in alto è stata scattata con una normale reflex Canon EOS 1000D, ma anche una normale macchina digitale con obiettivo fisso sarà sufficiente per immortalare il bel "duetto".

sabato 4 luglio 2009

HiRISE - UN OCCHIO SU MARTE


Ecco le immagini spettacolari che ci provengono dal sensore ottico dell’High Resolution Imaging Science Experiment (HiRISE) montato sulla sonda spaziale Mars Reconnaissance
La sua orbita quasi perfettamente circolare è a un'altitudine compresa tra i 250 e i 316 km, cosa che permette di fotografare oggetti con un potere risolutivo di 30 centimetri (per comparazione le immagini mostrate da Google Maps hanno al massimo una risoluzione di 1 m).



Un consiglio: guardatelo in alta definizione lo trovate su Youtube e anche anche sul sito media dell'Università dell'Arizona

Maggiori dettagli sul Mars Reconnaissance Orbiter anche su Wikipedia
e sull'ottimo articolo di Margherita Campagnolo , di BloGalileo e la raccolta su Liquida

venerdì 26 giugno 2009

IL RITORNO DELL'ASTEROIDE ASSASSINO

Oggi ci è balzato agli occhi un articolo che parte dal principio evidentemente caro ai giornalisti italiani: la convinzione che un po' di sano terrore sensazionalista faccia aumentare il numero di lettori. Poco importa se si diffonde disinformazione.

Questa volta a farne le spese è Yahoo notizie grazie alla complicità di AdnKronos.

Il titolo è gia tutto un programma: si fa intendere che l'asteroide che sfiorerà (sic) la Terra a settembre sia lo stesso che ha estinto i dinosauri... (sic e doppio sic)

Leggendo accuratamente l'articolo si appura anche che il corpo celeste si avvicinerà a circa 67 milioni di chilometri di distanza dalla Terra. Chi di noi spiega a quelli di Yahoo e AdnKronos che Marte si avvicina alla Terra molto di più?






martedì 26 maggio 2009

MARTE: ACQUA LIQUIDA A -50°C

Gravità Zero inizia da questo mese una collaborazione con i corrispondenti in terra di Spagna di un omonimo blog chiamato Gravedad Cero. Diamo loro un caloroso benvenuto: sarà un modo per noi di stringere relazioni redazionali sempre più vicine ad altre realtà europee.

Qui l'articolo in lingua spagnola: Marte: agua líquida a -50 ºC?


La scorsa estate la missione spaziale nordamericana Phoenix rilevò per la prima volta la presenza di ghiaccio formato principalmente da molecole d'acqua al di sotto della superficie di Marte. Da allora poter scoprire un giorno la presenza di acqua allo stato liquido, e quindi di vita cellulare sul pianeta, è diventato il principale obiettivo della comunità scientifica coinvolta nello studio di questo corpo celeste. Proprio per questo da un po' di anni - grazie appunto all'interesse delle agenzie spaziali di trovare segnali di vita su altri mondi - vengono condotti progetti scientifici in determinati luoghi della Terra allo scopo di preparare future missioni incaricate di trovare tracce di vita batterica sul Pianeta Rosso.

Uno di questi è il fiume Tinto che scorre lungo i territori di Huelva, nel sud della Spagna. Il pH acido e il colore rossiccio delle sue acque ("vino tinto", in spagnolo, significa vino rosso, da qui il nome del fiume) dovuto all'alta concentrazione di minerali ferrosi, fanno di questo fiume un perfetto laboratorio terrestre per rappresentare fedelmente l'ambiente marziano. Secondo gli esperti, infatti, le sue condizioni sono talmente estreme che se venissero incontrati indizi di vita sotterranea potremmo riprodurre sulla Terra le circostanze per l'esistenza di un ecosistema vivente presente sul nostro pianeta più vicino.

