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martedì 6 luglio 2010

GRAVITÀ ZERO E LA RIVISTA COELUM


Da questo mese inizia una collaborazione tra la nostra redazione e la storica rivista Coelum.di Massimo Auci
Una domanda rimasta finora senza risposta era quella che gli astronomi si facevano intorno a uno dei problemi legati alla cosiddetta “materia mancante”. Non stiamo però parlando di “materia oscura”, quella forma di materia invisibile e ancora abbastanza misteriosa che – come vedremo meglio più avanti – rappresenta circa il 22 percento della massa dell’universo, ma di particelle, protoni, neutroni ecc...

Aggiornamento
L'articolo è stato pubblicato anche su Gravità Zero.
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lunedì 5 luglio 2010

LA MAPPA DEL BIG BANG E L’INFLAZIONE COSMICA ALL'ESOF DI TORINO


Chi lo avrebbe detto! Eravamo tutti là in prima fila oggi, chi scrive con l'amico Massimo Auci e insieme ad altri fisici dai nomi noti, alle 15.45 al Lingotto di Torino, mentre Reno Mandolesi, direttore dell’INAF-IASF Bologna e responsabile dello strumento LFI a bordo di Planck, nel corso di una conferenza di ESOF2010 dedicata all’origine dell’Universo dispiegava i segreti dell'Universo primordiale:

"Vogliamo capire se il campo di energia che ha creato dopo il Big Bang l’inflazione, cioè quell’espansione durante la quale sarebbero nate le particelle atomiche elementari tra cui il famoso bosone di Higgs, da cui dipende la massa delle altre particelle e dunque delle cose. Di sicuro, ciò permetterà scoperte inaspettate addentrandoci bene nelle profondità. Infine preciseremo uno dei grandi misteri cosmici, cioè l’esistenza dell’energia oscura che costituisce il 73% dell’Universo. Non riusciremo a identificarne la natura ma saremo in grado di valutare la sua presenza e i suoi effetti di accelerazione come mai era stato possibile prima"
La Sala 500 al Lingotto di Torino, sede dell'ESOF 2010




La radiazione di fondo a microonde (CMB), o radiazione fossile, ci offre la più antica immagine possibile dell’Universo: appena 380mila anni dopo il Big Bang. Un’immagine che, nella mappa di Planck, appare in gran parte avvolta nella foschia introdotta dalle sorgenti diffuse della Via Lattea, polvere e gas interstellare innanzi tutto.



Un’immagine nascosta nella nebbia, dunque, come spiega Jan Tauber, project scientist di Planck: «La struttura granulare della CMB si può distinguere nettamente nelle regioni ad alta latitudine della mappa, là dove l’emissione locale è più debole. Scendendo a latitudini più basse, invece, una grande porzione di cielo è dominata dal contributo della Via Lattea, che risplende con vigore sul piano galattico e si estende, seppur con minore intensità, anche al di sopra e al di sotto di esso».

Ma proprio come talora avviene con alcuni capolavori, celati per secoli sotto ad altri dipinti e in seguito restituiti al loro originale splendore dalla tecnologia e dalla paziente opera dei restauratori, anche la mappa dell’Universo primordiale è prossima a emergere nella sua interezza. Nel caso della mappa di Planck, la separazione delle due componenti—il fondo cosmico da una parte e le sorgenti galattiche dall’altra—è affidata a complessi software di analisi ed elaborazione delle immagini, sviluppati ad hoc dagli scienziati del team di Planck. Algoritmi resi possibili grazie alla risoluzione e alla sensibilità senza precedenti dei dati raccolti dal satellite, e in particolare grazie alla disponibilità di ben nove canali a diverse lunghezze d’onda. Proprio questo ampio spettro di frequenze—dai 30 agli 857 GHz—permette di «sollevare il dipinto» più recente (il contributo galattico, preziosissimo per gli astrofisici) senza danneggiare quello sottostante (il fondo cosmico, sul quale i cosmologi non vedono l’ora di mettere le mani). Ottenendo così due «tele» indipendenti ed entrambe di valore inestimabile.

