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martedì 8 settembre 2009

QUESTO MESE SU DARWIN: CHI SONO I NEMICI DELLA SCIENZA E DELLA RAZIONALITÀ?

Da non perdere l'ultimo numero della rivista darwin in edicola con l'edizione di settembre-ottobre 2009.

Un numero ricchissimo di analisi critiche e di approfondimenti sia per chi si occupi di divulgazione e comunicazione scientifica sia per chiunque intenda prima di tutto capire ciò che modificherà le nostre vite in un mondo spesso minato dal pressappochismo e dalla banalizzazione cui ci hanno abituato i giornali generalisti.

Iniziamo con l'editoriale, a firma di Elena Cattaneo, Elisabetta Cerbai, Silvia Garagna, le tre ricercatrici che hanno fatto ricorso, lo scorso 24 aprile, contro l'esclusione, dal Bando staminali embrionali umane. Una esclusione ingiustificata, perché tale ricerca è legittima nel nostro paese. Il TAR ha bocciato il ricorso con una motivazione che è clamorosa e allarmante: le tre ricercatrici non sarebbero titolate a presentare progetti in quel bando finalizzato "allo studio delle cellule staminali come premessa al loro impiego terapeutico". Una sentenza del Tar che delega i ricercatori al rango di dipendenti passivi

A parte la violazione del Tar ai decreti presidenziali (emanazione dell'art. 33 della Costituzione) che attribuiscono il ricercatore il ruolo di soggetto proponente e responsabile delle ricerche, ci chiediamo: ma chi meglio di tre tra le più importanti esperte a livello internazionale sugli studi staminali come le prof.sse (clic sui loro profili) Elena Cattaneo, Elisabetta Cerbai, Silvia Caragna, potrebbero meglio rappresentarci come cittadini nei confronti di una decisione politica come questa?

E qui veniamo al problema affrontato in un altro articolo dal titolo "Colpo di Coda" firmato da Gilberto Corbellini, che espone il fatto che chi attacca la ricerca scientifica sia più interessato alla correttezza politica che alla scienza.
Corbellini parla dell'ennesimo attacco alle teorie evoluzionistiche. L'episodio parte dalla pubblicazione su un settimanale prestigioso come Newsweek che ha deciso di pubblicare, nel pieno delle celebrazioni darwiniane, un attacco a freddo contro la psicologia evoluzionistica. Un articolo quello di Newsweek che confonde le idee e tende a far intendere che la psicologia evoluzionistica sia una branca specializzata della psicologia (una banalizzazione dove peraltro non è esente neppure Wikipedia) e che accetta il luogo comune che questa si occuperebbe solo di sesso e riproduzione, un approccio che attira ricercatori poco ferrati nel pensiero evoluzionistico che siano in cerca di notorietà pubblica. Un danno per la qualità e le prospettive della ricerca psicologia di carattere evoluzionistico in generale.

Lo speciale di questo numero è dedicato a tre casi celebri di falsi scientifici.

Nel primo il ricercatore geografo più famoso del mondo è al centro di violente contestazioni: gli aborigeni al centro del suo ultimo studio lo querelano e chiedono un risarcimento milionario. E' successo a Jared Diamond, già vincitore del Pulitzer per il suo splendido libro "Armi, acciaio e malattie".
Il fatto: nell'aprile del 2008 il celebre settimanale The New Yorker pubblica un lingo articolo di Diamond dove si racconta di una vendetta tribale tra alcuni clan della Nuova Guinea. IL protagonista, Daniel Wemp, indigeno di etnia Handa, ha un maiale che sconfina nel territorio di un gruppo vicino, razzola l'orto ditruggendolo. Ne segue un omicidio in cui ne fa le spese lo zio di Daniel. Spetta a lui vendicare l'affronto e ne segue una lunga lotta di scontri tra centinaia di indigeni e razzie nei territori. Diamond incontra Daniel circa sei anni dopo e racconta il fatto nell'articolo del The New Yorker. Peccando forse di ingenuità cita i nomi veri delle persone e racconta un'unica versione dei fatti. Morale: Daniel si appella e denuncia Diamond.
L'articolo di Darwin, a firma di Gianfranco Bangone, descrive nei dettagli tutta la vicenda, lanciandosi anche in una ipotesi sul perché Diamond abbia potuto compiere un passo falso di così grande rilievo.
Sta di fatto che questa conclusione non avrebbe mai potuto accadere se non vivessimo in un mondo così strettamente intrecciato di relazioni (la teoria dei sei gradi di separazione).

