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mercoledì 28 luglio 2010

QUANDO LA FISICA INCONTRA LA COMPUTER GRAPHICS

Thiago Costa lavora all'Ubisoft Digital Arts di Montreal, Canada (da visionare assolutamente www.ubi.com).

Si occupa di computer animation applicata ai fenomeni fisici e matematici, come la fluidodinamica e la dinamica molecolare.

Questo video offre una chiara idea del livello raggiunto dalla animazione computerizzata sorretta dalle leggi della fisica. Tra l'altro alla ubisoft sono alla ricerca di giovani bravi nella grafica, animazione e programmazione: fatevi sotto!

Un consiglio: ingrandite il video a tutto schermo per apprezzarne la qualità!




martedì 20 luglio 2010

LE OLIMPIADI INTERNAZIONALI DI INFORMATICA 2010

Tra poco meno di un mese sarà inaugurata la ventiduesima edizione delle Olimpiadi Internazionali di Informatica 2010 che si svolgeranno a Waterloo (Canada) dal 14 al 21 agosto. La squadra italiana è stata recentemente formata, in base ai risultati raggiunti al termine dell’ultimo allenamento.

Ecco i nomi dei nostri giovani atleti scelti per questa importante competizione:
  • Massimo Cairo (Liceo Scientifico Marconi di Milano)
  • Alessandro Dovis (Liceo Scientifico Galileo Galilei di Alessandria)
  • Giovanni Paolini (Liceo Scientifico Copernico di Brescia)
  • Luca Wehrstedt (Liceo Scientifico Copernico di Bologna)
Accanto ai 4 titolari sono state selezionate anche due riserve: Maximilian Alber (Istituto Tecnico Industriale Max Valier di Bolzano e Matteo Nardi (Liceo Scientifico Alberghetti di Imola).

Le Olimpiadi Internazionali di Informatica (IOI) sono organizzate per l’Italia da AICA insieme al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Lanciate dall’UNESCO nel 1989, sono una gara a cadenza annuale basata sull’abilità di risoluzione di problemi con il computer e sono riservate a studenti di età inferiore ai 20 anni, inquadrati in rappresentative nazionali provenienti da più di 80 paesi partecipanti.

Attraverso un percorso di selezioni articolato in più fasi (per istituto, territoriale ed infine nazionale), passato nel 2008 dalla durata di uno alla durata di due anni, viene definita la rosa di candidati fra cui scegliere il team che rappresenta i colori italiani alle Olimpiadi Internazionali di Informatica.

La durata delle Olimpiadi Internazionali è di circa una settimana, durante la quale studenti ed accompagnatori hanno la possibilità di partecipare ad eventi culturali e ricreativi organizzati dal paese ospitante.

La gara vera e propria si svolge nell'arco di due giornate e consiste nella risoluzione di problemi di natura algoritmica e nella loro traduzione in programmi informatici. I linguaggi di programmazione ammessi sono C/C++ e Pascal. Ciascuna rappresentanza nazionale è composta da una squadra di non oltre quattro persone. Le prove da superare sono 8 ed i ragazzi competono individualmente.

La premiazione avviene per fasce di punteggio, stabilite annualmente in base ai valori medi delle diverse prove,con l’assegnazione di medaglie d’oro, d’argento e di bronzo.

Le IOI 2009, svoltesi nel 2009 a Plovdiv, in Bulgaria, sono state una conferma dell’ottima preparazione dei nostri studenti: la squadra nazionale italiana, composta da 4 finalisti, ha ottenuto un risultato di grande prestigio conquistando 2 medaglie d’argento e 2 di bronzo, a coronamento di un evento che incontra sempre maggior successo anche “a casa nostra”.

All’ultima edizione infatti si sono iscritti all’iniziativa circa 500 Istituti e circa 13.000 studenti delle Scuole Secondarie Superiori (Licei e Istituti Tecnici).

Per ulteriori informazioni visitare il sito www.aicanet.itwww.olimpiadi-informatica.it

AICA – Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico, è un ente non profit indipendente e la più importante associazione professionale del settore, che ha come finalità lo sviluppo delle conoscenze informatiche in tutti i suoi aspetti scientifici, economici, sociali ed educativi.

Le IOI (International Olympiads of Informatics) sono una delle sei olimpiadi scientifiche internazionali (insieme a quelle di matematica, fisica, chimica, biologia e astronomia) dedicate agli studenti delle scuole medie superiori di tutto il mondo. L’obiettivo primario delle IOI è quello di stimolare nei giovani l’interesse per la risoluzione di problemi complessi con l’utilizzo di tecnologie informatiche.

Un altro importante obiettivo consiste nel raggruppare talenti provenienti dal diverse nazioni per far loro condividere esperienze scientifiche e favorire scambi culturali. Le IOI sono organizzate ogni anno da una delle nazioni partecipanti. Alla prima edizione tenutasi in Bulgaria nel 1989 parteciparono 13 nazioni, il numero è cresciuto rapidamente e all’edizione 2009 sono stati circa 80 i paesi rappresentati.

sabato 10 luglio 2010

CI LASCIA CARL ADAM PETRI


Ci lascia a Lipsia, all'età di 84 anni, il celebre matematico tedesco Carl Adam Petri, padre della teoria delle reti che porta il suo nome.

Una rete di Petri (conosciuta anche come rete posto/transizione o rete P/T) è una delle varie rappresentazioni matematiche di un sistema distribuito discreto.

La teoria delle reti di Petri, formulata nel 1962, ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo dell'informatica.

Petri nasce a Lipsia il 12 luglio 1926. Si laurea nel 1954 all'Università di Hannover, iniziando la carriera accademica, e passando poi dal 1959 al 1962 all'Università di Bonn. Nel 1962 ottenne il dottorato in matematica alla Technische Universitat Darmstadt con una tesi dal titolo "Kommunikation mit Automaten" (Comunicazione con gli automi), nella quale introdusse la teoria sulle reti dette di Petri, grazie alle quali si sono compiuti fondamentali passi in avanti nel campo della computazione parallela e distribuita e nel definire i moderni studi dei sistemi complessi e la gestione dei workflow.

Tra i suoi significativi contributi alla teoria delle reti figurano i modelli di coordinazione e le teorie sull'interazione, che portarono infine allo studio formale sui connettori software. Nel 1988 fu nominato professore onorario dell'Università di Amburgo. Nel 2003 viene insignito dalla regina dei Paesi Bassi del titolo di comandantte dell'Ordine del Leone olandese. Nel 2007 riceve la Academy Gold Medal of Honor dalla Academy of Transdisciplinary Learning and Advanced Studies.

martedì 29 dicembre 2009

IL COMPUTER E INTERNET: GUIDA GRATUITA PER NEOFITI


Il miglior modo per fare divulgazione e per farsi conoscere in un periodo in cui Amazon dichiara di avere venduto più ebook che libri è proprio quello di realizzare un libro elettronico.

Così oltre al nostro ebook "Oltre la frontiera quantistica" in rete potete trovare tante interessanti proposte, oltretutto completamente gratuite.