«La CMB, che riusciamo a intravedere dietro il velo di foschia della galassia, è la prima luce dell’Universo. Giunge a noi direttamente dalla sua infanzia, dopo aver viaggiato per circa 14 miliardi di anni. Le sue strutture granulari, le anisotropie, ci raccontano di una fase primordiale chiamata inflazione cosmica, che ebbe luogo una frazione di secondo dopo il Big Bang.

Foto: Reno Mandolesi, mentre illustra gli ultimi risultati delle ricerche sull'evoluzione dell'Universo

Durante l’inflazione, il volume dell’Universo si è espanso improvvisamente di oltre 40 ordini di grandezza (dunque, non di 40 volte, bensì di un numero di volte inconcepibilmente grande: un 1 seguito da 40 zeri), “stirando” le fluttuazioni quantistiche e “traghettandole” dal regno microscopico a quello macroscopico. Quelle fluttuazioni sono esattamente ciò che vediamo nella mappa di Planck. La CMB, dunque, ci parla della fisica dei primissimi istanti dell’Universo, e di energie migliaia di miliardi di volte superiori a quelle che possono essere raggiunte dagli attuali acceleratori di particelle, come LHC. A innescare l’espansione inflazionistica è stata una “particella misteriosa”, l’
inflaton: stando a numerose teorie, l’inflaton può essere collegata al meccanismo di Higgs e al relativo bosone, la cosiddetta “particella di Dio”, responsabile della creazione della materia così come la conosciamo. Credo che arrivare a esplorare i fondamenti della materia attraverso un esperimento di astrofisica, come sta facendo Planck, sia un risultato straordinario del pensiero umano», conclude Mandolesi.


PER SAPERNE DI PIÙ


Fonte: Istituto Nazionale di Astrofisica



mercoledì 28 aprile 2010

SDO OSSERVA "PIOGGIA MULTICOLORE" SUL SOLE



Spettacolari le immagini che provengono dal Solar Dinamic Observatory, che pochi giorni fa ha registrato una delle eruzioni solari più gigantesche dell'anno.

Nel video i falsi colori mostrano le regioni più "fredde" del Sole (da 60.000 K a 80.000 K). In Blu e Verde le regioni più calde (1.000.000 - 2.200.000 K).

Il grado Kelvin è pari a -273 °C, dunque in questo caso, siccome la differenza tra le due unità di misura è trascurabile rispetto al valore di temperatura, si può parlare di 60-80.000 °C sulla superficie del Sole e 1-2 milioni di °C per le parti in blu-verde.

Karel Schrijver del "Lockheed Martin's Solar and Astrophysics Lab", analizzando le immagini ha così dichiarato: "Con miliardi di tonnellate di plasma che viene eiettato nello spazio e ricade sulla superficie del Sole, questo sono le migliori immagini mai osservate finora."

Il filmato, registrato il 19 Aprile scorso presenta varie ore di registrazione e l'area osservata un un'ampiezza di circa 100,000 km di diametro. Uno spazio che potrebbe contenere tranquillamente l'Intera nostra Terra, che invece ha una dimensione almeno 8 volte più piccola.

I filmati in alta risoluzione sono presenti sul sito Nasa dell'SDO:
credit: SDO/AIA

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venerdì 23 aprile 2010

IL SOLE COME NON LO AVETE MAI VISTO PRIMA

Dalla Nasa ci arrivano le ultime, sorprendenti immagini del Sole, fotografie e video che mostrano la superficie solare come mai era stata osservata nella storia dell'uomo.




Qui sotto una "compilation" di sequenze altrettanto spettacolari pubblicata ieri.


Le immagini sono dieci volte più chiare di quelle televisive ad alta definizione e mostrano gigantesche colonne di fiamme in eruzione sulla superficie solare. Le immagini sono state realizzate dal Solar Dynamicus Observatory, un satellite che trasporta quattro telescopi e una serie di strumenti di osservazione ad alta tecnologia, in grado di fotografare il sole come non era mai stato fatto finora.


Per approfondire e vedere i video in più alta risoluzione:
http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2010/21apr_firstlight/

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martedì 6 aprile 2010

CHE COSA FANNO GLI ASTRONOMI?

In molti, almeno una volta nella vita, si saranno chiesti: ma cos'è che fanno gli astronomi? osservano l'Universo attraverso un telescopio, proprio come faceva Galileo 4 secoli fa? Qual'è esattamente il loro lavoro?