Il secondo caso celebre riguarda due mostri sacri della sessuologia,William Master e Virginia Johnson, una coppia leggendaria le cui opere hanno spianato la strada alla rivoluzione sessuale dei tardi anni '70. Un libro-inchiesta, uscito recentemente negli Stati Uniti, analizza il programma di Master e Johnson che avrebbe dovuto assistere donne e uomini omosessuali che sentivano la necessità di cambiare i propri orientamenti sessuali. Ma i dati di queste «riconversioni» si sono dimostrati palesemente falsi. Il problema ha oggi una sua attualità perché in Europa e negli Usa ci sono psicoterapeuti che praticano gli approcci più disparati per tentare la via della conversione e con risultati più che dubbi.

L'ultimo caso è quello di Woo Suk Hwang, il ricercatore coreano che tra il 2004 e il 2005 ha firmato due lavori famosissimi sulle staminali embrionali. Ma una inchiesta dell'Università di Seoul ha potuto stabilire che i risultati di Hwang erano dei falsi.

Tre casi che potrebbero ricadere nell'imperativo «publish or perish»? Un errore che è molto frequente nel nostro Paese: ovvero quando i media e il pubblico intervengono sostituendosi al rigore scientifico e meritocratico del peer review. Casi clamorosi di cui hanno fatto le spese la razionalità di gran parte delle menti degli italiani, come nel caso del metodo Di Bella, o della controversia tra giornalisti poco informati da una parte e ricercatori sismologi dall'altra nella recente diatriba sui precursori del terremoto in Provincia dell'Aquila.


Sito web: www.darwinweb.it
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giovedì 2 luglio 2009

STAMINALI BANDITE DALL'ITALIA

Il Governo italiano bandisce dalla ricerca e dal finanziamento pubblico gli studi sulle cellule staminali embrionali per motivi "etici", rinunciando di fatto a una sperimentazione che, al contrario di quello che si fa in qualunque paese civile qui, e qui) salverà molte vite.

Ma esiste anche una incoerenza di fondo, incompatibile con i programmi dell’Unione Europea, e che non trova alcuna giustificazione scientifica: infatti così come ne è vietata la ricerca, il Governo dovrebbe dire agli italiani che non beneficeranno mai delle scoperte che da esse verranno negli altri paesi in cui si fa questo tipo di ricerca. Cosa che invece sappiano non succederà: con molta ipocrisia gli stessi che ne vietano l'applicazione di fatto permettono l'utilizzo dei risultati delle ricerche effettuate in altri paesi.

Ed esce su Nature questa settimana la notizia che tre ricercatrici sono ricorse al Tar contro il governo che ha escluso dal finanziamento pubblico la ricerca sulle cellule staminali embrionali nata dalla pubblicazione del bando per la ricerca sulle staminali, lo scorso 29 maggio.

Il ricorso è stato presentato da Elisabetta Cerbai (università di Firenze, Elena Cattaneo (nostra relatrice a gennaio) e Silvia Garagna (Università di Pavia).

A quanto scrive “Nature”, le tre scienziate stanno sostenendo la causa con fondi propri. Se aprissero una sottoscrizione per pagare le spese processuali, sarei il secondo a sottoscriverle.