L'ISIA, Istituto di formazione di Firenze presenta un volume in formato ebook (pdf) realizzato da Francesco Fumelli.

"Questo libro - spiega l'autore dell'opera - è una guida rapida alla sopravvivenza informatica. Un manuale delle “giovani marmotte digitali” che nasce come uno strumento utile, senza pretese di completezza assoluta. Trucchi, consigli e tecniche pratiche per gestire meglio un oggetto/servizio (il computer) ormai divenuto estensione della nostra fisicità".

"Il computer ed Internet, cosa sono come funzionano" è rilasciato gratuitamente, e liberamente distribuibile, sotto licenza creative commons.

E' possibile Scaricare qui il volume gratuitamente.

Francesco Fumelli è consulente nel settore della comunicazione e del web per aziende ed enti pubblici. Insegna Informatica ed Elementi di Comunicazione Digitale all’ISIA e all’Accademia di Belle Arti di Firenze.

Siete incoraggiati dall'autore a copiare questo libro! Naturalmente per scopi NON commerciali, lasciandolo inalterato con riferimenti e titolarità all'autore.

Fonte: www.fumelli.it


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sabato 29 agosto 2009

COME SARÀ INTERNET TRA 40 ANNI?

Chiunque legga questo blog utilizza almeno un servizio di Google.
Google ha compiuto appena 10 anni e il Web, nato nei laboratori del Cern, è diventato maggiorenne con i suoi 18 anni il 6 agosto scorso. Si tratta di tecnologie giovani, che però hanno trasformato il nostro modo di vivere e di lavorare, e così quello delle future generazioni, per sempre!

Nel video seguente proveremo a immaginare quale possa essere il futuro dell'evoluzione di internet, delle applicazioni web e dei device, nei prossimi 40 anni. Immaginiamo un futuro in cui Google confermerà la sua supremazia nell'ambito di ricerca e sviluppo, diventando il maggior innovatore dal punto di vista delle applicazioni e dei device, fino a portare gli uomini alla perfetta integrazione fisica con la tecnologia.




Il video è stato realizzato durante il modulo sulla percezione umana dei nuovi media e sull'evoluzione dell'interazione dell'uomo con le tecnologie della rete, tenuto dal professor Derrick De Kerckhove (all'interno del Corso di Teoria e Metodo dei Mass Media del Prof. Francesco Monico, rivolto agli studenti della scuola di Media Design & Arti Multimediali - Naba.


Se vi siete divertiti a immaginare come potrà essere il futuro dei prossimi 40 anni, proviamo a vedere ora come immaginavano, nel lontano 1967 in un documentario USA, quello che sarebbe stato possibile in un futuro lontano (1999): fare acquisti a distanza e controllare le operazioni della vita di tutti i giorni con l'ausilio dell'informatica .



Grazie a paleo-future per la segnalazione.

lunedì 4 maggio 2009

WOLFRAM | ALPHA SFIDA GOOGLE

Il matematico, miliardario ed ex bambino prodigio Stephen Wolfram ce l'ha fatta di nuovo?
Sua è infatti l'idea di una nuova rivoluzione su internet: un motore di ricerca in grado di dare risposte precise a domande precise, anche alle più complesse. Un motore che potrebbe addirittura minacciare l'egemonia di Google sul web e capace - afferma Wolfram - di "trovare un modo per rendere analizzabile la conoscenza sistematica che abbiamo sin qui accumulato".

Basata sulla tecnologia di Trendalyzer, la nuova funzionalità di ricerca presenta graficamente i risultati delle ricerche, permettendo ad esempio il confronto delle statistiche sulle emissioni di CO2 nel corso degli anni, la frequenza di patologie asmatiche, gli incendi e tutto quanto è raccolto e archiviato su web. Ma anche come verificare la posizione di un gene nel DNA umano, o fare comparazioni e analisi finanziarie tra diversi governi nel tempo.

Wolfram descrive le quattro principali compotenti di Alpha: dalla supervisione dei dati ("data curation") raccolti da fonti pubbliche e private e poi filtrate da processi automatici e curatori umani assieme. Agli algoritmi composti da "cinque-sei milioni di linee di codice di Mathematica", a cui viene applicata una analisi semantica dei termini digitati dagli utenti. Infine a un sistema di rappresentazione dei dati che sceglierà tra le "decine di migliaia" di possibili grafici, per restituire un quadro quanto più vicino ai desideri dell'utente.

Sarà completamente gratuito e attingerà sia dalle informazioni disponibili online che da quelle contenute in database privati.

In questo video, pubblicato il 29 aprile scorso, Wolfram ci mostra come funziona il suo nuovo Wolfram|Alpha




Wolfram è un nome arcinoto nell'ambiente scientifico: nato a Londra nel 1959, matematico e scienziato, è stato un ragazzo prodigio: a soli 13 anni vinse una borsa di studio per il prestigioso collegio di Eton e a 15 pubblicò il suo primo lavoro sulla fisica delle particelle. Prese il dottorato in fisica teorica a Caltech a 20 anni, mentre l'anno seguente fu il più giovane vincitore del "Genius Award", premio della Fondazione MacArthur per la matematica.

All'inizio degli anni '80 fece un incontro che doveva avere molta influenza nella sua vita futura: quella di John Conway, inventore di un automa cellulare chiamato Life.

Dopo aver lavorato per qualche tempo presso l'Università dell'Illinois, mettendo a punto "Mathematica", uno dei più noti software di calcolo avanzato, Wolfram abbandonò l'università per fondare una società per commercializzare il suo programma, utilizzato soprattutto dalle aziende e dei centri di ricerca.

Nel 1991, senza più problemi di denaro, Wolfram si ritirò a Chicago dove, per una decina di anni si dedicò alla ricerca matematica pura. I risultati delle sue lunghe riflessioni, alle quali non erano estranei gli influssi del lavoro di Conway, furono riportati in un libro di più di mille pagine, A New Kind of Science, che a giudizio dell'autore dovrebbero rivoluzionare molte delle nostre idee riguardo l'universo e un gran numero di fenomeni complessi.

L'opera di Wolfram è stata accolta con grande interesse da parte della comunità scientifica, anche se non mancano dei critici, come ad esempio il matematico Gregory Chaitin e il fisico Freeman Dyson.

http://www.wolfram.com
http://www.wolframscience.com

giovedì 27 novembre 2008

WEB 2.0: IL VIRTUALE REALE

Il nuovo web contiene davvero potenzialità che lo rendono “diverso”?

Proseguiamo con la serie di articoli “Web 2.0”, cercando di far luce sul fenomeno, che è sì un fenomeno sociale, ma non solo, e attorno al quale si fa un gran parlare senza badare troppo a tirare conclusioni dotate di qualche fondamento. Il rischio è che gli aspetti legati al business prevalgano prima di un'affermazione vera e propria di un nuovo tipo di realtà, linguaggio o comunicazione.