Questo collage d'immagini, video e disegno grafico - elaborato dal Dipartamento di Astronomia dell'Università della Florida (USA) - raccoglie le testimonianze di alcuni protagonisti di questa disciplina scientifica, giovani ricercatori e ricercatrici che rivelano in prima persona il loro lavoro quotidiano.

domenica 28 marzo 2010

DALLO SPAZIO AL TUO iPOD


Dallo spazio al tuo iPod si potrebbe intitolare questo breve filmato della Nasa che illustra quando siano incredibilmente complesse le tecnologie che stanno dietro allo studio della nostra stella: il Sole.
Una mole incredibile di dati (150 Mb al secondo 24 ore su 24, 7 giorni alla settimana) che viene smistata dal Solar Dynamics Observatory (SDO) ai centri di supercalcolo della Stanford University per arrivare al tuo iPod. A proposito: hai già scaricato l'applicazione per l'iPod?


mercoledì 24 marzo 2010

LA RICERCA DI CIVILTÀ EXTRATERRESTRI - WALTER FERRERI - OSSERVATORIO ASTRONOMICO DI TORINO

Foto: NASA

Rappresentazione artistica di un'esoluna di HD 188753 Ab, il primo pianeta extrasolare scoperto all'interno di un sistema stellare multiplo a 3 stelle (stella tripla).



Il pluripremiato film Avatar, del regista James Cameron (che peraltro è anche un fisico consulente della Nasa) racconta di un esopianeta (un pianeta orbitante attorno a un'altra stella, chiamato Pandora, dove si sarebbero sviluppate forme di vita completamente diverse da quelle a noi note sulla Terra.
Dal punto di vista scientifico ciò non è da escludere tanto che mentre scriviamo gli scienziati hanno scoperto oltre 440 esopianeti orbitanti attorno a stelle.
Ci potrebbe essere vita su uno di questi pianeti o su uno dei pianeti non ancora scoperti? La domanda non è banale, tanto che è nata una nuova scienza chiamata exobiologia, che considera e studia la possibilità di una vita sotto condizioni diverse rispetto alle forme a noi conosciute.

Walter Ferreri, fisico dell'Osservatorio Astronomico di Torino, ci spiega come fanno gli astronomi ad accorgersi della presenza di questi pianeti, arricchendo il tutto con gustosi e stimolanti aneddoti. Lo ha fatto durante un ciclo di conferenze in cui abbiamo partecipato dal titolo "Dal Big Bang alla vita" e fa parte del ciclo di conferenze "LE RISPOSTE DELLA SCIENZA ALLE DOMANDE DELL'ASTRONOMIA" organizzato a Torino dalla Associazione ECO in occasione dell'Anno Internazionale dell'Astronomia.
Riprese e montaggio video: Oscar Pavan


WALTER FERRERI - PRIMA PARTE



WALTER FERRERI - SECONDA PARTE


WALTER FERRERI - TERZA PARTE


Walter Ferreri, fisico dell'Osservatorio Astronomico di Torino, si è occupato di asteroidi, stelle doppie, stelle variabili, di comete e di posizioni dell’ex pianeta Plutone. Ha svolto ricerche di astrofotografia e ottica telescopica. Per la sua intensa attività relativa agli asteroidi e per averne scoperti una quarantina nel 1987, l’Unione Astronomica Internazionale ha dato il nome “Ferreri” al piccolo pianeta 3308.

Ha scritto oltre una ventina di libri. Dal 1977 al 1991 è stato direttore responsabile della rivista “Orione” e dal 1992 è direttore scientifico della rivista di astronomia “Nuovo Orione”. Tiene regolarmente corsi di astronomia, scrive per riviste, giornali e con una certa frequenza viene intervistato da emittenti Televisive, tra le quali la RAI.



lunedì 15 marzo 2010

PHOBOS, LA LUNA DI MARTE, COME MAI VISTA PRIMA

Le nuove immagini di Phobos, la luna più interna di Marte, della sonda Marx Express http://bit.ly/aegcY8, recentemente (il 7 marzo scorso) passata vicino al satellite.
Oggi sono state rilasciate le nuove immagini che la mostrano ad un livello di dettaglio eccezionale.