Già, perché il primo è stato Marco Cattaneo su Le Scienze !



domenica 1 marzo 2009

WNT SORPRENDE TUTTI RIPROGRAMMANDO CELLULE STAMINALI ADULTE


Wnt, proteina già nota per essere coinvolta in numerose fasi dello sviluppo dei vertebrati e degli invertebrati, è in grado di promuovere la riprogrammazione delle cellule adulte e renderle simili alle staminali.

Questa la scoperta tutta italiana fatta dal gruppo di ricerca guidato da Maria Pia Cosma dell’Istituto Telethon di Genetica e Medicina (TIGEM) di Napoli, e descritta sulla prestigiosa rivista specialistica Stem Cell.

I ricercatori hanno preso diversi tipi di cellule adulte - fibroblasti, cellule del timo e precursori di cellule neuronali – e le hanno fuse con cellule staminali embrionali in presenza della proteina Wnt.
Come conseguenza le cellule adulte hanno perso le loro caratteristiche tipiche e ne hanno invece acquisite altre, simili a quelle delle cellule staminali.

Il sorprendente risultato è stato conseguito proprio grazie alla presenza della proteina Wnt, capace di promuovere questa riprogrammazione: somministrando dosi precise di proteina per un tempo limitato, un’alta percentuale di cellule adulte si è trasformata in cellule simil-staminali.


In seguito a questa scoperta nell'ambito della medicina rigenerativa la Fondazione Telethon prevede grandi passi avanti nella terapia di tutte quelle patologie in cui si ha una degenerazione irreversibile dei tessuti, quali ad esempio morbo di Parkinson, cardiopatie, malattia di Alzheimer.

Questo metodo innovativo potrebbe infatti rappresentare una valida alternativa a quello attualmente più in voga, ma ancora controverso a causa del presunto conseguente sviluppo di tumori, nella comunità scientifica internazionale dal 2007: ottenere staminali a partire da cellule della pelle.

Oltretutto Wnt, essendo una proteina già disponibile sul mercato, andrebbe semplicemente aggiunta al liquido in cui i ricercatori fanno normalmente crescere le cellule oggetto di studio.

Gli studi dell'equipe di ricerca sono ora volti a comprendere i meccanismi attraverso cui Wnt promuove la riprogrammazione cellulare e ad identificare i geni che sono attivati a seguito dell’azione di questa "miracolosa" proteina.

domenica 4 gennaio 2009

SCOPERTA P21, LA PROTEINA CHE RIGENERA I TUMORI


Grazie alla scoperta della molecola P21 e del suo suo ruolo, ritorna la speranza per migliaia di malati che ogni giorno sognano di poter essere dichiarati definitivamente guariti dal tumore.





Pubblicata sul primo numero del 2009 di Nature, la ricerca, condotta da un gruppo di scienziati italiani dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, ha permesso di conoscere l'identità del bersaglio da colpire per annientare la capacità del cancro di resistere alle terapie, rigenerandosi da un serbatoio interno di cellule staminali.

Il bersaglio in questione è la proteina P21, che funge da guida per la rigenerazione del cancro nel corso di una recidiva.

Così, considerata per tanti anni una anonima minaccia, da oggi la P21 si trasforma in un ben definito bersaglio.


domenica 30 novembre 2008

STAMINALI E BIOPOLIMERI PER RIMPIAZZARE GLI ORGANI DANNEGGIATI

Significativi passi avanti vengono fatti quotidianamente nel campo della medicina rigenerativa.
Un primo esempio fresco fresco: all'Istituto di Neurologia Sperimentale (Inspe), fondato nel 2005 al San Raffaele di Milano, è in corso un progetto di ricerca che dà speranza a coloro che a causa di un incidente hanno perduto l'uso di uno o più arti.




A gennaio 2009, terminata la fase di sperimentazione animale, il progetto entrerà nella seconda fase, quella clinica.