Con 'Web 2.0' si indica genericamente uno stato di evoluzione di Internet (e in particolare del World Wide Web) rispetto alla condizione precedente. Si tende ad indicare come Web 2.0 l'insieme di tutte quelle applicazioni online che permettono uno spiccato livello di interazione sito-utente (blog, forum, chat, sistemi quali Wikipedia, You Tube, Facebook, Myspace, Gmail, ecc.). [1]

La locuzione pone l'accento sulle differenze rispetto al cosiddetto Web 1.0, diffuso fino agli anni '90, e composto prevalentemente da siti web statici, senza alcuna possibilità di interazione con l'utente eccetto la normale navigazione tra le pagine, l'uso delle email e l'uso dei motori di ricerca.

Per le applicazioni web 2.0, spesso vengono usate tecnologie di programmazione particolari, come AJAX (Gmail usa largamente questa tecnica per essere semplice e veloce) o Adobe Flex.

Un esempio potrebbe essere il social commerce, l'evoluzione dell'E-Commerce in senso interattivo, che consente una maggiore partecipazione dei clienti attraverso blog, forum, sistemi di feedback ecc.

Gli scettici replicano che il termine Web 2.0 non ha un vero e proprio significato, in quanto questo dipende esclusivamente da ciò che i propositori decidono che debba significare per cercare di convincere i media e gli investitori che stanno creando qualcosa di nuovo e migliore, invece di continuare a sviluppare le tecnologie esistenti.

Questo è quanto riporta Wikipedia alla voce “Web 2.0” (http://it.wikipedia.org/wiki/Web_2.0) che prendiamo come punto di partenza cercando di rispondere alla domanda che ci siamo posti all'inizio: Il nuovo web contiene davvero potenzialità che lo rendono diverso?

Prima di tutto, rispondiamo agli scettici: che il termine Web 2.0 non abbia un vero e proprio significato è assolutamente vero, nel senso che non sta ad indicare qualcosa di radicalmente nuovo, basato su una tecnologia mai vista in precedenza. Il che però non significa assolutamente nulla. Forse è il caso che gli scettici si documentino in merito: vi siete mai chiesti quante volte un termine che descrive un'innovazione scientifica ha un vero e proprio significato? Meno di quanto si possa immaginare.

Tra il 1830 e il 1840 (quasi due secoli or sono!!!) l'invenzione e la diffusione del telegrafo rese possibile la comunicazione in tempo reale a distanza attraverso l'uso di fili elettrici. Dalla nascita delle telecomunicazioni, il passo successivo, proprio utilizzando le linee telegrafiche, lo abbiamo avuto con la nascita del FAX (acronimo di facsimile, ben prima dell'invenzione del telefono, il cui antenato ha avuto diversi nomi curiosi tra cui Belinografo); anche in questo caso, non si è trattato di altro se non di un'evoluzione della tecnologia precedente: forse si poteva dire Telegrafo 1.5?

A questo esempio è possibile affiancare moltissimi altri, fino ai giorni nostri. Sovente la tecnologia non evolve in modo drastico e sovversivo, ma attraverso progressive mutazioni, anche quando gli effetti possono essere profondamente innovativi e cambiare radicalmente il nostro modo di vivere.

Parliamo di Internet 1.0, ovvero ciò che la definizione enciclopedica indica in giusta misura come la rete dei “siti web statici”. Prima che cosa c'era? La stessa cosa, con un nome differente: ARPANET (acronimo di Advanced Research Projects Agency NETwork, ideato verso la fine degli anni cinquanta e messo in produzione nel 1962 dall'organizzazione militare statunitense nota come Defense Advanced Researc Projects Agency (DARPA) Successivamente ARPANET, che di fatto era una WAN riservata con scopi militari – erano gli anni della guerra fredda – è stata poi liberalizzata dapprima alla rete delle università americane, poi estesa a livello mondiale e quindi successivamente è diventata interessante per il grande pubblico.

L'evoluzione di Internet, ancora con l'introduzione di un termine che non ha cambiato il significato della tecnologia applicata, è diventata di pubblico dominio riscuotendo in pochissimi anni il favore del grande pubblico grazie all'introduzione del World Wide Web (da cui WWW): la disponibilità di linee dati sempre più veloci, ha reso possibile la crezione di siti in grado di veicolare contenuti grafici facilmente visibili attraverso i browser. Ancora una volta, non è stata la tecnologia a cambiare, l'uso che è stato possibile farne, perché era cambiato un fattore importante: la velocità di trasmissione dati. Naturalmente, anche l'evoluzione e la diffusione dei personal computer ha giocato un ruolo essenziale, ma dal punto di vista strettamente legato alla rete del tutto secondario: anche disponendo di un portatile superaccessoriato di ultima generazione potremmo navigare ben poco alla velocità di 2400 baud (ovvero 30 caratteri al secondo circa).

Niente di nuovo sotto il sole

Quindi se nulla o quasi è cambiato da almeno cinquant'anni nel funzionamento della rete Internet, a parte dettagli funzionali (la velocità delle linee, l'affidabilità dei segnali, l'utilizzo di cavi in fibra ottica o trasmissioni radio anziché le linee telefoniche di gran lunga più lente) ancor meno potremo rilevare nel passaggio, forse un po' forzato dal web 1.0 al web 2.0. Ma ancora una volta le cose non stanno esattamente come sembrano.

Per semplificare e comprendere meglio il concetto, possiamo paragonare l'evoluzione della rete Internet dagli anni della liberalizzazione di ARPANET fino ai giorni nostri all'evoluzione delle bibicletta da corsa. Negli anni cinquanta le biciclette erano del tutto simili a quelle che abbiamo visto sfrecciare all'ultimo Giro d'Italia, ma le tecnologie che impiegavano per la costruzione erano differenti. Oggi, le stesse gare vedono atleti da prestazioni superiori, perchè utilizzano mezzi tecnologicamente avanzati, con ruote lenticolari, una particolare attenzione all'aerodinamica, telai costruiti in leghe superleggere e ogni possibile e impossibile accorgimento. Complici le strade su cui si snodano i percorsi, che - anche queste realizzate con tecnologie più avanzate - sono più facili da percorrere, producono meno attrito, creano meno problemi ai corridori.

Ma, per raffrontare il Web, dalla versione 1.0 alla successiva, dobbiamo prendere a prestito un altro termine di confronto. Cosa è cambiato nel passaggio dal tram alla metropolitana? I periodi in cui sono stati utilizzati i due mezzi di trasporto per la prima volta sono abbastanza vicini: il primo tram a cavalli ha iniziato il proprio servizio l'11 settembre 1795; si trattava dell'applicazione di una tecnologia – quella dei mezzi su binari – presa a prestito dalle ferrovie per essere impiegata nel trasporto pubblico cittadino. L'evoluzione del mezzo, passando per il tram a vapore, giunge nel 1881 all'inaugurazione della prima linea tramviaria elettrica in un quartiere periferico di Berlino. Nei quarant'anni che seguirono, il tram ebbe molto successo in tutte le città europee come mezzo di trasporto di massa, tanto da condizionare l'evoluzione dell'urbanistica delle stesse metropoli.