La risoluzione è infatti di appena 4,4 metri per pixel. Le immagini mostrano anche il sito proposto per il futuro atterraggio sulla luna di Marte della missione Phobos-Grunt.

Via Twitter ESA Italia

domenica 7 marzo 2010

VOYAGER USA TWITTER PER "PARLARCI" DAI CONFINI DEL SISTEMA SOLARE

L'oggetto più lontano costruito dall'uomo usa Twitter per comunicare con noi!

Gli oggetti costruiti dall'uomo più lontani dalla nostra Terra sono le 4 sonde: Pioneer 10 (lanciata nel 1972), Pioneer 11 (1973), Voyager 1 (1977), e Voyager 2 (1977).

In poco più di 30 anni questi quattro oggetti hanno raggiunto i confini più estremi del Sistema Solare donandoci alcune delle immagini più suggestive mai scattate dall'uomo (tra le più sorprendenti ci fu la scoperta da parte dei Voyager di vulcani di zolfo su Io, che non erano mai stati osservati né da Terra né da altre sonde).

Voyager 2 è ancora in funzione, e ci sta trasmettendo dati importanti sulla costituzione del Sistema Solare dove nessun oggetto umano è mai arrivato prima.

L'OGGETTO PIU' LONTANO COSTRUITO DALL'UOMO USA TWITTER


Attraverso Twitter, Voyager ci mette a conoscenza di quello che le sta accadendo e che sta osservando, e ci invia continuamente la sua posizione, in allontanamento rispetto alla Terra.

http://twitter.com/Voyager2

Come una nave che va alla deriva, mentre scriviamo ci informa essere a circa 12 ore e 45 minuti-luce dalla Terra.
Significa che qualsiasi trasmissione radio dalla sonda (e dunque anche i dati che ci trasmette) arriva dopo 12 ore e 45' di attesa.
Una distanza che tradotta in chilometri significa quasi 14 miliardi di chilometri.

Se questa distanza vi sembra grande, pensate che il Voyager 2, che viaggia a velocità di circa 15 Km/s rispetto alla Terra (pari a circa 50.000 chilometri all'ora), "doppierà" la stella Sirio, distante da noi 8,6 anni luce solo tra 296.000 anni.

Quale sarà la fine del Voyager? Alimentato da una batteria RTG, potrà funzionare fino al 2025. Tuttavia nel 2025 la comunicazione con la sonda sarà molto improbabile, perché il giroscopio, che permette di tenere orientata l'antenna verso la Terra, smetterà di funzionare nel 2015. La Sonda tra qualche anno i spegnerà, per diventare un oggetto freddo e inattivo nel vuoto dello spazio profondo.

GLI OGGETTI PIU' LONTANI DALL'UOMO

Le distanze degli oggetti costruiti dall'uomo non sono comunque neppure paragonabili con gli oggetti più lontani mai osservati nello spazio.
Attualmente il record di distanza è detenuto da un oggetto chiamato GRB_090423, che è stato osservato pochi mesi fa ed è situato a 13,03 miliardi di anni luce dalla Terra. E dato che un anno luce è pari a 9 460 800 000 000 Km, le sonde dovrebbero viaggiare per circa 84000 miliardi di miliardi di chilometri.
Per raggiungere tali distanze le nostre sonde impiegherebbero un tempo superiore alla vita del nostro attuale universo.

Voyager 1 e 2 portano con sé un disco registrato d'oro (il cosiddetto Voyager Golden Record) che contiene immagini e suoni della Terra, assieme a qualche istruzione su come suonarlo, nel caso qualcuno lo trovasse. I contenuti della registrazione furono selezionati da un comitato presieduto dall'astrofisico Carl Sagan.

Si tratta di un disco che ha un valore più simbolico e poetico che pratico. La sonda è infatti destinata a perdersi nello spazio profondo, ed è altamente improbabile che possa essere trovata da qualche altra forma di vita, viste le enormi distanze.

Voyager ha fatto la sua presenza anche nella letteratura e nella filmografia fantascientifica. Fra tutte ricordo Star Trek, il film del 1979 (qui la trama).