La ricerca prevede l'utilizzo di un supporto innovativo, un cilindretto di materiale biocompatibile, destinato a dissolversi nel tempo senza lasciare traccia, attraverso cui gli scienziati cercheranno di far ricrescere il nervo danneggiato utilizzando cellule staminali nervose con opportuni fattori di crescita.

Tornando di poco indietro nel tempo: è degli inizi di novembre la notizia del primo "cerotto" biodegradabile imbevuto di staminali in grado di riparare i danni dell'infarto negli animali.

E in alcuni laboratori del mondo si è in fase avanzata nella progettazione di organi artificiali completi e di vitale importanza, come il cuore ed il pancreas.

venerdì 21 novembre 2008

CELLULE STAMINALI EMBRIONALI: FRA RICERCA MEDICO-BIOLOGICA, ETICA, RELIGIONE ED ECONOMIA

Di seguito il primo articolo che parte dalla notizia apparsa in questi giorni sulla rivista Stem Cell di un gruppo di ricercatori italiani dell’Istituto Telethon di Genetica e Medicina (Tigem) di Napoli in cui si dimostra che una proteina è in grado di far “regredire” le cellule adulte a uno stadio pluripotente (tornano in grado, cioè, di differenziarsi nuovamente in altri tipi cellulari).

Le cellule staminali “per eccellenza” sono quelle embrionali che, per la prima volta nel 1998, sono state coltivate e moltiplicate in vitro da embrioni, ottenuti con tecniche di fecondazione in vitro, non più utilizzabili per l’impianto in utero.

Tali cellule contenendo nel loro DNA i programmi genetici di qualsiasi tipo di tessuto, sono totipotenti, cioè possono dare origine ad un nuovo organismo, e il loro studio permetterebbe di capire i meccanismi che determinano le malformazioni, la risposta ai farmaci, i meccanismi epigenetici che regolano l’espressione dei geni, quelli utili, in vitro e in vivo, per fermare la corsa delle cellule staminali verso il loro destino, e successivamente di indirizzarle verso la specializzazione voluta ecc. Si potrebbe inoltre indagare la formazione dei tumori in quanto le cellule tumorali, come quelle staminali, si riproducono molte volte senza differenziarsi. Emerge quindi chiaramente la spettacolare potenzialità delle cellule staminali embrionali e l’entusiasmo che questo solleva negli studiosi per indagare i segreti più reconditi della natura umana.

Le cellule staminali embrionali vengono però ricavate dalle blastocisti, cioè da formazioni sferiche di poche cellule di embrioni e quindi di potenziali esseri umani, che, una volta ottenute ed utilizzate determinano la distruzione dell’embrione stesso, atto che equivale ad una loro uccisione.

Per tale motivo le ricerche sulle cellule staminali embrionali totipotenti sono diffusamente dibattute, e alimentano intensi dibattiti come sempre accade quando le interazioni fra ricerca scientifica medico-biologica, etica, religione, economia e politica si rivelano in tutta la loro complessità.

In tale ambito si trovano infatti contrapposti coloro i quali considerano il concepimento l’inizio della vita dell’“essere umano”, e quindi contrari all’utilizzo degli embrioni umani per fini di ricerca e cura, e coloro che sostengono la necessità di ricerche sulle cellule embrionali umane, pur implicando questa la distruzione dell’embrione, per le enormi implicazioni terapeutiche che ne possono derivare.

Gli atteggiamenti verso l’uso di cellule staminali a fini di ricerca e/o di cure mediche variano da un paese all’altro. In Italia l’utilizzo per ricerche degli embrioni congelati non più utili per impianti in utero, destinati quindi alla distruzione, sono vietati dalla legge 40 che regolamenta la disciplina: in pratica è la posizione più restrittiva.