La Metropolitana di Mosca, una delle più belle e antiche metropolitane del mondo, oggi è costituita da una rete di 12 linee e 176 stazioni. La prima linea è stata inaugurata il 15 maggio 1935, periodo in cui la rete tramviaria di superficie era nel periodo d'oro della sua diffusione in Europa. La tecnologia impiegata è la stessa: mezzi elettrici su rotaie che collegano la città dal centro alla periferia attraverso una rete di binari.

Ma la differenza fondamentale è che con la metropolitana viene completamente ridefinito il concetto di tempo di percorrenza. Mentre il tram in superficie è condizionato totalmente dal traffico, dalle condizioni ambientali ed atmosferiche e dalle condizioni di percorribilità delle strade, la metropolitana – ieri come oggi – non risente minimamente di questi aspetti. Non solo, ma grazie al mezzo sotterraneo è possibile spostarsi velocemente da un punto all'altro della città impiegando pochissimo tempo.

Questo esempio sottolinea come un cambiamento tecnologico non particolarmente significativo, in cui è determinante l'applicazione differente della tecnologia, abbia portato un cambiamento radicale negli usi e costumi e nello stesso stile di vita della popolazione di intere metropoli. Si pensi a città come Tokio, Mosca, New York, Londra, quasi totalmente dipendenti dalla rete metropolitana per il trasporto quotidiano di grandi masse di popolazione fra le abitazioni ed i luoghi di lavoro.

Abbiamo rotto gli argini

Ciò che accade col web 2.0, in continua evoluzione ma seguendo una strada segnata, è molto simile all'esempio del tram e della metropolitana: si sono accorciate le distanze.

Che la tecnologia e i mezzi impiegati siano essenzialmente gli stessi nel “passaggio” da 1.0 a 2.0 è vero, ma ciò non ha impedito che questo cambiamento fino dalle sue prime battute abbia dato ad intendere che si trattava di un evento epocale. Accorciare le distanze non significa semplicemente consentire a due persone ai poli opposti del globo di comunicare in modo istantaneo ma si va ben oltre. La possibilità di utilizzare la rete e gli strumenti di cui si dispone oggi, ha consentito a milioni di individui di alterare i flussi della comunicazione anche nel mondo reale.

Il vero cambiamento che possiamo già da qualche tempo rilevare è la rottura di quella membrana osmotica che fin dall'inizio della rete ha rappresentato la barriera che divideva le relazioni, interpersonali e non, del mondo virtuale da quello reale. Oggi il confine non è più così ben definito e si vedrà scomparire, da qui a breve, questa separazione. In qualche modo possiamo dire che anche Internet sta diventando una delle tante modalità di comunicazione, forse la più completa messa a punto dall'uomo, che appartengono alla realtà.

Ma anziché pensare con timore che nel giro di qualche anno il mondo reale sarà “violato” dal mondo virtuale, se ci voltiamo indietro ci possiamo rendere conto che lo stesso effetto deve averlo provato nostro nonno o al massimo bisnonno, quando la cultura del suo tempo è stata “contaminata” da innovazioni come il telefono o la radio. Si è trattato di cambiamenti in cui il “virtuale” ha reso possibile forme di comunicazione prima impensate, come parlare in un istante fra Roma e New York con un mostruoso, primitivo, inquietante aggeggio di bachelite dal nome un po' strano: il telefono. Ciò che oggi rende ancora ambigua la rete di fronte alle possibilità “social” offerte dalle nuove modalità di comunicazione di questo mezzo è piuttosto il comune fraintendimento di termini.

Ambiguità che si disperderà presto: nella realtà attuale, come vedremo in alcuni esempi in dettaglio nei prossimi articoli, si stanno già verificando fenomeni di massa in cui il fattore virtuale è soltanto uno degli aspetti di una struttura di relazioni complesse che coinvolgono in modo spontaneo tutte le forme di comunicazione, dalla relazione interpersonale alla rete.

Una prima disambiguazione può essere messa a fuoco anche dal lettore: Internet e in particolare il Web 2.0 non consente di per sé la comunicazione in una nuova forma. È un mezzo, e come tale rende possibile una rete di contatti di dimensioni spropositate e impossibile da realizzare con qualsiasi altro mezzo. Siamo noi che utilizzando in modo proficuo la tecnologia possiamo creare personali modalità di comunicazione ed entrare in relazione attraverso un sistema di contatti già aperto e disponibile. È la volontà dei singoli che si rendono rintracciabili, accomunati da interessi, idee politiche, ideologie, desideri, speranze, ricerca, ambizioni. Senza escludere tutti gli aspetti delle possibilità espressive degli individui, proprie della nostra specie.

venerdì 21 novembre 2008

IBM E CINQUE PRESTIGIOSE UNIVERSITA' LAVORANO SU UN COMPUTER CHE SIMULI IL CERVELLO UMANO

San Jose, California – In un’impresa senza precedenti, IBM e cinque prestigiose università hanno avviato una collaborazione per la creazione di sistemi di calcolo che dovrebbero simulare le capacità di sensazione, percezione, azione, interazione e cognizione del cervello umano.

Secondo la società di analisi IDC, la quantità di dati digitali cresce all’allarmante tasso del 60 per cento ogni anno, offrendo alle imprese l’accesso a nuovi incredibili flussi di informazioni. Ma senza la capacità di monitorare, analizzare e reagire a queste informazioni in tempo reale, la maggior parte del valore può andare perduto. Fino a quando i dati non vengono acquisiti e analizzati, le decisioni e gli interventi possono essere ritardati. Il “cognitive computing” offrirebbe l’opportunità di realizzare sistemi in grado di integrare e analizzare vaste quantità di dati da molte fonti in un batter d’occhio, consentendo alle imprese o ai singoli individui di prendere decisioni rapide in tempo per ottenere vantaggi significativi.




Ad esempio, i banchieri devono prendere decisioni in una frazione di secondo sulla base di dati che variano costantemente e che fluiscono a una velocità vertiginosa. E nell’attività di monitoraggio dell’approvvigionamento idrico mondiale, una rete di sensori e attuatori registra e riferisce costantemente dati quali temperatura, pressione, altezza d'onda, acustica e marea oceanica. Nell'uno o nell’altro caso, cercare di capire quella montagna di input sarebbe un'impresa impossibile per una persona, o anche per 100. Un computer cognitivo, che agisce come un “cervello globale”, potrebbe ricomporre con rapidità e accuratezza i pezzi disparati di questo puzzle complesso e aiutare le persone a prendere decisioni oculate velocemente.

Ispirandosi alla struttura, alla dinamica e al comportamento del cervello, il team di ricerca impegnato in progetto si propone di rompere il paradigma di macchina programmabile convenzionale. Sostanzialmente, il team spera di eguagliare il basso consumo energetico e le dimensioni ridotte del cervello, utilizzando dispositivi in nanoscala per sinapsi e neuroni. Questa tecnologia potrà portare alla realizzazione di architetture di calcolo e paradigmi di programmazione totalmente nuovi. L’obiettivo finale è poter disporre di computer onnipresenti, dotati di una nuova intelligenza in grado di integrare informazioni provenienti da svariati sensori e da svariate fonti, di gestire l’ambiguità, di rispondere in modo dipendente dal contesto, di apprendere nel corso del tempo e di eseguire il riconoscimento di modelli, per risolvere problemi difficili basati su percezione, azione e cognizione, in ambienti reali complessi.