Nel film c'è una entità aliena che intende distruggere la Terra e tutti i suoi abitanti che dice di chiamarsi "V'ger" e di essere alla ricerca del proprio Creatore.

Si scopre alla fine che l'ineffabile alieno altri non è che l'antica sonda Voyager 6, partita centinaia di anni prima proprio dalla Terra: il Creatore con cui V'ger intende caparbiamente riunirsi, in altre parole, è l'umanità stessa.


LA GALASSIA DI ANDROMEDA IN 60 SECONDI



Primi esperimenti di sottotitolazione automatica dei filmati sui canali di YouTube Google e grazie al software di riconoscimento vocale sviluppato da Google e finora testato con alcuni partner (per esempio per i canali di alcune università statunitensi e del National Geographic).
Il proprietario del video sottotitolato potrà scaricare i sottotitoli, modificarli, e reinviarli a YouTube corretti.

Questa immagine di M31 (la galassia di Andromeda) rappresenta uno studio più vasto di 6 galassie ellittiche realizzato da Chandra per lo studio dell'evoluzione di supernovae.

Per poter scegliere i sottotitoli in altre lingue, ingrandire il video.

Sito web: http://chandra.harvard.edu
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mercoledì 3 marzo 2010

INCONTRI CON LE ASTRONOME DELL'OSSERVATORIO ASTRONOMICO DI PADOVA

Per celebrare la ricorrenza della Giornata Internazionale della Donna, che cade l'8 marzo, il Planetario di Padova e il Comune di Padova attivano tre conferenze di astronomia tenute "in tandem" da un'astronoma professionista già affermata e una all'inizio della sua carriera, a indicare la continuità del lavoro delle donne nell'astronomia.

Le Astronome condurranno gli spettatori in un viaggio ideale attraverso la nostra Galassia, nel meraviglioso mondo delle altre galassie e a conoscere come muoiono le stelle, nell'immensa esplosione delle supenovae. Il tutto nella cornice fantascientifica della cupola del Planetario di Padova, dove il viaggio tra le stelle diventa realistico.




Le conferenze si intrecceranno con l'attività artistica di tre donne, una pittrice, una musicista e una poetessa, che nelle tre serate permetteranno al pubblico di apprezzare a pieno la qualità delle loro opere.

5 marzo 2010, ore 21*
Antonella Vallenari e Rosanna Sordo "La GAIA visione della Via lattea"
con i quadri "Cosmocromie" della pittrice Marzia Bedeschi

8 marzo 2010 ore 21
Daniela Bettoni e Alessia Moretti "I tanti volti delle galassie"
con "Ritmi cosmici" della musicista Cinzia Honnorat

11 marzo 2010, ore 21
Laura Greggio e Filomena Bufano "Fuochi d'artificio cosmici: le supernovae"
con "Elegia delle stelle" della poetessa Anna Pacifico

Nota *: il 5 marzo ingresso 4 €, con visione del filmato "Il cielo di Galileo".
Le altre sere ingresso libero.

ATTENZIONE! Ci solo soltanto 62 posti disponibili.
Dovete prenotare al numero 049 773677 da martedì al sabato 16:30-19:30 o scrivere a: segreteria AT planetariopadova.it


ULTIMA ORA

Il Planetario di Padova ci informa che la sera dell'8 marzo i 62 posti sono tutti esauriti!
Per chi volesse partecipare ma non si è prenotato c'è:
  • la conferenza+film del 5 marzo (circa 20 posti disponibili) a 4 Euro per il filmato
  • la conferenza + poesie dell'11 marzo (circa 0 posti ancori liberi) - ingresso gratuito
  • - prenotare al numero 049 773677 da martedì al sabato 16:30-19:30


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sabato 27 febbraio 2010

COSMOS & DINTORNI: TRE INCONTRI DI ASTRONOMIA

Il 2009 è stato l’Anno internazionale dell’Astronomia, con un imponente programma di eventi e manifestazioni per il pubblico a cui hanno partecipato più di 100 Paesi.

Il Museo Civico di Montebelluna si è inserito nel progetto con la mostra Cosmos. Viaggio alla scoperta dell’Universo, e con alcune iniziative collaterali che, grazie all’approccio particolarmente divulgativo, intendevano avvicinare tutti al tema dell’astronomia in modo efficace e appassionante.

