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sabato 4 ottobre 2008

IL CERN FESTEGGIA GRID: L'INTERNET DEL FUTURO


E' stata inaugurata ieri la rete globale da 100.000 computer che potrebbe diventare l'Internet del futuro!

Il suo nome è Grid [qui un nostro articolo] ed è stato inaugurato con una cerimonia nel Cern di Ginevra, proprio dove 17 anni fa nacque il World Wide Web.

La sua funzione principale sarà quella di analizzare la mostruosa quantità di dati che il più grande acceleratore del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) inaugurato il 10 settembre scorso, elaborerà non appena sarà a pieno regime.


Quando sarà in piena attività, l'Lhc permetterà 600 milioni di collisioni di protoni al secondo, producendo dati per 40 milioni di volte al secondo.

Le collisioni saranno rilevate da quattro grandi ricettori sotterranei, il più grande del quale è grande come un edificio di cinque piani.

Il flusso di dati sarà di circa 700 megabyte al secondo ovvero 15 milioni di gigabyte all'anno per 10-15 anni -- abbastanza per riempire tre milioni di dvd all'anno o creare una torre di cd alta due volte il Monte Everest.

Il Cern ha solo il 10% della capacità informatica necessaria per analizzare l'esperimento. The Grid fornirà il resto.

Con una potenza di calcolo di 100.000 computer, Grid è una rete distribuita che connette 140 centri di calcolo di 33 Paesi.

Grid deve la sua nascita in gran parte all'Italia. Si tratta di una idea partita nel 1999, quando si sono cominciati ad affrontare i problemi di come condividere le risorse per il calcolo dei dati dell'Lhc. Le tecnologie esistenti non erano sufficiente a elaborare questa grossa quantità di dati.

I dati vengono inviati dal Cern a 11 nodi di primo livello e da questi redistribuiti ai centri di secondo livello. In Europa sono attivi 60.000 computer che fanno capo a 250 sedi di ricerca, negli Stati Uniti ce sono circa 30.000 e alcune migliaia sono in Asia, soprattutto a Taiwan, Giappone, Cina e Corea.

Nel frattempo la rete Grid ha cominciato ad essere utilizzata da gruppi estesi di biologi, genetisti, geologi e geofisici.

Proprio come il World Wide Web, realizzato nel 1990 al Cern, il Grid in futuro potrebbe entrare nelle case di tutti noi e permettere attività per ora solo immaginate.

Fonte: CERN


sabato 27 settembre 2008

LEZIONI DI TELEMEDICINA AD ALTISSIMA DEFINIZIONE


Per la prima volta 8 collegamenti in contemporanea da tutto il mondo hanno permesso di realizzare una serie di lezioni di telemedicina ad altissima definizione grazie alla rete della ricerca italiana GARR e altre reti della ricerca mondiali

La sperimentazione è stata effettuata da CESNET, l’Organizzazione della rete della ricerca ceca, nel corso della Conferenza annuale tenutasi giovedì 25 Settembre a Praga

Un’intera sessione della Conferenza 2008 del CESNET è stata dedicata alle nuove frontiere della telemedicina.

La ”Kyoto University” e la “National Taiwan University” hanno infatti trasmesso lezioni di endoscopia ad altissima definizione in simultanea in 8 sedi tra ospedali e centri di ricerca di diversi Paesi (Giappone, Taiwan, Repubblica Ceca, Spagna e Italia). Questo è stato reso possibile grazie all’interconnessione delle reti della ricerca mondiale con la rete paneuropea GEANT2.

Novità assoluta dell’evento organizzato dal CESNET è stata la possibilità di collegare sino ad otto partecipanti grazie all’evoluzione della tecnologia DVTS (Digital Video Transport System) ed in particolare di QUATRE16, il DVTS-MCU (Multipoint Control Unit).

Ancora una volta il binomio tra reti della ricerca e telemedicina mostra la sua imprescindibilità: la tecnologia DVTS permette infatti di trasportare immagini digitali non compresse e ad alta definizione e ciò è possibile solo con reti a banda larghissima quali sono quelle della ricerca.
Ricordiamo infatti che un flusso DV necessita di ben 30Mbit dedicati.

In particolare il ruolo della “Kyushu University” (dove QUATRE16 è ubicato) è stato quello di raccogliere tutti i flussi degli 8 partecipanti (240 Mbit!), unirli per poi rispedire il tutto ai rispettivi mittenti.

Il risultato è stato che il ritardo di trasmissione si è ridotto al minimo e questo in telemedicina è un elemento indispensabile per favorire l’interazione tra i partecipanti.

Le lezioni di telemedicina sono iniziate con la presentazione della tecnologia NBI (Narrow Band Imaging) utile per i cancri al primo stadio della faringe e dell’esofago e si sono concluse con la proiezione di immagini adatte per effettuare diagnosi alle malattie del pancreas.

“L’obiettivo di queste sperimentazioni” – spiega il direttore del GARR Enzo Valente – “è fare in modo che le applicazioni di telemedicina non siano solo casi isolati ma entrino a far parte della quotidianità degli ospedali grazie ad una proficua collaborazione con le reti della ricerca mondiali.

In Italia il Consortium GARR ha raccolto la sfida ed è impegnato insieme al Ministero della Salute nel progetto di collegamento degli IRCCS (Istituti di Ricovero Scientifici a Carattere Scientifico) alla rete della ricerca italiana. Al momento sono 39 gli IRCCS collegati alla rete GARR che hanno la possibilità di utilizzare una rete a banda larga capace di portare velocemente dati e immagini in massima risoluzione. Ciò rende possibili applicazioni di telemedicina (cartelle cliniche telematiche, interventi di chirurgia a distanza, teleradiologia, telecardiologia) e dà anche opportunità concrete di scambiare informazioni e idee tra i ricercatori italiani, europei e di tutto il mondo”.

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