Per questa sfida, IBM ha creato un team integrato e di altissimo livello di ricercatori e collaboratori, guidati dal Dr. Dharmendra Modha, manager dell’iniziativa di cognitive computing IBM, con esponenti di Stanford University (Professori Kwabena Boahen, H. Phillip Wong, Brian Wandell), University of Wisconsin-Madison (Professor Giulio Tononi), Cornell University (Professor Rajit Manohar), Columbia University Medical Center (Professor Stefano Fusi) e University of California- Merced (Professor Christopher Kello). Il team IBM è costituito da Dr. Stuart Parkin, Dr. Chung Lam, Dr. Bulent Kurdi, Dr. J. Campbell Scott, Dr. Paul Maglio, Dr. Simone Raoux, Dr. Rajagopal Ananthanarayanan, Dr. Raghav Singh, e Dr. Bipin Rajendran.

IBM e i partner coinvolti hanno ricevuto un finanziamento di 4,9 milioni di dollari dalla Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) per la prima fase dell’iniziativa SyNAPSE (Systems of Neuromorphic Adaptive Plastic Scalable Electronics) della DARPA. La proposta di IBM “Cognitive Computing via Synaptronics and Supercomputing (C2S2)” traccia le linee della ricerca che sarà condotta nei prossimi nove mesi, in aree quali sinaptronica, scienza dei materiali, circuiti neuromorfi, simulazioni con supercomputing e ambienti virtuali. La ricerca iniziale sarà incentrata sulla dimostrazione di dispositivi simili alle sinapsi, a basso consumo, su nanoscala e sulla scoperta dei microcircuiti funzionali del cervello. La missione a lungo termine di C2S2 è realizzare computer cognitivi compatti, a basso consumo, che si avvicinino all’intelligenza dei mammiferi.

Di recente, il solo team IBM di cognitive computing ha dimostrato la simulazione in tempo quasi reale sulla scala del cervello di un piccolo mammifero, utilizzando gli algoritmi di calcolo cognitivo con la potenza del supercomputer BlueGene IBM. Con questa capacità di simulazione, i ricercatori stanno sperimentando varie ipotesi matematiche della funzione e della struttura cerebrale, lavorando alla scoperta di micro e macro circuiti computazionali essenziali del cervello.

In passato, il campo della ricerca sull’intelligenza artificiale si è concentrato su singoli aspetti della progettazione di macchine intelligenti. Il cognitive computing, all’avanguardia di questa linea di ricerca, si propone di progettare macchine intelligenti olistiche, che colleghino tra loro ordinatamente tutti i pezzi. L'iniziativa del cognitive computing IBM è nata dal suo 2006 Almaden Institute, che riunisce ogni anno le menti migliori per affrontare le sfide fondamentali al limite estremo della scienza e della tecnologia. IBM vanta una lunga storia nel campo della ricerca sull’intelligenza artificiale, che risale al lontano 1956 quando fu effettuata per la prima volta al mondo la simulazione corticale su grande scala (512 neuroni).


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martedì 4 novembre 2008

GIORDANIA: PRESENTATA LA SECONDA GENERAZIONE DI RETE TELEMATICA AD ALTA CAPACITÀ DEL MEDITERRANEO EUMEDCONNECT2


Si è svolta oggi ad Amman, in Giordania, la seconda edizione di “EU-Med Event”, occasione di lancio della seconda generazione di rete telematica ad alta capacità nel Mediterraneo EUMEDCONNECT2

La sanità, l'istruzione e l'ambiente sono alcuni dei settori che, nei paesi del Mediterraneo, stanno beneficiando della crescita delle infrastrutture digitali, come ad esempio l’Internet a banda larga e le griglie di calcolo distribuito.



L’evento, organizzato dalla rete della ricerca italiana GARR e dalla Comunità delle reti della ricerca euro-mediterranee con il contributo della Commissione europea, è stato pensato per aumentare la consapevolezza dei politici nella regione e per rafforzare il loro impegno nei confronti delle infrastrutture digitali del Mediterraneo

Come la commissaria europea per la Società dell’informazione e i media, Viviane Reding, ha sottolineato in un videomessaggio trasmesso durante l’evento, progetti come questo si inseriscono nel quadro del cosiddetto Processo di Barcellona, partnernariato che ha l’obiettivo di creare nel bacino Euro-Mediterraneo un’area di pace, sicurezza e prosperità tramite la realizzazione di attività congiunte in settori chiave come la ricerca.

L'evento è stato, come abbiamo detto, occasione di lancio della seconda generazione di rete telematica ad alta capacità nel Mediterraneo EUMEDCONNECT2 che, grazie alla sua interconnessione con la rete europea GEANT2, rende possibile la collaborazione globale nella regione euro-mediterranea, contribuendo a combattere il digital divide e promuovendo lo sviluppo scientifico e sociale.
Le infrastrutture digitali per la ricerca e l’istruzione permettono inoltre ai membri delle comunità scientifiche ed accademiche delle regioni mediterranee di collaborare tra loro e con le altre organizzazioni in Europa e nel mondo.

Dopo l’inaugurazione di SESAME, il primo acceleratore di particelle a disposizione dei ricercatori della regione, Amman ha ospitato questa importante conferenza dedicata alle infrastrutture digitali:

“Non si tratta di una coincidenza” - ha detto Sua Altezza Reale la Principessa Sumaya Bint El Hassan, سمية بنت الحسن‎) - ma è piuttosto una dimostrazione dell’impegno del nostro Paese verso lo sviluppo dell’intera regione e verso l’ampliamento della collaborazione con l’Europa nell’utilizzo pacifico della scienza. Le infrastrutture elettroniche giocano un ruolo chiave in questo processo, perché forniscono ai nostri migliori scienziati strumenti essenziali per contribuire all’avanzamento della scienza e collaborare con i loro colleghi in tutto il mondo. Come si può vedere oggi, questa visione della scienza come strumento al servizio della pace e dell’umanità è condivisa da molte altre persone non solo nell’area del Mediterraneo.”

Infine su
الغد الأردني

leggo che





"La rete di università presenti [l'Università giordana è ospite dell'evento, nda] tende a rafforzare la cooperazione tra i gruppi di ricerca scientifica nella regione euro-mediterranea favorendo e rendendo disponibili tutte le risorse utili per i ricercatori nella regione, al fine di promuovere la ricerca scientifica e le sue applicazioni".


Ringraziamo la dottoressa Maddalena Vario (relazioni esterne GARR), per averci comunicato tutte le informazioni in merito all'evento.