Cosmos & dintorni continua e dopo il Cineforum, la Notte dei Musei, e le Letture ad alta voce, il Museo propone una serie di incontri con illustri personalità del mondo scientifico di grande notorietà, vere Stelle tra le Stelle, per dialogare insieme di temi affascinanti come astronomia, astronautica, meteoriti, e magari sognare il futuro che vorremmo...

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VENERDI' 5 MARZO 2010, ore 20,45
Margherita Hack

IL FUTURO TRA LE STELLE

Guidati dalla notissima astrofisica e divulgatrice scientifica italiana, guarderemo alle sfide di oggi e di domani della cosmologia, strizzando l’occhio anche all’astrologia...

Guiderà l’intervista Fabio Pagan, giornalista e divulgatore scientifico di Radio 3 Scienza, vicedirettore del Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste



Margherita Hack, già direttore dell’Osservatorio astronomico di Trieste, docente universitario, è membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Ha fatto parte dei gruppi di lavoro di NASA ed ESA.

Auditorium Centro Direzionale Veneto Banca
Via Feltrina Sud 250 - MONTEBELLUNA (Treviso)

INGRESSO LIBERO

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PROSSIMI INCONTRI:

31 marzo (Auditorium Biblioteca Comunale, Montebelluna)
Umberto Guidoni. A tu per tu con l'astronauta

21 aprile (Cinema Italia Eden, Montebelluna)
Romano Serra. Deep Impact: incontri ravvicinati con meteore e meteoriti

Sito web: www.museomontebelluna.it


sabato 20 febbraio 2010

EXOSOLAR: LÀ, DOVE NESSUN UOMO È MAI GIUNTO PRIMA

Su www.exosolar.net una spettacolare mappa tridimensionale che ricorda quelle a bordo della ammiraglia dei film di Star Trek, capace di localizzare gli esopianeti a noi vicini: pianeti come quelli del nostro sistema solare ma orbitanti attorno ad altre stelle, come Espilon Eridani, distante poco più di dieci anni luce da noi, o Espsilon Indi, a 11,8 anni luce di distanza.


















L’interfaccia permette di muoversi tridimensionalmente attraverso i sistemi planetari finora scoperti, attraverso una mappa isometrica interattiva. Sulla mappa è possibile selezionare i sistemi stellari rappresentati consultandone la distanza dal Sole, le caratteristiche di composizione stellare, i "punti di interesse".

Attraverso un sistema di ricerca è possibile trovare oggetti stellari scrivendo il loro nome oppure il numero di vari cataloghi ufficiali.

George Margaris ha creato questa mappa utilizzando i dati di Internet stellar database un catalogo degli oggetti stellari compresi in un raggio di circa 75 anni luce.

Vedi anche: http://exoplanet.eu (catalogo di pianeti)
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giovedì 18 febbraio 2010

RIFLESSIONI SU UN GRANELLO DI POLVERE

"Siamo riusciti a scattare una foto, se guardi con attenzione vedi un puntino..."

"Quello è qui!"

"Quella è la nostra casa!"

"Quello siamo noi! "

"Pensa ai fiumi di sangue versati da tutti i generali ed imperatori affinchè in gloria e trionfo loro potessero divenire i padroni momentanei di una frazione di un puntino".

Carl Sagan, uno dei più grandi divulgatori scientifici che il secolo scorso abbia conosciuto, nonché fondatore del progetto SETI, ci racconta la nostra Terra vista da un altro punto di vista: lo spazio.

Carl Sagan - Riflessioni su un granello di polvere from Bruno Moretti on Vimeo.




martedì 2 febbraio 2010

L'ANNO INTERNAZIONALE DELL'ASTRONOMIA CONTINUA SUL WEB

Vi segnaliamo la seguente comunicazione inviataci dalla redazione di Astronomy2009.it


Cari amici e care Amiche:
L'anno dell'Astronomia si è chiuso "ufficialmente" il 9 e 10 gennaio 2010 a Padova, con un Cerimonia - "Beyond 2009" - che ha coinvolto oltre 200 astronomi, storici, filosofi della scienza, diplomatici e rappresentanti dell'industria provenienti da tutto il mondo, e con una settimana di eventi a tema astronomico dedicati alla città.
Potete vedere Convegno e interventi, se vi interessa, partendo dal sito www.beyond2009.org mentre per vedere cosa è successo in quei giorni in città potete andare al blog www.galileo2010.it.