In alcuni stati sono permesse ricerche solo su quelle cellule staminali già messe in coltura precedentemente e quelle importate dall’estero. Negli Usa ed in particolare in Germania e in Austria, con piccole differenze fra le tre nazioni, l’estrazione di cellule staminali da un embrione umano è considerata illegale. In Gran Bretagna, Spagna, Francia, Singapore, Israele, Corea del Sud è perfettamente legale anche se gli scienziati britannici possono utilizzare embrioni umani solo fino a quattordici giorni dopo la fecondazione dell’ovulo momento in cui l’embrione è un insieme di cellule, grande circa 0,2 mm. Infine in molti altri paesi non esistono ancora leggi precise atte a disciplinare la ricerca sulle cellule staminali embrionali umane.

In tale dibattito anche le tre religioni monoteistiche sono intervenute assumendo posizioni diverse. Infatti mentre la religione cattolica ritiene che la vita abbia inizio dall’incontro dell’uovo con lo spermatozoo e quindi interrompere la normale evoluzione significa mettere fine alla vita di un essere umano, per l’Ebraismo e per l’Islam l’embrione diventa essere umano al momento della nascita. Pur essendo concordi nel divieto di produrre deliberatamente embrioni in vitro al solo fine della ricerca, Ebraismo e Islam non considerano l’embrione in vitro una vita potenziale a tutti gli effetti, per cui la ricerca scientifica è permessa. L’ebraismo ritiene che l’uovo fertilizzato non sia ancora una persona e, quindi, non abbia diritto alle stesse tutele. Pone solo tre condizioni alla ricerca su tali cellule: l’embrione deve essere in vitro, cioè extracorporeo alla donna; deve avere meno di 40 giorni e la ricerca deve avere il fine ultimo di salvare altre vite umane. La religione Islamica invece si spinge anche oltre affermando che la ricerca sulle cellule staminali è doverosa ed addirittura obbligatoria, al fine di acquisire nuove conoscenze utili a salvare vite umane per cui studi sono in corso in Iran, Egitto, Singapore, Turchia ed anche Arabia Saudita per un uso responsabile degli embrioni.

Gli accesi dibattiti sugli aspetti etici suscitati dall’uso delle staminali embrionali sarebbero superati se venisse realizzata la possibilità, come recentemente riportato, di ottenere cellule staminali embrionali umane partendo da fibroblasti del derma.
Una tale scoperta sarebbe veramente epocale per l’opportunità di avere una sorgente illimitata di cellule staminali embrionali autologhe, senza sacrificare embrioni, sviluppare una tecnologia di ringiovanimento facilmente applicabile ed efficace in termini di resa, eliminare il rischio di rigetto, ridurre la possibilità che le cellule “tornate bambine” inducano tumori, aumentare l’efficienza del metodo che si basa sull’ingegneria
genetica, potenzialmente pericolosa.

In tale ambito si inserisce la scoperta italiana di un nuovo meccanismo per riprogrammare diversi tipi di cellule adulte, tra cui fibroblasti, cellule del timo e precursori di cellule neuronali e renderle simili alle staminali, condotta dall' Istituto Telethon di Genetica e Medicina (TIGEM) di Napoli .

Tali cellule, che sono state fuse con cellule staminali embrionali in presenza della proteina Wnt, hanno perso le loro caratteristiche e si sono “riprogrammate,” cioè trasformate in cellule poco differenziate (pluripotenti) in grado di dare origine a cellule di tessuti diversi da quello di partenza.

La scoperta apre interessanti prospettive nella terapia di tutte le patologie cronico degenerative irreversibili come la malattia di Alzheimer, il morbo di Parkinson e le cardiopatie. Questo metodo potrebbe rappresentare una valida alternativa a quello attualmente condiviso dalla comunità scientifica Internazionale che ottiene cellule staminali a partire da cellule della pelle introducendovi, tramite vettori virali, dei geni tipici della fase embrionale del nostro sviluppo e capaci di far 'tornare indietro' allo stadio indifferenziato, tipico delle cellule staminali, le cellule adulte





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