Ulteriori informazioni e il programma aggiornato sono disponibili su:


www.terena.org/eumedevent2


Albawaba

Euro-Mediterranean policy makers renew commitment to e-Infrastructures in the region


Approfondimenti:

[PDF] GEANT2 fornisce connettività alla nuova infrastruttura mondiale di Grid Computing per l’acceleratore di particelle LHC attivato al CERN .

martedì 21 ottobre 2008

IL GOOGLE DEVELOPER DAY OGGI A MILANO


Oggi siamo al Google Developer Day, in veste di redattori, un evento su prenotazione che si svolge oggi a Milano e che, insieme agli sviluppatori italiani, prenderà parte a una discussione sul futuro delle applicazioni web.
QUI I RELATORI


In una dozzina di sessioni di approfondimento e codelab, gli sviluppatori potranno approfondire un’ampia gamma di argomenti – dai temi per principianti a quelli più avanzate - presentati dai principali ingegneri di Google esperti in sviluppo di applicazioni web.

Al Google Developer Day verrà inoltre presentata una nuova versione delle API Gears Geolocation, che permetteranno agli sviluppatori di creare migliori applicazioni di geolocalizzazione che sfruttano il WiFi. Grazie alle nuove API Gears Geolocation, gli utenti che usano WiFi su cellulare o notebook potranno avere una migliore precisione della localizzazione, inferiore ai 200 metri in centinaia di città.

Il sito del Google Developer Day
http://code.google.com/intl/it/events/developerday/2008/home.html

Entro domani posteremo qualche foto dell'evento e vi racconteremo cosa abbiamo visto!
A domani!


sabato 4 ottobre 2008

IL CERN FESTEGGIA GRID: L'INTERNET DEL FUTURO


E' stata inaugurata ieri la rete globale da 100.000 computer che potrebbe diventare l'Internet del futuro!

Il suo nome è Grid [qui un nostro articolo] ed è stato inaugurato con una cerimonia nel Cern di Ginevra, proprio dove 17 anni fa nacque il World Wide Web.

La sua funzione principale sarà quella di analizzare la mostruosa quantità di dati che il più grande acceleratore del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) inaugurato il 10 settembre scorso, elaborerà non appena sarà a pieno regime.


Quando sarà in piena attività, l'Lhc permetterà 600 milioni di collisioni di protoni al secondo, producendo dati per 40 milioni di volte al secondo.

Le collisioni saranno rilevate da quattro grandi ricettori sotterranei, il più grande del quale è grande come un edificio di cinque piani.

Il flusso di dati sarà di circa 700 megabyte al secondo ovvero 15 milioni di gigabyte all'anno per 10-15 anni -- abbastanza per riempire tre milioni di dvd all'anno o creare una torre di cd alta due volte il Monte Everest.

Il Cern ha solo il 10% della capacità informatica necessaria per analizzare l'esperimento. The Grid fornirà il resto.

Con una potenza di calcolo di 100.000 computer, Grid è una rete distribuita che connette 140 centri di calcolo di 33 Paesi.

Grid deve la sua nascita in gran parte all'Italia. Si tratta di una idea partita nel 1999, quando si sono cominciati ad affrontare i problemi di come condividere le risorse per il calcolo dei dati dell'Lhc. Le tecnologie esistenti non erano sufficiente a elaborare questa grossa quantità di dati.

I dati vengono inviati dal Cern a 11 nodi di primo livello e da questi redistribuiti ai centri di secondo livello. In Europa sono attivi 60.000 computer che fanno capo a 250 sedi di ricerca, negli Stati Uniti ce sono circa 30.000 e alcune migliaia sono in Asia, soprattutto a Taiwan, Giappone, Cina e Corea.

Nel frattempo la rete Grid ha cominciato ad essere utilizzata da gruppi estesi di biologi, genetisti, geologi e geofisici.

Proprio come il World Wide Web, realizzato nel 1990 al Cern, il Grid in futuro potrebbe entrare nelle case di tutti noi e permettere attività per ora solo immaginate.

Fonte: CERN


mercoledì 1 ottobre 2008

NOREAL ESPONE AD ARCHEOEXPO VIRTUAL - PAESTUM



L'evento si apre il 13-14-15 Novembre 2008. NoReal è stata selezionata dal CNR-Itabc (Istituto Tecnologie Applicate ai Beni Culturali) per esporre al salone dei Beni Culturali dell'XI Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, che si terrà a Pestum (NA) dal 13 al 15 Novembre.

Il riconoscimento è volto all'operato continuo di divulgazione scientifica dei Beni Culturali italiani che NoReal ha da sempre promosso attraverso applicazioni basate su ricostruzioni tridimensionali, filmati stereoscopici, applicazioni interattive di grande appeal.

"E' con grande soddisfazione che presenteremo l'ultimo video in computergrafica sulla ricostruzione del sistema difensivo dell'antica Akragas, l'Agrigento della Valle dei Templi, di cui si potrà utilizzare anche una ricostruzione interattiva su Second Life, indossando i panni degli opliti e conversando con avatar di tutto il mondo", dice l'Arch. Davide Borra, CEO di NoReal.

L'appuntamento quindi è per la metà di Novembre, tra le antiche mura di Akragas.
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NOREAL AL FESTIVAL DELLA CREATIVITA' Di FIRENZE


La manifestazione, che l'anno scorso ha contato più di 350mila visitatori, ha in palinsensto svariati appuntamenti legati alle tecnologie avanzate.

Sarà una partecipazione densa di impegni quella dell'Arch. Davide Borra, CEO di NoReal (www.noreal.it), durante i 4 giorni dei lavori fiorentini.

La manifestazione che l'anno scorso ha contato più di 350mila visitatori, ha in palinsensto svariati appuntamenti legati alle tecnologie avanzate.

In particolare l'Arch. Borra sarà partecipe in qualità di organizzatore e chairman della conferenza MIMOS sulla Natural Interaction prevista per il giorno di apertura dalle ore 15:30 nel Padiglione Spadolini, per poi intervenire in qualità di artista digitale in "Rinascimento Virtuale" curato da Mario Gerosa ed a seguito quale esperto di metaversi nel bar camp organizzato da Fabrizio Pivari il giorno 25 Ottobre.

FESTIVAL DELLA CREATIVITA'

Il Festival della Creatività di Firenze, con gli oltre 350.000 visitatori del 2007, giunge al traguardo della terza edizione (23-26 ottobre 2008) con un ricco carnet di appuntamenti. Visioni, viaggi, scoperte è il titolo scelto quest'anno per descrivere un progetto che, a partire dalle celebrazioni dedicate al genio di Galileo Galilei consolida il proprio format e afferma il proprio impegno all'insegna della più innovativa sperimentazione. L'ingresso è gratuito.

Visioni sul futuro, viaggi nel tempo e nello spazio, scoperte e invenzioni in ogni campo del sapere, saranno gli elementi chiave di un esperimento che, ancora una volta, trasformerà per quattro giorni la Fortezza da Basso in un laboratorio aperto alle azioni, ai progetti e ai linguaggi della contemporaneità. Artisti, scienziati, intellettuali, ma anche giovanissimi e ancora sconosciuti inventori, saranno i protagonisti di un grande evento che raccoglierà in un unico, suggestivo spazio, le migliori idee creative in circolazione: dalla cultura al design, dalla comunicazione ai new media, dalla robotica alle arti performative.

NOREAL

Da quindici anni NoReal.it crea modelli virtuali per il design, l’architettura, le fiere e la comunicazione aziendale, il web, la televisione e le installazioni video.