Proprio durante la Cerimonia di chiusura l'organizzazione internazionale dell'anno 2009, che ricordiamo è stato "celebrato" in 148 Paesi, ha proposto di continuare a promuovere attività di diffusione, comunicazione e divulgazione dell'Astronomia con il motto "L'Universo a te scoprirlo - Oltre il 2009- Anno Internazionale dell'Astronomia".

A questo proposito vorremmo sapere come la pensate voi, che durante il 2009 avete organizzato e seguito le oltre 1500 attività italiane di divulgazione astronomica: vorreste che il sito www.astronomy2009.it continuasse a esistere e funzionare anche oltre il 2009? Da molti ci è infatti arrivato il suggerimento che questo sito venga conservato e si trasformi in un portale, mantenuto dall'Istituto Nazionale di Astrofisica, INAF, ma indipendente e terzo rispetto agli organizzatori, come è stato per tutto il 2009.

In pratica potrebbe restare, e anzi divenire sempre di più, un riferimento per l'informazione al pubblico e alla stampa su tutti gli eventi di Astronomia in Italia, segnalati e documentati direttamente dagli utenti, ossia Voi. Cosa ne pensate ?

Lo sforzo non è banale e quindi vorremmo essere sicuri, per quanto possibile, che l'idea sia largamente condivisa. Conoscere la vostra opinione è per noi fondamentale: se avrete voglia di rispondere alle nostre domande, CLICCATE QUI.

Il sondaggio terminerà il 10 febbraio e quanto prima verrete aggiornati sugli esiti della votazione e sulle decisioni che saranno prese per il progetto oltre il 2009.

Vi ringraziamo intanto della collaborazione.

La redazione di Astronomy2009.it

martedì 26 gennaio 2010

IN PIEMONTE L'ASTRONOMIA E' IN RETE CON LA BANDA LARGA WIFI


Si chiama Astronomia in Rete il nuovo progetto dedicato al supporto che le ICT possono offrire alla divulgazione scientifica, sviluppato da CSP con il sostegno di Regione Piemonte e la collaborazione dell'Istituto Nazionale di Astrofisica - Osservatorio Astronomico di Torino, e dei gruppi di astrofili che animano le attività di divulgazione degli Osservatori di Alpette e Val Pellice.

Nato con l'obiettivo di dare visibilità delle molte iniziative che ruotano attorno al mondo dell'Astrofilia e dei filoni di ricerca Astronomica attivi in Piemonte, il progetto costituisce anche un'occasione per sperimentare l'uso della banda larga a supporto dell'attività didattica e scientifica ai diversi livelli, dalle lezioni a distanza tenute per i bambini delle scuole elementari in diretta da Pino Torinese, alla condivisione di dati e immagini derivanti dall'osservazione astronomica con le più moderne tecnologie, alla divulgazione di esperienze di osservazione suggestive anche per il pubblico meno esperto.

Con la realizzazione di una rete wireless a banda larga in grado di raggiungere zone non coperte dai servizi di connettività disponibili sul mercato, il progetto Astronomia in Rete costituisce un modello di condivisione di informazioni e competenze, divulgazione scientifica e controllo remoto della strumentazione che sposa la logica di “laboratorio diffuso”, secondo la quale, grazie alle ICT, la ricerca può uscire dai luoghi canonici e asettici di studio per avvicinarsi e calarsi nel territorio. Il dimostratore propone un modello replicabile in contesti equivalenti, come da sempre è nello stile dei progetti sviluppati da CSP sul fronte della realizzazione di laboratori territoriali volti all'applicazione concreta delle ICT sul territorio regionale.

Riferimenti

lunedì 25 gennaio 2010

VLTANDVSTFISHEYETIMELAPSE

Dall'Osservatorio ESO di Cerro Paranal, in Cile, considerato il miglior sito astronomico al mondo, il VLT Very Large Telescope e il VST VLT Survey Telescope ci regalano queste bellissime immagini del cielo notturno in cui si vede chiaramente la nostra Galassia, la Via Lattea , ricoprire l'intero campo fotografico.