Partendo dalle analisi dei campioni raccolti in Tinto scienziati spagnoli e statunitensi hanno creato il modello di un fluido che, almeno in teoria, nel passato avrebbe solcato il suolo del Pianeta Rosso. Il lavoro di ricerca, pubblicato sulla rivista Nature, suggerisce l'esistenza di una soluzione salina i cui componenti sono stati rilevati da sonde spaziali che hanno già visitato il pianeta, dalla Viking alla Spirit e la Opportunity. Con queste condizioni l'acqua liquida potrebbe esistere su Marte persino a temperature di 50 gradi sottozero, un dato compatibile con le attuali condizioni del pianeta dal momento che la sua temperatura oscilla tra i -45 e -85 gradi centigradi.

Lo studio risulta quindi essenziale per perfezionare ancora di più la caccia a possibili microrganismi marziani. E chissà che la prossima missione ExoMars dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), che sarà lanciata nel 2013, non ci dia proprio la risposta a questo appassionante enigma.

Carlo Ferri - Gravedad Cero

L'AUTORE

Carlo Ferri, sta ultimando un dottorato in Fisica presso l'Institut de Ciències de l'Espai (CSIC-IEEC) di Barcellona, in Spagna. Si occupa di astrofisica delle alte energie e in particolare del trattamento dei dati dell'XMM-Newton dell'ESA per lo studio di novae in fase di post-esplosione e di variabili cataclismiche.
Scrive regolarmente per Tuttoscienze e per El Pais.

martedì 11 novembre 2008

ADDIO A PHOENIX: DIMOSTRÒ LA PRESENZA DI ACQUA SU MARTE

Ebbene si, ce lo aspettavamo! Phoenix, la sonda che scorrazzava sulla superficie di Marte dal 25 maggio scorso, non dà più segnali e perciò gli scienziati della Nasa hanno sospeso le operazioni e dichiarata conclusa la missione. L’ultimo segnale arrivato al Jet Propulsion Laboratory (Jpl) a Pasadena, da dove governavano la sua vita, risale al 2 novembre.

Ne parla anche il blog Phoenix Mars Mission.

Qui in basso una delle foto più famose della sonda: la presenza di acqua su Marte è rilevata tra il 21° e il 25° giorno della missione (15 - 19 giugno 2008)

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/3e/Evaporating_ice_on_Mars_Phoenix_lander_image.jpg

Phoenix è rimasta vittima dell’inverno marziano, che con i suoi giorni brevissimi, le continue tempeste di polvere e le temperature a 200 gradi sotto zero ha messo a dura prova le sue batterie, ricaricate da pannelli solari, fino a renderne impossibile il funzionamento.

Tuttavia la missione si è rivelata un successo! Doveva durare tre mesi, ma è andata avanti due mesi più del previsto.
Nonostante abbia dimostrato la presenza di acqua, però, le condizioni attuali del pianeta si sono rivelate del tutto incompatibili con la vita.

Sembra intanto che anche l'altro robot presente su Marte versi in gravi condizioni. Si tratta di Spirit, il rover che da quasi 5 anni, insieme al suo gemello Opportunity, sta esplorando Marte in prossimità dell'equatore. Una violenta tempesta ha deposto sui suoi pannelli solari una grande quantità di polvere riducendo a solo 89 watt/ora l'energia disponibile, inferiore a quella necessaria per tenere in vita il rover stesso.

- Su Wikipedia trovate una galleria fotografica della missione
- Sul sito Nasa la scheda della sonda
- La pagina NASA dedicata all'esplorazione di Marte


Mentre noi di Gravità Zero ne abbiamo parlato qui:

venerdì 20 giugno 2008

ACQUA SU MARTE?

mercoledì 28 maggio 2008

ASCOLTA IL SUONO DI PHOENIX IN DISCESA SU MARTE

lunedì 26 maggio 2008

MARTE: LE PRIME IMMAGINI DI PHOENIX


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