Grafica tradizionale e comunicazione
L’esperienza al servizio di PMI e Grandi Aziende per lo studio della comunicazione pubblica e tecnica. Brochure, presentazioni prodotto, video, siti web: ogni supporto è conosciuto ed affrontato con la migliore professionalità ed innovazione.

Grafica interattiva e Realtà Virtuale
E' il settore più avanzato e suggestivo: cataloghi 3D per siti web, landmarks, mondi virtuali, sale immersive, applicazioni di realtà virtuale e aumentata, stereoscopia e sistemi di natural interaction per navigare il 3D muovendo liberamente le mani nell’aria.

Parole chiave: web 3D, agency Torino, second life, modelling, video, virtual archeologia, rendering, stereoscopia, virtual reality, landmarks, computer grafica.

venerdì 26 settembre 2008

A MILANO ECOSISTEMI DIGITALI E PROSPETTIVE DEL SOCIAL NETWORKING


Chi avesse letto il bellissimo libro "Link" e fosse rimasto affascinato dai modelli descritti dall'autore, il fisico Albert-László Barabási, o chi fosse appassionato dei fenomeni di evoluzione della Rete e del cosiddetto Web 2.0, non dovrebbe lasciarsi sfuggire la relazione che Massimo Giordani, docente di "Integrazione dei media" al Politecnico di Torino terrà alla conferenza di lunedì 29 settembre alle 18.00 a Milano presso lo spazio Nokia ai giardini Indro Montanelli (Porta Venezia).

Il Prof. Giordani, CEO di Time & Mind, parlerà di sistemi complessi ed "ecosistemi digitali": Da "Essere digitali" di Negroponte alle "Smart mobs" di Rheingold passando per la "Long tail" di Anderson: un futuro sempre più interconnesso di nicchie digitali che coinvolgono persone di ogni fascia di eta'.
L'incontro ha l'obiettivo di approfondire gli scenari del mondo digitale e delle sue molteplici opportunità relazionali.

Massimo Giordani, dopo aver esplorato negli anni ’80 le opportunità offerte dalle prime interfacce grafiche e dai sistemi ipertestuali, con l’avvento del Web ha focalizzato i suoi interessi sullo studio dell’impatto che la convergenza digitale ha sul mondo della comunicazione e del media digitali.

Una lezione sui modelli descritti da Barabási, e dai fisici Réka Albert e Ginestra Bianconi in alcuni lavori che vedono applicazioni reali dagli studi sulle reti e i sistemi complessi come i social network, l'economia digitale, i fenomeni di diffusione dell'informazione su Internet e il posizionamento di pagine sui motori di ricerca, influenzati da leggi come il preferential attachment, la legge di potenza nelle reti a invarianza di scala, la coda lunga e la teoria del mondo piccolo.

Con un linguaggio accessibile, Massimo Giordani uno dei maggiori esperti nella disciplina che studia la "rivoluzione delle reti", ci guida attraverso i come e i perché della teoria, ricorrendo a una quantità di esempi illuminanti tratti dalle più varie applicazioni (come e perché è sufficiente un numero incredibilmente modesto di contatti sociali per mettere in comunicazione tra loro due individui qualunque sul pianeta? Perché su internet non valgono più i vecchi paradigmi utilizzati dai pubblicitari ortodossi? Quali sono le nuove strategie per fare business in rete?)

Chi fosse interessato ad esplorare questo ed altri scenari che trasformeranno Internet come noi la conosciamo, e per capire dove andrà la Rete nei prossimi anni, non deve mancare a questo appuntamento in esclusiva su Milano.


Lunedì 29 settembre - ore 18.00
ECOSISTEMI DIGITALI E PROSPETTIVE DEL SOCIAL NETWORKING
relatore: Prof. Massimo Giordani
Porta Venezia, Milano - Giardini Indro Montanelli (spazio Nokia)



venerdì 12 settembre 2008

CIBERNETICA E BENI CULTURALI


Vi segnalo una interessante iniziativa comunicatami dall'amico Davide Borra.

Tra pochi giorni, precisamente mercoledì 17 settembre 2008 organizzerà un convegno che si svolgerà contemporaneamente su Second Life e in Real Life a Roma, organizzato con il patrocinio del CNR e dalla Facoltà Architettura Torino con l'Università California-Merced, dal titolo "CIBERNETICA E BENI CULTURALI"


Eccovi l'elenco completo del programma:


CNR-ITABC
[Istituto di Tecnologie Applicate ai Beni Culturali del Consiglio Nazionale delle Ricerche]

in collaborazione con
Università della California, Campus di Merced e Facoltà di Architettura II del Politecnico di Torino

Organizza l'incontro dal titolo
CIBERNETICA E BENI CULTURALI

L'evento coinvolgerà ricercatori e studenti del "III Corso di alta formazione in Tecnologie digitali applicate ai beni culturali: dal fieldwork alla realtà virtuale" della sede di Montelibretti in Roma.
Data: Mercoledì 17 Settembre dalle 16:30 alle 19:30 (ora italiana)

Accoglienza dalle ore 16:00 presso il CNR ITABC, in via salaria km 29,300, Monterotondo St. (Roma). Sono ammessi a partecipare gli studenti della Scuola di Alta Formazione in qualità di partecipanti attivi.

La conferenza si svolgerà virtualmente su "Second Life" dalle ore 16:00 presso Sim "SEAT - Visual Life". Sono ammessi a partecipare gli avatar interessati fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Prenotazione
via email a: davide.forcella at gmail.com.

Durante lo svolgimento dei lavori gli avatar saranno invitati a spostarsi sulle SIM "Italian Life" e "UC Merced" per poter usufruire di ricostruzioni 3D di architetture antiche: in particolare si visiteranno il triclinio della Villa Imperiale di Pompei, la Cappella Scrovegni in Padova, la Villa di Livia in Roma

Programma

16:00 - 16:30 Sofia Pescarin - CNR-ITABC
Introduzione ai lavori

16:30 - 17:30 Davide Borra
Facoltà di Architettura II del Politecnico di Torino
"Beni Culturali e Metaversi"

17:30 - 18:30 Maurizio Forte
Università della California, Campus di Merced
"Introduzione alla Cibernetica"

18:30 - 19:30 Niccolò Dell'Unto
Università della California, Campus di Merced
"Modellazione e Comunità Virtuali"

19:30
Discussione e chiusura lavori


LE DATE DEI PROSSIMI EVENTI MIMOS
  • Dal 6 all'8 ottobre MIMOS organizza con INTUITION una 3 giorni a Torino sulla Realtà Virtuale nell'industria e nella ricerca (info sul sito www.mimos.it)
    MIMOS+INTUITION, "Virtual Reality in Industry and Society: From Research to Application" (per info collegarsi al sito www.intuition2008.net)

  • 23 Ottobre, MIMOS, Firenze, "Natural Interaction"

  • 31 Ottobre, MIMOS, Roma, "Medicina e Chirurgia virtuale"

  • 11 Novembre, MIMOS, Roma, "Serious Games e Simulazione in ambito militare"

giovedì 4 settembre 2008

LA SCIENZA NELL'ERA DEL PETABYTE


Da chilo a mega, da giga a tera, da peta a exa, da zetta a yotta.
La copertina del numero di questa settimana di Nature è dedicata a uno delle più importanti quanto scoraggianti sfide della scienza moderna: come far fronte alla quantità immensa di dati che vengono continuamente archiviati nei cosiddetti data storage?