Il Very Large Telescope array (VLT) è uno strumento europeo considerato il più avanzato strumento ottico al mondo, composto da quattro telescopi uniti da uno specchio principale di 8,2 metri di diametro e quattro specchi ausiliari mobili da 1,8m.

Con un FOV (Field Of View) di un grado quadrato, lo scopo scientifico primario del VLT Survey Telescope è fornire uno strumento di imaging a grande campo per l'esplorazione a largo raggio dell'Universo visibile dall'emisfero australe, al fine di identificare i target più interessanti, da studiare poi più da vicino.

Il VST è invece nato da una cooperazione del 1997 tra l'OAC (Osservatorio Astronomico di Capodimonte e l'ESO (European Southern Observatory). L'OAC è uno degli Istituti dell'INAF (Istituto Nazionale di AstroFisica),

Fonte: www.eso.org/public/videos/vltandvstfisheyetimelapse

mercoledì 6 gennaio 2010

IL NOSTRO SOLE, LA NOSTRA STELLA

Un breve video che introduce il nuovo veicolo della NASA che studierà l'eliofisica del Sole: il Solar Dynamics Observatory.




Per maggiori informazioni:
http://www.nasa.gov/sdo

La Nasa su Twitter
http://twitter.com/NASAGoddard

martedì 5 gennaio 2010

BLUE MOON: TORINO E' SUL SITO DELLA NASA


La bella immagine che vedete qui a fianco è stata scattata a Torino da Stefano De Rosa puntando la fotocamera in direzione del Monte dei Cappuccini sullo sfondo del fiume Po.

E' finita nientemeno che sul sito che la NASA dedica alle foto astronomiche più belle di ogni giorno.

L'immagine ritrae la prima Luna piena di dicembre 2009, mentre la seconda luna piena si è verificata il 31 dicembre e porta così il nome di Blue Moon.

Qui l'immagine sulla pagina del sito Nasa
http://science.nasa.gov/headlines/y2009/29dec_bluemoon.htm


Non confondete il bagliore blu della foto con il nome "Blue Moon". Qui il colore della Luna non c'entra nulla. Non è la luna a diventare blu come invece ha affermato ieri erroneamente il Corriere della Sera.

Blue Moon è solo un modo anglosassone per definire la seconda luna piena di uno stesso mese. Il bagliore blu della foto è invece provocato da "luci d'artista", una particolare installazione allestita sulla collina torinese che illumina il complesso della chiesa dei cappuccini.



PER IL CORRIERE LA LUNA SI TRASFORMA IN UN PUFFO OGNI 19 ANNI

Vi proponiamo un esilarante pezzo di Paolo Attivissimo che cita un articolo apparso ieri su Il Corriere della Sera Online e che i giornalisti hanno prima modificato e poi fatto sparire completamente: ma grazie ad Attivissimo abbiamo tutti gli articoli prima della sparizione e possiamo farvi toccare con mano l'attendibilità delle notizie scritte dai giornali nazionali.


Avete capito bene. C'è qualcuno, al Corriere, che crede veramente che la Luna diventi blu come un puffo ogni diciannove anni. E c'è un altro qualcuno, sempre al Corriere, che permette che una scemenza simile venga pubblicata. E infine c'è un terzo qualcuno o qualcosa, Emmevi (presumo sia un'agenzia fotografica), che rifila al Corriere una luna tinta di blu col computer spacciandola per un fenomeno autentico.
Continua a leggere l'articolo di Paolo Attivissimo


Pare che i giornalisti commettano l'errore con una certa regolarità.

Un lettore ci informa che qualche anno fa, durante una blue moon di gennaio, il quotidiano "La Stampa" (ripresa anche da "Il Corriere" e "Repubblica") aveva pubblicato in prima pagina la foto di una luna blu, dicendo che era dovuta al freddo intenso di quei giorni.
Qualche giorno dopo fu pubblicata la smentita.
Qui un articolo di qualche anno fa su questa bufala giornalistica .

E qui sul portale SISSA un altra testimonianza di bufala giornalistica.



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