Un petabyte è una grande quantità di memoria.
Corrisponde a 1.000.000.000.000.000 byte =
10005 = 1015 byte = 1 biliardo di byte.

E in rete esistono già esempi di archivi che raggiungono questa mole di informazioni, come ad esempio il Wayback Machine, un archivio digitale che tra le altre cose si occupa di salvare le vecchie pagine web. Approssimativamente 2 petabyte di dati elettronici che aumentano costantemente al ritmo di 20 terabyte al mese [1].

Oppure il San Diego Supercomputer Center (SDSC), che negli USA ha immagazzinati 1 petabyte di dati su cluster di hard disk e 6 petabyte immagazzinati sotto forma di nastri magnetici gestiti da robot. Questi sono entrambi collegati a una rete di tipo Grid computing (un sistema di calcolo distribuito) del National Science Foundation.

Oppure l'esempio dei Paesi Bassi, che utilizzano un archivio elettronico di 1,5 petabyte per memorizzare contenuti radio-televisivi sia datati che recenti in forma digitale. Entro la fine del 2006 si prevede che la maggior parte dei contenuti televisivi offerti al pubblico olandese saranno estratti direttamente da questo database durante le normali trasmissioni.

Rapidshare, invece, il noto sistema di hosting web possiede server con 4,5 petabyte di spazio di storage.

Mentre il servizio di hosting video Youtube smaltisce un traffico mensile di circa 27 petabyte.

O Google, che da solo smaltisce 20 petabyte di dati al giorno.

E per finire la GRID del CERN che elaborando dati al ritmo di circa 15 PetaBytes di dati ogni anno prodotti dagli esperimenti dell'LHC si preannuncia già essere il più grande "strumento" scientifico del mondo.

EVOLUZIONE DEL METODO SCIENTIFICO?

Con una tale quantità di dati l’approccio classico alla scienza – ipotesi, modello, test – potrebbe diventare obsoleto. Ne parla in un articolo Chris Anderson (qui trovate l'originale) dedicato alle nuove metodologie di ricerca scientifica rese possibili dai supercomputer e dagli algoritmi di data-mining e map-reducing di Google. Secondo questo nuovo approccio diventa meno indispensabile porre inizialmente un'ipotesi sul funzionamento di qualcosa ed in seguito procedere con le verifiche per saggiarne l'attendibilità.

Il migliore esempio pratico di questo, secondo Anderson, è il sequenziamento "shotgun" del genoma di J. Craig Venter. Aiutato da sequenziatori a alta velocità e da supercomputer che analizzano statisticamente i dati che redigono, Venter è passato dal sequenziare organismi individuali ad ordinare gli interi ecosistemi. In 2003, ha cominciato a sequenziare gran parte dell'oceano, ritracciando il viaggio del capitano Cook. E in 2005 ha cominciato a sequenziare l'aria. Nel processo, ha scoperto migliaia di specie precedentemente sconosciute di batteri e di altre forme di vita.

Per approfondire:
www.nature.com/news/2008/080903/full/455016a.html

Edge: THE END OF THEORY By Chris Anderson
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giovedì 7 agosto 2008

NATURE: SVILUPPATO L'OCCHIO "BIONICO"


Leggiamo sull'ultimo numero di “Nature” [qui l'articolo] che i ricercatori dell’Università dell’Illinois a Urbana Champaign e quelli della Northwestern University hanno sviluppato un “occhio” per una camera emisferica ad alte prestazioni, utilizzando rivelatori al silicio a singolo cristallino, integrati in un a rete interconnessa e deformabile.

Il problema maggiore da risolvere era quello di trasferire componenti microelettronici su una superficie curva senza romperli.

Per risolvere il problema, i ricercatori Huang e Rogers hanno realizzato una miscela con fogli deformabili di dispositivi optoelettronici per integrare le ben sviluppate tecnologie per i dispostivi piani in complessi oggetti curvilinei.

Un risultato questo che apre prospettive, oltre che nella progettazione avanzata di fotocamere e videocamere evolute, anche a retine artificiali per occhi bionici.
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UNIVERSITA' E AZIENDE: E' IL MOMENTO DEL VIET NAM

Quando due mesi fa accettai l'incarico per il progetto e la realizzazione del primo portale italiano sui rapporti bilaterali tra enti e imprese di Italia e Viet Nam (in collaborazione con la Camera di Commercio Italia Viet Nam e il Centro di Studi Vietnamiti di Torino) non avrei mai immaginato che a due settimane dal lancio questo progetto avrebbe avuto un successo mondiale e che nello stesso periodo il Sole 24 ore avrebbe sancito il successo del Viet Nam come paese con le maggiori potenzialità di tutto il territorio asiatico.

Il progetto del sito web Viet It Affairs (www.viet-it-affairs.com) - che ci ha visto in prima linea con la web agency Time & Mind nel proporre a centri di ricerca e aziende la prospettiva di investire risorse in Viet Nam - è stato reso possibile dalla presenza della dr.ssa Nguyen Van Anh, già nostra studentessa al MATEC, il Master in Progettazione e Management del Multimedia per la Comunicazione, dell'Università degli Studi di Torino. Il portale è il risultato proprio del lavoro di gruppo di tutti i Web Specialist e analisti Time & Mind (anche loro ex studenti del Matec di Torino) e del Prof. Massimo Giordani con questa studentessa del master, già laureata in lingua e letteratura italiana nel suo paese.

L'UNIVERSITA' E LE AZIENDE
ALLA RICERCA DI "CERVELLI" IN VIET NAM


Leggo oggi da Swiss info che il Politecnico federale di Losanna e l'Università di Ginevra hanno firmato martedì ad Hanoi due accordi di cooperazione in campo informatico con le università di Ho Chi Minh e Hanoi.

Le aziende e le università si sono dunque già lanciate alla scoperta di questo paese che presenta un potenziale di sviluppo superiore alla stessa India e Cina.

Con 26 milioni di studenti e un milione di professori il paese del Sud-est asiatico ha saputo attirare l'attenzione della Svizzera, e ora con Viet It Affairs anche dell'Italia, alla ricerca di studenti e specialisti.

Università e aziende si sono dunque già lanciate alla ricerca di "cervelli" da importare in Europa.

UN PROGETTO PIEMONTESE CHE HA FATTO IL GIRO DEL MONDO

Tanto per dimostrare l'interesse suscitato nel progetto, di seguito segnalo il servizio sull'iniziativa, apparso pochi giorni fa sulla TV di stato vietnamita.

Il progetto, tutto piemontese, ha saputo destare l'interesse di mezzo mondo, soprattutto nella regione del Sud-est asiatico. Questo telegiornale è solo una delle oltre 4000 recensioni che, a pochi giorni dal suo lancio, il sito viet-it-affairs.com ha saputo ottenere.






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